Backup, DR e business continuity

Backup su nastro? No grazie!

05 Maggio 2016

Con la crescente disponibilità di strumenti di backup, disaster recovery e business continuity è quasi incredibile credere che il nastro sia ancora utilizzato quando si parla di backup.
La maggior parte delle aziende, ovviamente, non utilizza più questa tecnologia, ma è sorprendente quanto sia ancora diffusa.
Una survey condotta da The Enterprise Strategy Group mostra che la metà dei partecipanti al sondaggio continua ad avere il nastro come unità di backup nel 18% dei casi.
Non è il nastro in sé ad avere problemi, ma per come funzionano oggi le aziende, anche le piccole, la necessità di avere sistemi velocemente ripristinabili è in contrasto con il concetto stesso di nastro.
 
 

Con i nastri infatti ci sono una serie di inconvenienti:

  • il fattore umano;
  • ridotta frequenza dei backup,
  • la mancanza di verifica dei backup;
  • velocità di ripartenza.

Analizziamo questi aspetti.
 
Il fattore umano
Cambiare i nastri e occuparsi di portarli fuori sede lascia troppo spazio agli errori. Vuoi per dimenticanza, vuoi per errata comprensione, vuoi per mille altri motivi, è troppo rischioso lasciare i backup alla “volontà” delle persone.
Avere backup completamente automatici è meglio, perché sono meno soggetti a errori.
 
Ridotta frequenza dei backup
Normalmente i backup si fanno una volta al giorno. Di notte, al di fuori del normale orario lavorativo.
Ma se i dati in azienda cambiano velocemente (i file, gli ordini nel database, le email sul mailserver), i backup vanno fatti più spesso, magari ogni ora.
Decidere di fare i backup ogni ora potrebbe non essere possibile se si usano ancora tecnologie a nastro perché “non ci stanno dietro”.
 
Mancanza di verifica del backup
Con il backup su nastro la possibilità di verificare se i tuoi server ripartono è pura utopia. Il massimo che puoi sapere è se il job di backup è terminato con successo. Ma non potrai mai sapere, in caso di crash del gestionale, se puoi ripartire velocemente, se non facendo una vera prova di ripartenza.
Ci vuole un sistema che ti dica con certezza se i tuoi server sono in grado di ripartire dal backup.
 
Velocità di ripartenza
Quanto ci vuole a far ripartire un server critico se memorizzi tutto su un nastro? Ore? Giorni?
Dovrai reinstallare il sistema operativo e le applicazioni e fare le varie configurazioni, solo dopo potrai ripristinare i dati.
Ti serve una soluzione che a partire dal tuoi backup ti permetta di riaccendere i tuoi server in meno di 5 minuti, se vuoi assicurare alla tua azienda il minimo fermo macchina possibile.
 
Se queste considerazioni sul backup a nastro ti hanno fatto accendere una lampadina, dai un’occhiata a quello che può fare Datto per te.
 
 
Tratto dal blog di Datto

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (0)
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti