Trascrizione testuale completa dell'episodio

Cloud: diamo i numeri!

Diversi numeri sul cloud in Italia: quanto vale, quanto vale rispetto all’IT in generale, quanto cresce, come cresce. Demoliamo, quantitativamente, un paio di luoghi comuni. E capiamo come muoversi alla luce dei dati esposti.


A.V: Ciao, sono Andrea Veca e oggi abbiamo con noi Maurizio Cuzari. Buonasera, Maurizio.
 
M.C.: Buonasera a te, Andrea, e buonasera a tutti voi.
 
A.V: Secondo incontro di RadioAchab con Maurizio Cuzari. Avevamo promesso che avremmo parlato del meglio della rubrica ICT Professional, la rubrica di approfondimento mensile sviluppata da Sirmi, ma in realtà abbiamo uno scoop per cui facciamo un'eccezione, il che su due numeri un'eccezione è una buona media, e condividiamo con, o meglio Maurizio condivide con noi i risultati di uno studio relativo al tema del cloud, tema che spaventa perché sembra avere rotto le scatole a tutti, quasi chiunque ha da dire qualche cosa sul cloud ma non credo che tutti abbiano da dire i numeri che Maurizio ha qui davanti a sé. Quindi, senza ulteriore indugio, Maurizio, non diciamo le solite cose generiche e i soliti luoghi comuni, andiamo giù duri con un po' di numeristica.
 
M.C.: Quindi tu non vuoi sentirti dire che il cloud è la grande rivoluzione del terzo millennio, non vuoi sentirti dire che il cloud è come una diga che franerà tutta in una volta e ci farà scomparire tutti quanti. Il rapporto di ricerca che abbiamo appena pubblicato sul mercato del cloud ci dà da una parte una dimensione del mercato che può essere interessante da condividere, e dall'altra viene appoggiata da un paio di numeri anche internazionali per i quali io credo che riusciremo a generare un minimo di stupore. Partiamo dal primo: le dimensioni del businness dei servizi cloud per il mercato affari hanno raggiunto circa 950 milioni di euro nel 2014, con una crescita di poco meno del 21% rispetto all'anno precedente, ed è un numero importante, soprattutto il numero relativo alla percentuale di crescita, se confrontato con il modestissimo -1 e qualcosa per cento del mercato dell'informatica nella sua globalità. Insomma, non avevamo bisogno di una conferma particolare, però il mercato del clod sicuramente sta crescendo.
 
A.V: Scusami, mercato in calo dell'1% ma su un volume complessivo...
 
M.C.: ... di circa 18 miliardi e mezzo di euro, di cui circa 6 miliardi di euro rappresentati dai prodotti hardware, che come forse ti ricordi nel 2014 hanno avuto una crescita in termini di ricavi grazie al rinnovo tecnologico abilitato dalla discontinuazione di alcuni sistemi operativi da parte di Microsoft, e dal fatto che, nonostante ci sia stato un rallentamento nelle vendite di tablet, comunque il mondo dei personal computer ha ricominciato a viaggiare in modo abbastanza interessante.
 
A.V: Quindi, ricapitoliamo, circa 18 miliardi e mezzo di dimensione complessiva del mercato IT, il cloud ne rappresenta grosso modo il 5%, tra il 4 e il 5 %, il cloud cresce quasi del 21% e comunque più del 20%, il mercato nella sua globalità cala dell'1%, in un anno in cui l'hardware per fattori esterni, poi vediamo se ripetibili o meno, è cresciuto.
 
M.C.: Be', ti fermo subito nel ricordarti che probabilmente questi fattori esterni si potrebbero ripetere ancora nel 2015, perché nel 2015 ci aspettiamo ancora da parte di Microsoft una nuova ondata di sistemi operativi, ci aspettiamo Windows 10...
 
A.V: Certo.
 
M.C.: ... e ci aspettiamo anche la discontinuazione di alcuni sistemi operativi dei server che potrebbero da una parte portare al rinnovo tecnologico dei server da parte dei clienti che preferiscono continuare a tenersi in casa i propri prodotti, e dall'altra dalla ripresa del mercato dei fornitori di cloud, che potrebbero approfittare della discontinuazione dei sistemi operativi per i server per suggerire ai clienti di sbaraccare le infrastrutture in casa per andare direttamente in servizio.
 
A.V: In effetti ne vedremo delle belle perché tutti quanti stanno scalpitando come pazzi, gli virtualizzatori, i cloudatori, gli hardwaristi, sono tutti pronti ai blocchi di partenza.
 
M.C.: Tu facevi giustamente riferimento a questo circa 5% di valore della spesa per servizi cloud rispetto alla spesa complessiva, c'è una percentuale ancora più intrigante: i servizi cloud rappresentano circa il 12% dei servizi gestiti, quindi se tu dalla spesa pr l'Information Technology togli i prodotti hardware, togli i prodotti software, togli i servizi di sviluppo e guardi soltanto i management services, be', il cloud rappresenta una quota comunque rilevante dei management services.
Altro elemento che viene fuori dai rapporti di ricerca è un elemento abbastanza interessante. Noi ci aspettiamo che questa crescita del 20% sarà una crescita media che si manterrà almeno fino al 2017. Ti prego, non mi chiedere cosa succederà dopo il 2017 perché, fra i tanti strumenti che Sirmi usa per tirar fuori i rapporti di ricerca, non c'è ancora la palla di vetro, quella che chi sa parlare chiama "la sfera di cristallo", ma io cerco di essere un po' più terra terra: la palla di vetro ancora non la usiamo.
 
A.V: Okay. Senti, non c'è palla di vetro però voi stimate una crescita del 20% grosso modo per altri due anni, quindi 2015-2016-2017, un trend consolidato che continua a crescere in un mercato  che non mi aspetto che invece tornerà ad essere scoppietante, mi riferisco ai 18 miliardi e mezzo come è stato in altri tempi.
 
M.C.: Be', è un mercato, scusami Andrea se ti interrompo, è un mercato che però, dalle ultime analisi che stiamo conducendo, ci dà la sensazione che nel 2015 potrebbe arrestare il suo decremento. Potrebbe essere un mercato a crescita zero, potrebbe essere a +0,5%, insomma il mercato dell'Information Technology segue l'andamento dell'economia e siccome l'economia si sta ragionevolmente stabilizzando, anche il mercato dell'Information Technology si stabilizza, su dei fronti e con delle  cose diverse da quelle tradizionali: cresce internet delle cose, cresce internet in generale, decrementano alcune tipologie di prodotti e di servizi molto più tradizionali, insomma si aprono nuovi fronti che anche per i tuoi clienti, per i rivenditori, per le software house, anche per il System Integrator possono portare delle opportunità estremamente interessanti.
 
A.V: Be', attendiamo tutti con ansia un aumento dl PIL del 20% naturalmente.
 
M.C.: Questo succedeva quando l'inflazione era al 24%, quindi io cercherei di non aspettarmi 
 
A.V: Senti una cosa, come reagiscono le aziende italiane a questo, cioè dove va questo 20%? Quali sono le aziende che, mi riferisco non necessarimentre ai fornitori di servizi, ma magari anche agli utilizzatori, che premiano il cloud? C'è la solita diceria che in Italia voglio tutto in casa, sono riluttante, sono scettico...
 
M.C.: Mah, in questo c'è un numero che viene da una ricerca di Eurostat di novembre 2014, quindi non così fresca come il nostro rapporto di ricerca ma assolutamente up-to-date, che ci dà uno spunto estremamente interessante. Eurostat sottolinea come in Italia circa il 40% delle imprese con più di 10 dipendenti utilizzi ancorché in parte non rilevante, ancorché in minima parte, utilizza servizi cloud. E con questo 40% l'Italia, è nell'ambito delle nazioni europee, ti parlo dell'Europa a 28 paesi, è in terza posizione. In prima e seconda posizione ci sono la Finlandia con il 51% e l'Islanda con il 43%, ma ti è ben chiaro come l'economia finlandese e islandese siano ben cosa più piccola rispetto all'economia italiana, quindi l'Italia è avanti rispetto alle major countries europee quanto a numero di aziende che adottano e utilizzano servizi cloud.
 
A.V: Questo ha dell'incredibile, quindi permettimi di ripeterlo per assicurarmi di aver capito. Noi abbiamo dieci aziende della dimensione di più di 10 addetti, di queste dieci, quattro hanno adottato almeno un servizio cloud, chiamamolo così.
M.C.: Ancora evidentemente il servizio cloud non rappresenta una quota rilevante della spesa per l'Information Technology...
 
A.V: No, no, d'accordo.
 
M.C.: ...però il cloud è diffuso in quattro aziende su dieci di quelle al di sopra dei 10 dipendenti, è diffuso in cinque aziende su dieci fra quelle con almeno 250 dipendenti. Insomma, il cloud c'è, si tocca, si vede, non è vero che l'italica razza pensa che il cloud sia talmente evanescente o talmente a rischio da non volerlo e non doverlo adottare.
 
A.V: Questo credo che sia un dato drammatico, nel senso positivo ovviamente, perché ci deve scuotere dal luogo comune e apre la possibilità ad un sacco di opportunità e nuovi servizi: non è vero che gli italiani hanno paura di mettere le cose nel cloud.
 
M.C.: Prova ne sia una ricerca di ISTAT, questa volta, di un mese fa, già del 2015, che sottolinea sempre sulle imprese con più di 10 dipendenti, come il 35% di queste imprese utilizzi servizi cloud per il software di posta elettronica, come il 13% usi il cloud per servizi di archiviazione di file, come il 14%, e questo è un numero per certi aspetti strabiliante, utilizzi il cloud per applicazioni di finanza e di contabilità. Non necessariamente il gestionale nella sua globalità.
 
A.V: Chiaro, chiaro.
 
M.C.: Magari usano il cloud soltanto per la gestione delle note spese, però sicuramente c'è una propensione all'uso del cloud.
 
A.V: Dati veramante molto interessanti e, come dicevo prima, che vanno contro il comune sentire, e quindi in questo senso ancora di maggior valor valore perché, diciamo, sovvertire il nostro immobilismo ideologico è sempre positivo.
 
M.C.: Permettimi soltanto ancora una sottolineatura a proposito dei nostri numeri. Devo fare una doverosa premessa metodologica. Quando noi parliamo di servizi cloud parliamo di servizi gestiti, quindi non teniamo conto del valore o della spesa per infrastrutture che abilitano ad erogare servizi cloud.
 
A.V: Okay.
 
M.C.: Parliamo soltanto di servizi, e quando ragioniamo di servizi cloud, li dividiamo grosso modo in due grandi fette: quello che viene definito il cloud pubblico, quindi il servizio che viene erogato da infrastrutture non dedicate ad un unico cliente, e quello che definiamo virtual private, che sempre servizio cloud è, ma che il cliente chiede al fornitore di poter ottenere da una infrastruttura dedicata a lui. Se vuoi è un'evoluzione della vecchia forma di outsourcing o di hosting o di housing, ma anche qui c'è un numero che io trovo particolarmente interessante: crescono più della media, crescono circa del 27%, i servizi di cloud pubblico, mentre crescono di poco meno del 10% i servizi di virtual private.
 
A.V: Scusami, permettimi di contestualizzare. Quindi adesso stiamo facendo una analisi approfondita, stiamo facendo un breakdown di quella crescita del 21% grosso modo, che ha subito il mercato del cloud nel 2014, com'è fatto questo 21%? Bene, la parte cloud pubblico cresce del 27%, la parte del virtual private cloud invece cresce un po' sotto il 10%.
 
M.C.: Il che testimonia il fatto che l'italica razza sta cominciando a credere al fatto che i servizi cloud anche erogati da infrastrutture condivise abbiano la loro solidità.
 
A.V: Perfetto, questo è un dato estremamente importante.
 
M.C.: Insomma, il cloud non è più un'evoluzione dell'outsourcing tradizionale, comincia a passare in termini reali la percezione che il cloud possa essere una nuova forma di accesso a servizi di Information Technology tramite infrastrutture condivise.
 
A.V: E in questa accezione cresce del 27%. Nella accezione invece del virtual private cloud, che io chiamo hosting on steroid, invece, c'è comunque crescita perché stiamo parlando di quasi il 10% contro il solito numero asfittico del -1%, bla bla bla, ma comunque 10% e 27%, quindi c'è proprio un'evoluzione mentale, culturale dei fruitori della tecnologia.
 
M.C.: Ti propongo ancora un ultimo numero e poi passiamo a un paio di concetti che probabilmente potranno essere utili per i tuoi ascoltatori, per i tuoi e per i nostri ascoltatori. Lo scorso anno, nel condurre queste analisi, abbiamo dato un'occhiata ai risultati di circa un centinaio di fornitori di servizi cloud. Quest'anno i cento fornitori di servizi cloud sono diventati 250 attori degni di attenzione. Insomma, questo fenomeno si sta allargando a macchia d'olio dal punto di vista degli erogatori di servizi, e nell'ambito degli erogatori di servizi prendiamo in esame soltanto le aziende con un minimo di struttura, con un minimo di approccio sistemico verso i servizi cloud.
 
A.V: Ricordo che una volta parlavi di cloud provider di quartiere, se non sbaglio. Ecco, questi non li mettiamo nella nostra ricerca.
 
M.C.: Diciamo che all'epoca degli internet service provider c'era stato un periodo di proliferazioni a dismisura di operatori che tiravano su un paio di server e si mettevano ad erogare servizi internet e via a andare, poi questo fenomeno si è in qualche modo asciugato. Quello che sta venendo fuori, in modo estremamente interessante, è il fatto che anche i rivenditori, le software house, i system integrator, approcciano i servizi cloud facendoli diventare una parte importante del proprio valore aggiunto. Scusami, te la dico in termini molto ruvidi: non è necessariamente vero che il cloud disintermedia gli operatori tradizionali.
 
A.V: Okay quindi, scusami, qui stiamo arrivando al vero succo, al vero valore di questa chiacchierata: siamo partiti da numeri, ineccepibili e positivamente aridi, e ora invece stiamo distillando il vero valore, cioè l'indicazione di che cosa si può fare davanti a questi numeri per chi eroga servizi o per chi deve usare l'IT in generale.
 
M.C.: Direi di sì e ci vorrei mettere anche, se me lo concedi, qualche pillola di saggezza in queste considerazioni. Gli operatori, quelli che una volta chiamavamo gli operatori dei canali indiretti, che si sono appiattiti in un approccio da commericanti, che comprano prodotti e li rivendono, che aspettano che il fornitore gli dica qual è il prezzo di listino per poi vendere al cliente finale facendo anche lo sconto sul prezzo di listino, stanno un po' facendo il loro tempo, fanno fatica soprattuto al dimostrare al loro cliente finale due cose: che loro sono importanti e che loro non sono sostituibili. Mentre quegli operatori che riescono a posizionarsi in modo efficace come consulenti del loro cliente finale, come conoscitori delle esigenze del cliente finale prima ancora che delle complessità delle infrastrutture e del sistema informativo, trovano nei servizi cloud un alleato validissimo per poter rafforzare il proprio ruolo. Poi, per carità, continueranno a vendere anche prodotti, client per esempio, ma anche una parte dei server perché quando pensiamo al cloud non dimentichiamoci che ci sono anche delle linee di tendenza che fanno riferimento al cloud ibrido, in parte uso dei servizi di public cloud, in parte mi tengo delle infrastrutture in casa, e comunque il tutto deve essere gestito, anche i servizi che vengono comprati in cloud dall'esterno vanno gestiti, vanno monitorati,...
 
A.V: Vanno armonizzati, se posso dire, con il resto.
 
M.C.: ... vanno adattati in modo efficace alle esigenze reali del cliente finale. Ecco, quegli operatori che riescono a modificare il proprio approccio da commercianti a consulenti trovano nel cloud un alleato fortissimo nello spiegare ai loro clienti che con l'Information Technology si possono fare delle cose nuove, più belle, più efficaci ripetto al passato, e nel trovare delle proprie fonti di reddito e di marginalità che continueranno a correre esattamente come sta correndo in questi anni il businness del cloud computing.
 
A.V: Perfetto, Maurizio, con questo hai risposto anticipatamente alla domanda che avrei voluto farti, avendola tratta da "Uncinetto Oggi", il cloud è una minaccia o una opportunità? Hai già delineato chiaramente per chi è una minaccia e per chi è invece l'opportunità per continuare a prosperare.
 
M.C.: Andrea, il cloud è come l'energia nucleare. Diventa positiva o negativa a seconda di come la usi. È un po' meno rischioso dell'energia nucleare e sicuramente più gestibiledell'energia nucleare a condizione che ci si studi sopra. Ecco, un errore che in tanti fanno nel pensare al cloud, nel maneggiare il cloud, è che tutto sia facile.
 
A.V: Certo.
 
M.C.: Anche sul tema del cloud bisogna studiarci su, bisogna impratichirsi e bisogna farsi una practice reale di una nuova disciplina.
 
A.V: Benissimo Maurizio, io ti ringrazio. Se qualcuno volesse approfondire direttamente con te questi temi, come ti può trovare?
 
M.C.: maurizio punto cuzari at sirmi punto it
 
A.V: Bene, grazie Maurizio, grazie a tutti voi che avete ascoltato e buon IT a tutti!