Cybersecurity

Ci si può fidare delle app?

22 Aprile 2016

Se si chiede a un utente Android che cosa pensa dell’utilità del proprio device, sicuramente ci risponderà che le numerose funzioni e app gli rendono la vita più semplice e comoda. Ma siamo sicuri che conosca i rischi che derivano da questa comodità?

La privacy online è un argomento molto attuale, ma non tutti sanno che i propri dati privati vengono resi disponibili alle app presenti sui propri smartphone. Molte di queste app sono così popolari che nessuno si chiede se sia davvero il caso di dare loro il permesso di accedere ai dati.

Una volta concesso l’accesso ai nostri dati, oltre alla privacy, è in gioco anche la sicurezza poiché aumenta la vulnerabilità verso i malware. Ma è possibile individuare i rischi senza dover analizzare ogni singola app? 
La versione beta di Avira Privacy Advisor, caratteristica presente in Avira Free Antivirus for Android fa proprio questo, ovvero analizza i fattori di rischio di ogni app sul tuo smartphone.
Di seguito troverai quali rischi per la privacy ha individuato Privacy Advisor sulle app più popolari.



 

LinkedIn

  • Individua la posizione attraverso la rete o GPS.
  • Può agire sulla batteria controllando la vibrazione o lo standby.
  • Può accedere al calendario e alle informazioni confidenziali, inclusi i messaggi da amici e colleghi.
  • Può leggere o modificare il contenuto della scheda SD.
  • Può creare account o eliminare quelli esistenti o individuare altri account da altre app che hai installato.
  • Può attivare o disattivare la sincronizzazione.
  • Può avere pieno accesso alla rete e inviare dati senza permesso.
  • Può avere accesso all’agenda e ad altre informazioni come la frequenza delle chiamate, email e comunicazioni. I malware possono così accedere ai contatti senza che l’utente ne venga a conoscenza.
  • Può modificare l’agenda e cancellare contatti.

Instagram

  • Può registrare audio in ogni momento senza che l’utente debba confermare.
  • Individua la posizione attraverso la rete o GPS.
  • Può agire sulla batteria.
  • Può leggere le informazioni di contatto e inviarle ad altri utenti.
  • Può leggere o modificare il contenuto della scheda SD.
  • È in grado di utilizzare la fotocamera per registrare video o fare foto in ogni momento, senza necessità di conferma da parte dell’utente.
  • Può avere accesso all’agenda e ad altre informazioni come la frequenza delle chiamate, email e comunicazioni. I malware possono così accedere ai contatti senza che l’utente ne venga a conoscenza.

Skype

  • Può avere accesso all’agenda e ad altre informazioni come la frequenza delle chiamate, email e comunicazioni. I malware possono così accedere ai contatti senza che l’utente ne venga a conoscenza
  • Permette all’app di digitare numeri di telefono ed effettuare chiamate senza che l’utente debba confermare. Questo potrebbe portare a costi addizionali nel caso di un’infezione malware.
  • È in grado di utilizzare la fotocamera per registrare video o fare foto in ogni momento, senza necessità di conferma da parte dell’utente.
  • Può registrare audio in ogni momento senza che l’utente debba confermare.
  • Può leggere e modificare l’agenda.

WhatsApp

  • Può avere accesso all’agenda e ad altre informazioni come la frequenza delle chiamate, email e comunicazioni. I malware possono così accedere ai contatti senza che l’utente ne venga a conoscenza
  • Può registrare audio in ogni momento senza che l’utente debba confermare.
  • È in grado di utilizzare la fotocamera per registrare video o fare foto in ogni momento, senza necessità di conferma da parte dell’utente.
  • Ha accesso a SMS e MMS e può cancellarli senza mostrarli all’utente.
  • Può leggere e modificare l’agenda.

Shazam

  • Può registrare audio in ogni momento senza che l’utente debba confermare.
  • È in grado di utilizzare la fotocamera per registrare video o fare foto in ogni momento, senza necessità di conferma da parte dell’utente.

 
Abbiamo visto solo 5 delle app più popolari, ed è chiaro: gli utenti sono molto esposti a rischi per la propria privacy in caso di infezioni malware. Questo fa pensare anche a tutte le altre app che abbiamo installato sul nostro smartphone e se i permessi che abbiamo concesso sono realmente collegati alle loro funzionalità.

(Tratto dal blog di Avira)

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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