Crytpolocker è e resta ancora il “Re”, le aziende cominciano a denunciare con più frequenza gli attacchi ma, soprattutto, l’allarme ransomware attack e attacco hacker è tutto tranne che diminuito anche nel 2018…anzi, punta dritto verso backup, sistemi Mac e Linux…

Il “Pizzo digitale” insomma continua a fare vittime e a mettere in ginocchio imprese e privati. In occasione dell’atteso appuntamento con #DattoItaly (a questo link tutte le informazioni per non perdere l’appuntamento con il giorno della Business Continuity, pochissimi posti ancora disponibili) Achab presenterà questi e tantissimi altri dati esclusivi di una survey che ha coinvolto oltre 150 fornitori di servizi IT italiani. Un campione ampio e di grande valore che ha raccontato come, con quali dinamiche e soluzioni stanno affrontando gli attacchi e il fermo macchine dei loro clienti.
 
Ransomware e Crytpolocker, la rivoluzione degli Hacker a “cascata”
Ransomware, Cryptolocker, Wannacry, Deep Web, Dark Web… Più o meno direttamente tutti abbiamo avuto a che fare con la piaga del “pizzo digitale”. Arriva un link ben fatto e ben costruito, ci si “clicca” sopra, i dati vengono bloccati ed ecco la richiesta di riscatto. Una costruzione grossolana ma tremendamente reale della dinamica, standard, del funzionamento di questi infernali sistemi di attacco telematico.

Sistemi che hanno trasformato completamente il mondo degli hacker e delle loro vittime. Dove prima esistevano solo obiettivi sensibili, grandi aziende e, per giunta, di mercati molto precisi (finance, assicurazioni, ecc…) oggi ci sono attacchi a cascata che colpiscono, per motivi diversi ma ugualmente dolorosi, tutti, indistintamente, dall’ospedale al piccolo professionista. Non solo, con il digitale che entra e trasforma i processi chiave delle imprese, “prendere” un cryptolocker e subire un fermo macchina, server, sistemi IT in generale vuol dire fare danni, gravi, se non gravissimi, al proprio business. Più si ferma un servizio IT più danni subisce una impresa più danni subisce la reputation e il business stesso del provider IT a cui l’impresa si è affidata.

Il cerchio è questo ed è anche questo il motivo che fa di Datto Italy l’evento perfetto per capire e come e con quali strumenti un fornitore di servizi IT può e deve affrontare la Business Contiuity, un tema mai cosi critico per il proprio futuro.


 
Ransomware, nuovo allarme, sapete difendere i vostri clienti? Venite a #DattoItaly e scoprite gli ultimi dati su attacchi, riscatto e obiettivi degli hacker
«I risultati sono molto interessanti e le informazioni raccolte davvero preziose - racconta Claudio Panerai, CTO di Achab mentre sfoglia il report in distribuzione domani a Datto Italy -. Si tratta di un campione, oltre 150 fornitori di servizi IT italiani, di grande valore che racconta molto di come sta evolvendo questa piaga e, soprattutto, di come stanno reagendo le imprese.

Il risultato è una fotografia, una guida pratica per affrontare una sfida molto critica per tutti. Emerge infatti che le imprese stanno finalmente superando la paura di denunciare alle autorità il contagio (una nota positiva anche in vista dell’arrivo del GDPR e del famoso obbligo di notifica di cui si parlerà sempre a Datto Italy ndr.) e, allo stesso tempo, è diminuito invece il numero di aziende disponibili a pagare il riscatto. A livello di brutte notizie c’è però il fatto che i contagi non accennano a diminuire e, soprattutto, in oltre il 40% dei casi le aziende colpite hanno subito danni gravi al proprio Backup… Non solo, un tempo oasi di sicurezza, ora anche i sistemi Mac e Linux cominciano a diventare bersagli sensibili per gli hacker e il cybercrimine…».

A domani, dunque, con Datto Italy, per scopire i risultati completi della ricerca   
 
 
 

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