Ilaria Colombo
Ilaria Colombo
05 luglio 2012
 
Abbiamo parlato della Posta Elettronica Certificata a più riprese su AchaBlog.
Torniamo a parlarne in merito al problema dello spam, fenomeno molto diffuso che a quanto sembra non risparmia nemmeno la PEC.

La legislazione (D.L. 185/2008) stabilisce che l'indirizzo PEC, una volta comunicato, non necessiti di alcuna autorizzazione preventiva per essere utilizzato, per snellire le comunicazioni tra aziende e Pubblica Amministrazione.
Non viene fatta però alcuna distinzione nel caso in cui un soggetto diverso dalla Pubblica Amministrazione entri in possesso di un indirizzo PEC, autorizzando di fatto chiunque a utilizzarlo.
Di conseguenza, le caselle PEC sono facile preda degli spammer

Spam
 
Oltre alla seccatura di dover filtrare tra le varie email di spam quelle importanti, pensate a cosa significherebbe per un'azienda cancellare per errore un documento importante come un avviso di giacenza o una tassa in scadenza… Ciò potrebbe avere conseguenze anche sul piano legale.
A complicare le cose il fatto che i messaggi di posta elettronica certificata vengono considerati "ricevuti" una volta arrivati a destinazione e non una volta letti.

A tal proposito Francesco Tortorelli, dirigente del Sistema Pubblico di Connettività, intervistato da IlSole24ORE, spiega: "Quando si disegnarono i meccanismi della PEC italiana si decise di adottare il modello del circuito aperto. In altre parole, i gestori della PEC possono rendere il sistema di posta certificata accessibile anche alle email non certificate, cioè a quelle che si utilizzano normalmente. Con i conseguenti rischi di spamming".

PEC e spam: come risolvere il problema?

Tortorelli spiega che è possibile chiedere al gestore della casella PEC di "chiudere il circuito" e fare in modo che l'utente riceva solo le email certificate.
In realtà ciò è difficile nel caso di singoli utenti, mentre è più facile se richiesto per un intero dominio.
Anche DigitPa sta lavorando per la risoluzione del problema, raccogliendo le indicazioni dei professionisti.
Per esempio, gli avvocati hanno chiesto di poter evidenziare, magari con un colore diverso, i messaggi PEC più importanti dal punto di vista professionale: sarebbe già un buon inizio.
Un'altra idea è quella di rendere accessibile la ricevuta del messaggio anche al destinatario e non solo al mittente, come avviene adesso.

E tu, hai riscontrato problemi con la tua casella di Posta Elettronica Certificata? Raccontaci la tua esperienza!

 
Aggiungi un commento al post
Rispondi alla seguente domanda, così sapremo che sei proprio tu e non un computer a compilare la form:
Quanto fa 1 + 1 ?   
Luca
Luca 01/09/12 13:02
ormai quasi tutte le pec accettano email solo se inviate da un indirizzo pec, o almeno questa è l'esperienza che ho con la mia clientela
Ilaria Colombo
Ilaria Colombo 03/09/12 10:53
Ciao Luca, possono esserci casi in cui un'azienda preferisca non filtrare le email ricevute.
In generale però, come dici tu, i provider chiudono le caselle PEC alla posta non certificata, per evitare il problema dello spam.
La tua testimonianza è un'ulteriore conferma dell'implementazione sempre più diffusa di questa best practice!

 
 
Prima volta su AchaBlog?
Scopri perchè è nato questo blog
Iscriviti al Blog
Inserisci il tuo indirizzo mail per ricevere i post del blog
 
Segui il feed RSS
Categorie dei post
Cerca in AchaBlog
Suggerimenti
Quale argomento vorresti trovare in AchaBlog?
Per ricevere una risposta inserisci la tua email (sarà utilizzata solo per risponderti):
Rispondi alla seguente domanda, così sapremo che sei proprio tu e non un computer a compilare la form:
Quanto fa 2 + 4 ?  
Tag cloud