Backup, DR e business continuity

Cinque ragioni per cui affidarsi a Windows Backup può essere una cattiva idea

05 Novembre 2014

Udite, udite: una funzione integrata di Windows può rivelarsi non essere lo strumento migliore per fare un certo lavoro.

Le limitazioni di Windows Backup sono universalmente note, e una miriade di difetti spinge anche gli amministratori di sistema più taccagni ad aprire il portafoglio per dotarsi di un tool di backup decente.
 
Questa rivelazione non stupirà probabilmente nessuno in questo momento, ma vi sono circostanze nelle quali anche il più esperto tra i tecnici può prendere in considerazione la possibilità di ricorrere alla funzione di backup integrata di Windows. E vi sono anche numerose buone ragioni per le quali molti approcciano Windows Backup con lo stesso livello di cautela con cui si affronta in montagna un “ponte tibetano”.



 
 
In questo articolo vedremo le prime cinque ragioni di tutto questo.
 
Innanzitutto, per quale motivo un'azienda dovrebbe mettersi nelle mani di Windows Server Backup? Forse perché il server aziendale ha iniziato a fare i capricci e a nessuno era venuto in mente di fare un backup prima che iniziassero i problemi (non alzare gli occhi al cielo, è una cosa che succede molto spesso). Vorremmo fare un backup come prima cosa, prima ancora di iniziare a mettere le mani sulla macchina, ma non ci sono tool decenti installati per questo scopo. Bene, allora possiamo usare il programma di default, giusto?
Sbagliato.
Benvenuto al problema numero 1.
 
1. Windows Server Backup non è pre-installato (renderebbe le cose troppo facili!)
Hai letto bene. Windows Backup, il software di default per il backup delle macchine Windows, non viene fornito installato con il sistema operativo.
Quel che Windows Server Backup fa risparmiare in denaro, fa di tutto per cercare di riprenderselo in termini del tuo tempo. Sinceramente faresti meglio a dedicare del tempo a cercare un'alternativa più efficace; e già che ci sei, dovresti cercare oltre il “programmino free”.
D'accordo, sono di parte, ma ricorda che "si ottiene ciò per cui si paga".
 
2. Vuoi che Windows ti dica come stanno andando i tuoi backup? Nemmeno per sogno.
Nonostante in questo settore quasi tutti si lamentino da sempre dell'assenza di adeguate capacità di reporting, Windows Server Backup non comprende ancora una funzione di reporting pratica. Non esiste assolutamente alcuna opzione nativa per ottenere dei report per posta elettronica. Windows ha aggiunto la capacità di monitorare lo status dei backup solo dallo scorso anno e solamente a patto di scaricare un plugin a parte e solo se si sta usando Server 2012/R2, ovviamente.
Si potrebbe immaginare, visto che ci si affida ai backup per ripristinare i dati più preziosi di un'attività, che si vorrebbe almeno sapere se questi backup siano funzionanti o meno. Che queste informazioni potessero essere consultate facilmente senza dover controllare fisicamente il software. Che si potesse monitorare lo status dei backup utilizzando ancora Server 2008/R2 (o, non sia mai, una versione ancora precedente!). Ebbene, Windows Server Backup non è d'accordo.
 
3. Occorrono backup di archivio? Ecco un altro problema.
L'archiviazione a lungo termine dei backup è una procedura importante che è bene non sbagliare, in particolare se si lavora in un settore che prevede vincoli legati alla conservazione dei dati.
Per quanto si possa utilizzare Windows Backup a scopo di archiviazione, il software non aiuta certo a semplificare le cose e in genere rappresenta piuttosto un rischio. 
Una rotazione veramente efficace dei dati può risultare sorprendentemente difficile utilizzando i programmi integrati in Windows Backup. Una delle ragioni principali di questo è che Windows Server Backup richiede un disco separato per i backup, partendo in pratica dal presupposto che non si abbia mai bisogno di spostare un disco offsite (o forse i programmatori pensavano che il disco potesse essere riportato al suo posto ogni volta?).
Inoltre la natura della singola immagine di backup incrementale rende molto più complicato creare backup di archivio separati.
Si aggiunga a tutto questo la frustrante mancanza di supporto di media e schedulazione, ed ecco che usare Windows Server Backup a scopo di archiviazione genera più problemi di quanti ne risolva. Inoltre, se si intende includere nella strategia di backup anche i nastri, si incontra improvvisamente il problema numero 4.
 
4. Backup su nastro? Possibilissimo, ma non con Windows Backup.
Per quanto Windows Server Backup possa considerare il backup su nastro primitivo quanto le cure a base di salassi, molti non sono d'accordo. Il nastro può essere una parte essenziale di una strategia di backup completa e ci sono ancora moltissime ragioni per voler fare un backup su nastro (sono economici, veloci, facili da spostare…).
Ebbene non è possibile fare backup su nastro con Windows Server Backup. Punto.
 
5. Server 2008 o versione precedente? Allora o si fa il backup di tutto il volume o è inutile perdere tempo.
Nelle vecchie versioni di Windows Server Backup era possibile effettuare il backup solamente dei volumi completi. Per questo, se si sta utilizzando Server 2008 o versioni precedenti e si desidera limitare il backup a determinati file o specifiche cartelle, Windows Backup risulta del tutto inutile. Questo è particolarmente frustrante quando il file o la cartella che si desidera copiare è meno di 1GB all'interno di un volume di 1TB.
Occorre dire che questa carenza è stata risolta con Windows Server 2012 Backup – ma questo non significa che il software contenga tutte le funzionalità di una soluzione completa per il backup come BackupAssist.
 
E dunque, qual è l'alternativa?
Utilizzare un software completo per il backup può avere un costo, ma è l'unica strada se davvero si vuole assicurare la completa sicurezza dei dati residenti sui server aziendali. Non dimenticare: i dati sono la linfa vitale di un'azienda, e perderli può avere conseguenze devastanti. Si può evitare di spendere soldi e affidare questi dati a programmini gratuiti o già compresi nel sistema operativo, ma con pesanti limitazioni, oppure si può decidere di investire in software di backup di qualità superiore come BackupAssist e garantire l'adeguata protezione dei propri dati.
 
Prova a guardarla in questo modo: preferisci pagare per parcheggiare una Ferrari al sicuro in un quartiere malfamato, o fermi la prima persona che capita e le affidi le chiavi chiedendole di tenere d'occhio la macchina?
I dati sono preziosi. Il backup è essenziale. Non rischiare.
 
Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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