Gestione IT

4 consigli per sopravvivere al lavoro da remoto

16 Dicembre 2020

Dopo quasi un anno dallo scoppio della pandemia che ha colpito il mondo con il virus Covid-19, la consapevolezza che nulla sarà mai come prima è un dato di fatto e tutti, chi più chi meno, abbiamo iniziato a convivere con una nuova normalità.

Nonostante questo c’è una cosa in particolare che pare non riesca ad essere digerita. O per lo meno non del tutto e non con facilità.

Lo stress provocato dal lavoro da remoto.

Da recenti studi è emerso che molti dipendenti sostengono di sentirsi spesso stanchi a causa delle condizioni di lavoro a distanza e, in molti casi, addirittura di soffrire di sintomi di burnout come agitazione, irritabilità, infelicità, affaticamento, mancanza di attenzione e scarsa concentrazione.

È altrettanto vero che tantissime aziende e dipendenti si sono resi conto che esistono dei vantaggi significativi nel lavorare da remoto, tanto che saranno in molti a mantenere parzialmente questa modalità nel futuro.

Benefici che però potrebbero essere percepiti in maniera ridotta se le aziende non cercano di aiutare i dipendenti in maniera proattiva a superare questo stress percepito.

Se anche tu e i tuoi clienti riscontrate le stesse difficoltà come tantissimi colleghi del mestiere allora ti consiglio di continuare a leggere per scoprire quali sono i 4 consigli da seguire per affrontare con serenità il lavoro da remoto secondo Cameyo, realtà leader nel segmento della distribuzione di applicazioni virtuali.

1. Le videochiamate? Solo se necessarie

Uno degli errori più diffusi che si commettono è quello di fare una video chiamata per qualsiasi tipo di esigenza a volte anche solo per dimostrare di essere presenti e operativi.

E questo è comprensibile per le persone che non erano abituate a lavorare da casa e a cui manca la comunicazione face-to-face che si aveva normalmente coi colleghi in ufficio.

Tuttavia è necessario imparare a dare un freno per evitare di sovraccaricare la tensione e lo stress oltre che il calendario!

Questo perché l’effetto sortito è proprio lo stesso che si otterrebbe se si passasse l’intera giornata in sala riunioni…infattibile no?

Il suggerimento è quindi quello di impostare in maniera predefinita le chiamate senza l’opzione “video” attivata.

È necessario infatti stabilire preventivamente le urgenze e le priorità riflettendo sulla vera utilità che potrebbe avere una video chiamata piuttosto che una chiamata semplice.

2. Le pause sono ancora necessarie

La tradizionale giornata d’ufficio di qualsiasi lavoratore comprende delle più o meno frequenti pause “informali”, quelle cioè che si fanno chiacchierando con i colleghi davanti la macchinetta del caffe, o mentre si va al bagno e così via.

Non ci si fa caso ma si tratta di buone pratiche che durante la giornata consentono di staccare il cervello dal lavoro per qualche minuto alla volta e ripartire a svolgere le proprie mansioni un pochino più rilassati.

Allo stesso modo, anche quando si lavora da casa sarebbe bene programmarsi attivamente alcune pause.

E non ci si dovrebbe preoccupare per il proprio rendimento.

Lo sostiene anche la popolare “tecnica del pomodoro” secondo la quale bisognerebbe suddividere il proprio lavoro in blocchi da 25 minuti con pause da 5 tra ogni slot per ottimizzare la concentrazione e di conseguenza anche la produttività.

3. Pianificare il lavoro da remoto

Prima che si scatenasse la pandemia del Covid-19, all’inizio del 2020, il lavoro da remoto era un trend in crescita.

Ma ben diversa è la situazione che si è verificata post pandemia, quella cioè dove tutti improvvisamente si sono dovuti per forza di cose adattare a questa modalità di lavoro.

Non c’è stato il tempo necessario per prepararsi, né fisicamente né psicologicamente, e questo ha creato caos e sconforto nella maggior parte dei casi.

In questi casi è necessario affiancare i propri dipendenti e clienti per cercare di capire cosa funziona e cosa no, cosa si può fare per migliorare le condizioni di lavoro di ognuno e aiutarli a raggiungere un livello ottimale di confort per affrontare il lavoro da casa con maggior serenità per il prossimo futuro.

4. Gli strumenti giusti

Se il lavoro da svolgere è lo stesso di sempre ma mancano gli strumenti solitamente utilizzati per poterlo fare, diventa difficile lavorare da casa in maniera efficiente e sicura.

Molte persone, infatti, utilizzano per esempio il proprio PC personale o perché non è stato possibile riceverne uno aziendale o perché preferiscono così.

In entrambi i casi è necessario poter accedere a tutte le applicazioni business critical utili a svolgere il proprio lavoro, ma non sempre queste sono disponibili per i PC personali. Molte applicazioni Windows, per esempio, non girano su dispositivi Mac o Chromebook.

Ecco allora che subentrano soluzioni alternative come VPN o desktop virtuali e questo può causare ulteriori difficoltà, sia nella gestione da parte dei fornitori di servizi IT, che nell’utilizzo da parte degli utenti.

Fortunatamente la tecnologia evolve a una velocità incredibile e oggi è possibile fare affidamento a soluzioni più snelle e veloci come Cameyo che consente di distribuire applicazioni in pochi semplici click.

Cosa serve? Un dispositivo, una connessione e un browser!

Se vuoi saperne di più guarda questo webinar on demand.

Tratto dal blog di Cameyo

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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