Gestione IT

5 lezioni di disaster recovery dal football

05 Aprile 2013

(tratto dal post di Brendan Cosgrove per "Kaseya Blog")

I fan della National Football League americana sapranno che disastro sia stato il 2011 per i Tampa Bay Buccaneers. La squadra ha perso dieci partite di fila – tra cui un imbarazzante 45 a 24 con l'Atlanta Falcons nella partita finale della stagione. Una prestazione talmente bassa che alcuni giocatori sono stati licenziati.
I proprietari hanno assunto nuovi coach, giocatori e talent scout e hanno promesso ai propri tifosi che per l'anno seguente la squadra avrebbe vinto.
Come hanno fatto i proprietari dei Tampa Bay Buccaneers a recuperare?
Cosa può insegnarci questo sul disaster recovery?

Football
  1. Avere un piano di disaster recovery

I Bucs sono migliorati lo scorso anno perché hanno messo in atto un piano ben concepito.
Naturalmente, ognuno di noi ha raccoglitori pieni di piani di disaster recovery. Tuttavia, un piano su carta non è lo stesso di un piano collaudato e affidabile.
In un recente sondaggio, Kaseya ha chiesto a 6.500 professionisti IT: "Disponete di un piano di disaster recovery regolarmente testato?".

  • Il 18% degli intervistati ha risposto di non averlo;
  • il 26% di averlo solo per i server;
  • il 24% solo per i server critici;
  • il 16% per server e workstation;
  • solo il 16% per tutta l'azienda.

La maggior parte delle aziende non ha un piano di disaster recovery regolarmente testato.

  1. Considerare i costi degli eventi disastrosi

Negli anni che seguirono la vittoria del Super Bowl, un cartellone pubblicitario mostrava il numero di fan in lista d'attesa per gli abbonamenti stagionali dei Bucs. Nel 2007, il numero superava i 150.000 tifosi. Non male, per una squadra con uno stadio che può ospitare solo 65.000 tifosi… Ora non riescono a riempire l'85% dello stadio, percentuale minima richiesta per avere le partite trasmesse in tv. Morale: alcune stagioni mediocri e una disastrosa sono state molto costose per i proprietari della squadra.
Quanto costerebbero poche ore di fermo di un sistema mission-critical alla vostra azienda in termini di perdita di entrate, reputazione e produttività?

  1. Valutare la capacità del proprio sistema di effettuare un disaster recovery veloce

I Bucs hanno valutato i propri allenatori e giocatori e hanno deciso di fare delle modifiche.
I vostri sistemi di disaster recovery sono in grado di salvare i sistemi critici e di ripristinarli velocemente? Vi è una grande differenza tra avere l'hardware a disposizione per sostituire un componente guasto e avere l'immagine di tutti i dati, le impostazioni, le partizioni e le configurazioni necessarie per ripristinare un sistema in pochi minuti.
Kaseya utilizza il sistema di backup basato sull'immagine StorageProtect di StorageCraft, per permettere il ripristino mission-critical in pochi minuti.

  1. Valutare la capacità del proprio sistema di effettuare un restore completo

I Bucs hanno solo in parte recuperato dalla stagione disastrosa dell'anno precedente. Non sono tornati al loro antico splendore come una squadra che è costantemente arrivata ai playoff nel decennio passato.
La differenza è un po' come quella tra recovery e restore. Nel valutare i vostri programmi di disaster recovery, non considerate solo quanto velocemente si può tornare operativi, ma anche quanto velocemente si può fare un ripristino completo. In caso di evento disastroso, un'azienda con un backup basato sul ripristino dei dati cartella per cartella impiegherà molto più tempo per avere sistemi completamente ripristinati rispetto a una con un backup basato su un'immagine del sistema e con dei punti di ripristino.

  1. Testare le prestazioni del sistema di disaster recovery

Ogni squadra della National Football League trascorre ore a guardare video sul gioco e facendo esercitazioni che simulano situazioni di gioco. Fanno tutti questi test in modo che non ci siano sorprese il giorno della partita.
La domanda chiave sui vostri piani di disaster recovery non è se ne avete uno, ma: "L'avete testato regolarmente? Funzionerà come previsto?".
Testare è fondamentale perché un errore umano, un guasto hardware o software, un evento naturale potrebbe mettere alla prova il vostro piano. Allocate tempo e risorse per essere sicuri che i vostri piani di disaster recovery siano regolarmente testati!

Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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