Business

Aziende ed e-commerce: il grande passo nel business 3.0

26 Febbraio 2014

Secondo l'Osservatorio annuale sugli e-commerce B2C, le vendite online nel 2013 hanno superato le già rosee aspettative dell'anno precedente, attestandosi su una crescita pari a 18% con un fatturato che si aggira intorno agli 11 miliardi di euro.


La commistione tra business online e offline sembra essere il giusto mix per il successo, se rapportato ad attività che investono solo in uno dei due canali.
 
Due fenomeni in particolare hanno decretato nel tempo il successo del commercio online
  • La possibilità di sviluppare piattaforme di vendita a costi contenuti.
  • La nascita di strumenti di pagamento specifici per gli acquisti online.
Già vent'anni fa attuali colossi come Amazon avevano iniziato a muovere i primi passi nella grande rete: il limite tecnico era la scarsa diffusione della connettività, che impediva il coinvolgimento di massa dei consumatori; quello economico erano i costi di sviluppo delle piattaforme di commercio online, alla portata solo di grandi aziende.
Spesso si dava vita a progetti di risonanza mondiale che però non potevano essere agevolmente fruiti dal target di riferimento e assicurare la vendita. 
 

E-commerce


All'inizio del nuovo millennio sono arrivati i primi e-commerce "semi-lavorati”, che hanno consentito ad aziende di medie dimensioni di occupare il proprio spazio sul web.
Contemporaneamente anche i privati hanno iniziato a usufruire di connessioni casalinghe di discreta velocità e gli e-commerce hanno iniziato a diffondersi pur portando con sé altri problemi legati alla sicurezza nei pagamenti e alla naturale diffidenza dei compratori.

Le attuali piattaforme Open Source diffuse sul mercato si presentano complete di molte funzionalità pensate per adattarsi alle esigenze di differenti tipologie di aziende e per interagire con le moderne tecnologie, mobile e social in primis.
Questa rivoluzione tecnologica ha determinato un forte abbattimento dei costi di sviluppo che ha portato all'ingresso dell'e-commerce anche nelle piccole realtà aziendali.
Contemporaneamente, banche e istituti di credito hanno investito nello sviluppo di prodotti di pagamento destinati all’online (carte di credito elettroniche ricaricabili, piattaforme protette), oltre alla promulgazione di normative e obblighi specifici per le aziende che intendono lucrare con il business online.

Qual è stato il risultato di questa operazione?

Sicuramente un forte incremento nel numero di e-commerce sviluppati.
Ma l'avventura nel mondo del web non si è conclusa sempre positivamente per le aziende coinvolte, non perché l'e-commerce non sia uno strumento di per sé valido, ma perché spesso è stato approcciato nel modo sbagliato. 

Nella nostra esperienza di progettisti – sviluppatori di soluzioni web e consulenti marketing – abbiamo annotato alcuni degli errori più comuni:
  • non voler investire nella progettazione del sistema e-commerce;
  • insistere per trasporre le medesime logiche e dinamiche delle vendite "reali" anche nel Web;
  • pensare che essere online sia sufficiente per avere la visibilità necessaria ad attirare clienti;
  • limitare il coinvolgimento social dei possibili consumatori per paura di dover poi gestire delle pubbliche critiche.
Un consiglio che diamo spesso ai nostri clienti è considerare fin da subito che l'e-commerce non dovrà essere solo uno status symbol, ma uno strumento di lavoro che per funzionare necessita di essere integrato con le procedure e le risorse aziendali: diversamente, si rischia di non sfruttare in modo adeguato gli investimenti fatti e concludere questo passo nel business 3.0 con una totale sfiducia nei confronti delle tecnologie e degli strumenti web.
Autore
Serena Martini
Commenti (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato, lo utilizzeremo solamente per inviarti la notifica della pubblicazione del tuo commento. Ti informiamo che tutti i commenti sono soggetti a moderazione da parte del nostro staff.