Business

Ampliare il proprio core business: pro e contro

05 Novembre 2014

Ampliare il proprio core business è sempre un bene o ci sono casi in cui è meglio decidere di non farlo?
Abbiamo chiesto ai nostri rivenditori di rispondere a questa domanda.



Come emerge dalle risposte, la maggioranza (79%) ritiene di dover accontentare i propri clienti anche quando ciò significa ampliare la propria area di competenze.
Solo il 21% invece sceglie di indirizzare il cliente a qualcun altro in grado di risolvere il suo problema, nel caso in cui questo non rientri nel proprio core business.

Cerchiamo di capire il motivo alla base di queste scelte

La risposta di Roberto esemplifica bene i motivi che determinano la prima scelta.
A suo parere, infatti, ampliare la propria area di competenza non solo permette di aumentare le proprie conoscenze e possibilità di business, ma evita di dover ricorrere alla collaborazione con potenziali competitor, con il rischio di perdere un cliente.


Personalmente non sono d'accordo con questo punto di vista: se alcune attività non rientrano nel proprio core business, non basta documentarsi per farle al meglio.
E piuttosto che lavorare male, è meglio indirizzare il cliente a un altro fornitore.

A tal proposito Moreno riporta un esempio: "Io non mi occupo di VoIP, quindi passo l'opportunità a un partner che segue il cliente come lo seguirei io".
Della stessa opinione è Andrea, che afferma: "La generalizzazione di competenze abbassa la qualità del servizio. Preferisco gestire in modo professionale il cliente e costruire al contempo una relazione di partnership con aziende professioniste di settori complementari a quelli trattati dalla mia".
Ampliare il proprio core business ha pro e contro: non sempre è la scelta migliore

Ammettere di fronte al cliente che una certa attività non rientra nella propria area di competenza non è una dimostrazione di incapacità.
Anzi, è sicuramente meglio focalizzarsi su determinati aspetti e diventarne esperti.

E piuttosto che fornire al cliente un servizio mediocre, si fa più bella figura a indirizzarlo verso qualcuno che siamo certi farà un buon lavoro.
Esiste infine una via di mezzo tra le due prospettive proposte dal sondaggio: non ampliare le proprie aree di business, ma non indirizzare nemmeno i clienti verso altri fornitori, assoldando piuttosto consulenti esperti in materia.

Tu cosa ne pensi?

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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Mario Cappellotto
Mario Cappellotto
7 anni fa

Io penso che c’è un’altra via di mezzo. Ogni cosa deve essere fatta con "testa". Mi capita spesso di avere richieste che non sono prettamente nelle nostre competenze. Se mi rendo conto che la richiesta è assolutamente al di fuori delle mie possibilità, cerco di pensare a quale fra i miei concorrenti posso indirizzarmi… e sottolineo indirizzarmi, per poter far svolgere il lavoro da altri, ma con fatturazione da parte nostra. Se non ne trovo, lo indirizzo da qualche altra parte. Se invece penso che possa essere nelle mie possibilità documentarmi per effettuare un ottimo lavoro, non solo buono, prendo tempo, mi documento, studio anche la notte, anche mentre dormo. Decido di propormi anche a prezzi competitivi, anche rimettendoci qualcosa, se credo che questo possa servire per ampliare il mio core business. E’ quello che ho fatto quando ho iniziato a riparare gli smartphone . Sono arrivato arrivato a smontare il mio fino all’ultima vite, a simulare una rottura dello schermo e per poi riparalo e vedere se ci riuscivo. Ora ne riparo mediamente 5 a settimana e sempre più richieste mi vengono inviate dalle stesse persone a cui l’ho riparato. Voglio dire che ogni caso è a sé. La regola ognuno se la deve costruire intorno al suo carattere, alla sua curiosità, al suo spirito intraprendente o più moderato. Ma sempre…. con testa 🙂

Claudio Panerai
Claudio Panerai
7 anni fa

La "testa" è la prima cosa, Mario. Concordo.

Emilio Polenghi
Emilio Polenghi
7 anni fa

Ciao a tutti.
Anche io rientro genericamente nel 21%.
Se devo mettere mano a problematiche che so di poter risolvere con competenza, anche se non ne ho competenza diretta, allora faccio la mia ricerca di documentazione ed eseguo il lavoro.
Tuttavia, come mi è capitato, se la situazione da seguire ha molte sfaccettature allora cerco una risorsa esterna, che spesso è un partner più grosso di me e che sono certo non mi "ruba" il cliente.
Il vantaggio è per tutti, infatti io posso concentrarmi sulle aree di mia competenza e fare training on the job sulle nuove componenti; il cliente ha la soluzione in tempi più brevi e conseguentemente a minor costo; la risorsa esterna ha un’entrata economica non attesa.

La perdita del cliente è abbastanza rara, perchè tra noi e i nostri clienti dovrebbe esistere già un rapporto di fiducia nato dalla nostra capacità di trovare soluzioni in tempi rapidi e minimizzando le perdite per interruzioni di servizio. Comunque sia se il cliente ha deciso di cambiare fornitori non ci sono ragione che possano dissuaderlo dal farlo.