Backup, DR e business continuity

5 azioni per un backup efficace

23 Luglio 2014
1 – Controlla i report dei backup

Tutti abbiamo la casella intasata di posta elettronica e i report dei backup contribuiscono a riempirla.
Quello che succede è che spesso apriamo la email che contiene il report, diamo un rapido sguardo, diciamo che tutto è come al solito, abbiamo visto che la maggior parte di backup sono buoni e ci va bene così.
Invece è necessario, diciamo una volta alla settimana, guardare i report dei backup con maggiore calma e dettaglio.
Per esempio, con BackupAssist 8 puoi vedere quanti restore point hai a disposizione o quanto spazio disco stanno consumando gli snapshot.
Quando è stata l’ultima volta che hai controllato in dettaglio queste informazioni?
 

 
2 – Fai un test di restore manuale regolarmente
 
La maggior parte dei software di backup esegue dei test sui dati salvati, dopo aver eseguito il backup. Lo fa anche BackupAssist 8 e il processo si chiama backup verification.
Viene verificata la raggiungibilità dello storage dove risiede il backup, viene verificata l’integrità di eventuali database di Exchange o file VHD di Hyper-V e ne viene testata la possibilità di mount. BackupAssist e altri software fanno molti test per garantire che i dati siano al sicuro, ma a tutte le soluzioni di backup manca una cosa: un restore manuale dei dati, una verifica che il processo di restore funzioni dall’inizio alla fine.
E occorre farlo in maniera sistematica, diciamo una volta ogni tre mesi. Scegli un backup, verifica di poter accedere all’archivio, fai un restore, aspetti che finisca a analizza i risultati: ci sono tutti i dati che ci dovevano essere? Riesci ad accedere ai SQL? Riesci a recuperare le email da Exchange o ad aprire il file di Word appena recuperato?
Nessuna verifica automatica potrà mai sostituire una sana verifica manuale.
 
3 – Fai un backup “a lungo termine”
 
Gli archive backup sono backup che permettono di tenere dati a lungo termine e alcuni non vengono mai sovrascritti.
Puoi tenere il backup del venerdì per un mese, il backup dell’ultimo del mese per 1 anno e il backup dell’ultimo dell’anno tenerlo per sempre. E questi backup andrebbero tenuti in un posto diverso dagli altri backup, parliamo cioè di backup offsite.
Se non hai un backup offsite a lungo termine, possiamo quasi dire che non hai il backup.
In caso di grossi problemi gli archive backup ti danno un ulteriore livello di protezione.
 
4 – Testa le procedure di disaster recovery
 
Significa fare un test di recovery come se avessi perso tutto. Si tratta di ripristinare dei server fisici o virtuali, su hardware diverso e seguendo un documento di disaster recovery. Se lavori per una piccola azienda puoi avere un server di test per testare il ripristino di tutti i server di produzione a turno.
Se non hai un server di test, si può provare a noleggiarne uno.
Il test di disaster recovery finisce quando tutti i servizi e le applicazioni sono disponibili e gli utenti riescono ad accedervi.
In realtà un test di disaster recovery non serve solo per riportare in vita un server, ma è anche un ottimo strumento per rodare e oliare le procedure e le responsabilità.
Questo tipo di test è molto importante perché la storia ha mostrato più volte che aziende anche ben avviate non sono state in grado di sopravvivere dopo un disastro.
 
5 – Fai diversi tipi di backup
 
BackupAssist su questo punto non teme rivali: puoi fare backup di sistema (immagini), backup di file, backup a lungo termine con archiviazione remota.
Alcuni tipi di backup sono più utili in determinate circostanze, altri backup in altre. Il backup per immagini, per esempio, va bene per salvare un intero server o per proteggere un sistema virtuale Hyper-V o un server Exchange. I backup di file e cartelle sono semplici backup, ma proprio per questo consentono un immediato restore dei documenti.
Fare più tipi di backup rende più flessibile il restore poiché dà più opzioni.
Avere più opzioni per il restore significa aumentare, di molto, le probabilità di recuperare i dati da un backup.
 
Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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