Oggi esistono più dati aziendali che mai nel cloud pubblico. E-mail, video, contatti, liste clienti... senza server locali, da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e attraverso qualsiasi dispositivo è possibile accedere a ogni tipo di informazione. Quindi, come si dice, la domanda nasce spontanea: e se smetto di poter accedere a queste informazioni? Se qualcosa va storto? Cosa succede… davvero?
 



Il business e il fatturato si bloccano

 
Se AWS, Azure o Google riscontrano un attacco DDOS o un'interruzione, una piccola azienda che si affida alle loro “nuvole” per i propri dati non può registrare entrate e ricavi.
 
Quindi cosa può fare un amministratore di azienda?
 
Prima di tutto “Arruolare” un fornitore di servizi gestiti per eseguire una valutazione delle minacce.
 
Cloud Computing Pubblico al tappeto, cosa deve fare, subito, un buon Service Provider?
 
A questo punto un MSP, o service provider, non dovrebbe fare nulla di particolarmente diverso da quanto viene fatto normalmente con server e workstation che sono sul posto.
Prima di tutto un MSP deve avere una prospettiva completa di ciò di cui gli utenti finali hanno bisogno per mantenere la funzionalità aziendale e del business in caso di qualsiasi tipo di disastro.
Per farlo servono tre domande molto precise:
 
Come accedono ai loro dati gli utenti?
 
Dove si trovano i loro dati?
 
Quanta perdita di fatturato è davvero accettabile per il mio cliente?

 
Cloud Computing pubblico down, Qualche esempio di danni
Proviamo a immaginare uno scenario in cui uno studio legale ha tutti i dati memorizzati in Office 365 e le informazioni finanziarie sono memorizzate e funzionano localmente. Ad un certo punto Office 365 diventa inaccessibile.
 
In questo momento i dipendenti non possono mettersi in contatto via e-mail con i loro clienti, accedere ai documenti che stanno lavorando o collaborare con i colleghi. Non possono dunque fatturare il tempo “lavorato”.
 
Cloud Computing Pubblico in blocco, i costi del fermo
Nel caso di un cliente con un ufficio di 10 avvocati (supponiamo che fatturino a una media di 300 euro / ora) e due paralegali per avvocato (supponiamo che fatturino a una media di 118 euro / ora), le entrate perse sono 10 x 300 + 20 x 118 = 5360 euro in 1 ora di inattività.
 
Se un cliente ha un ufficio con un avvocato e nessun paralegale i numeri sono più piccoli ma la reputazione dell'azienda può essere influenzata negativamente. E se i dati in cloud vengono bloccati da un ransomware? L'utente finale probabilmente non sarebbe in grado di gestire incassi e ricavi per un periodo di tempo ancora più lungo.
 
 
Cloud Computing Pubblico down, obiettivi e mosse di un buon fornitore di servizi IT?
 
In un simile contesto, al di là degli esempi, un MSP deve avere dunque l’obiettivo primario di evitare la perdita di entrate associata ai tempi di inattività. È importante che un fornitore di servizi IT prenda subito l'iniziativa e istruisca i clienti sulle potenziali minacce e su come mitigarle. La parte cruciale di questo accordo è “l'azione” e la percezione del valore/supporto fornito. Occorre innanzitutto assicurarsi che i dati accessibili attraverso “SaaS” siano protetti anche in un'altra posizione e, nel farlo, serve mostrare al cliente il lavoro che si sta per fare e il servizio che sarà fornito. Si tratta di un passaggio chiave per far percepire con chiarezza il valore che viene fornito per il costo del servizio.
 
Un fornitore di servizi IT che segue questi piccoli suggerimenti è il miglior strumento per garantire che una PMI possa continuare la propria attività anche di fronte ai pericoli.
 
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