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BYOD: sicurezza e produttività

03 Gennaio 2013

In un post di quasi un anno fa abbiamo parlato del BYOD come di un nuovo fenomeno destinato a diffondersi.
Adesso è una tendenza molto diffusa, con la quale ogni azienda deve fare i conti.
Avevamo analizzato i possibili pro e contro, con particolare attenzione a due aspetti: la sicurezza e l'incidenza sulla produttività aziendale.
In questo post voglio soffermarmi sui maggiori rischi legati a questi due ambiti, dei quali è bene tenere conto.

BYOD: sicurezza e produttività

BYOD e sicurezza

Alcune caratteristiche rendono i dispositivi mobile particolarmente appetibili per i cybercriminali.
Infatti esistono malware in grado di sfruttare il gps, il microfono e la telecamera del dispositivo, come per esempio il virus FinSpy, in grado di prendere il controllo dell'apparecchio semplicemente grazie al clic dell'utente ignaro su un link inviato via sms. La maggior parte degli attacchi però arriva dalle App, soprattutto quelle per Android perchè lo store di Apple è rigidamente controllato.
I dispositivi possono quindi diventare una sorta di "botnet mobile" in grado di diffondere l'infezione attraverso diverse reti wi-fi all'insaputa del proprietario. Per questo motivo c'è chi li definisce "untori digitali" (da IlSole24ORE.com).
Le implicazioni per le aziende sono enormi, se si pensa non solo ai rischi per la sicurezza della rete aziendale, ma anche a un possibile utilizzo ai fini di spionaggio industriale. Basti pensare che per le aziende americane è stato stimato un danno di 250 miliardi di dollari l’anno per i furti di proprietà intellettuale.

BYOD e produttività

Si calcola che nelle reti aziendali la percentuale di banda impiegata dalle app di tablet e smartphone personali sia fino al 60%.
In un’azienda di mille dipendenti, il costo dell'inefficienza produttiva può arrivare fino a 15,9 milioni di dollari l’anno, secondo lo studio Bringing the Information Worker Productivity Gap di Idc.
La ricerca è stata compiuta su un campione di 1200 addetti (di cui circa 360 professionisti IT) di aziende di sei diversi Paesi con un minimo di 50 dipendenti con postazione pc.
Quello che è emerso è che oltre undici ore alla settimana vengono perse da ciascun lavoratore rispetto al totale della sua produttività: due ore per recuperare documenti smarriti o errati, due ore per cercare documenti invano, sette ore per unire tra loro file e fonti in un unico documento e risolvere problematiche legate ai documenti cartacei.
Ciò significa che un'azienda media di mille dipendenti avrebbe la possibilità di risparmiare un cospicuo budget da investire in nuove risorse, qualcosa come 213 nuovi dipendenti.

La chiusura verso il BYOD non è la soluzione a questi problemi, perchè preclude la possibilità di godere dei vantaggi di questa nuova tendenza.
La soluzione è adottare un'adeguata strategia di MDM (Mobile Device Management), eventualmente supportata da validi strumenti.

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Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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