Backup, DR e business continuity

6 motivi per cui devi fare i test di restore

08 Settembre 2016

Immagina che nella tua azienda, o in quella di un tuo cliente, succeda un disastro. Un collaboratore distratto apre un'email che contiene un virus e immediatamente tutti i file presenti in rete sono cifrati. Oppure, scenario meno drammatico, un collaboratore cancella involontariamente un file.

Non c'è problema, penserai tu, perché tanto ci sono i backup, giusto?
 
Non proprio: potrebbe succederti, sfortunatamente, che quando vai a recuperare i backup ti accorga che non funzionano, cioè non puoi fare il restore. Probabilmente ti sei dimenticato di una cosa, e cioè che il tuo software di backup salva i dati, ma è tua responsabilità provare a fare il restore per assicurarsi che siano recuperabili.
 

 

Ma perché può succedere che i backup siano corrotti e quindi inutilizzabili?

Ci sono almeno 6 motivi che vado ad analizzare e che dovrebbero spingerti a fare regolarmente dei test di restore.

  1. Il dispositivo utilizzato. Uno dei principali motivi per cui il backup e il restore falliscono non ha nulla a che fare con il software di backup: spesso dipende dall'utilizzo di nastri, CD o DVD. Questi dispositivi infatti sono sottoposti a corruzione, potrebbero essere già pieni o potrebbero non essere adatti al piano del tuo backup. Se usi questo tipo di dispositivo è assolutamente necessario fare dei test di ripristino.

 

  1. Errori umani. L'errore umano è una delle principali cause di problemi ai sistemi informatici, e quindi anche dei backup. Basta poco (una distrazione) per inserire il dispositivo sbagliato, la cassetta sbagliata o fare un'operazione in maniera errata facendo fallire il backup e di conseguenza il restore. Eseguire test di ripristino regolari, non solo ti assicura che non ci siano stati errori nelle procedure, ma ti aiuta anche a prenderci confidenza, preparandoti all'eventualità di un vero restore.

 

  1. Conflitti software. Ci sono migliaia di prodotti software sul mercato e anche quelli più famosi e blasonati possono creare dei problemi. Per esempio, eseguire un software antivirus o un firewall software potrebbe interferire con il processo di backup impedendogli il corretto accesso a tutti i file che deve proteggere. Spesso questo tipo di problema può essere corretto con una attenta configurazione del software, ma l'unico modo che ti può garantire che i tuoi backup siano regolari e non abbiano subito influenze o interferenze di altri software, è provare a eseguire un restore.

 

  1. Mancanza di spazio. Talvolta i backup possono fallire per mancanza di spazio: è un problema più comune di quanto si possa pensare. Questo succede perché banalmente la crescita dei dati da salvare è esponenziale; in questo caso è opportuno rivedere la strategia di backup.

 

  1. Problemi di rete. Se stai eseguendo un backup attraverso la rete, una rete lenta o sovraccarica può causare un timeout del job di backup e quindi il fallimento. Ancora una volta, solo un test di restore ti può garantire che il tuo backup sia davvero consistente.

 

  1. Diritti e permessi. Potrebbe anche succedere che un backup non vada a buon fine semplicemente perché non ci sono i permessi corretti per accedere ai dati che si desidera salvare. Questo potrebbe voler dire che i dati più critici in assoluto non verranno mai trasferiti sul dispositivo di backup.

L'unico modo per verificare che questi dati siano davvero salvati è provare a fare un restore.
 
 
Conclusioni

Ho evidenziato solamente 6 aspetti che possono influenzare il buon esito dei tuoi backup, ma ci sono migliaia di altre situazioni che possono impattare sul salvataggio dei dati.
Se vuoi dormire sonni tranquilli, l'unico consiglio che ti posso dare è provare a fare il restore dei dati e dei sistemi che stai proteggendo.
 
Tratto dal Blog di BackupAssist

Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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