Soluzioni tecniche

Cos’è l’iperconvergenza?

18 Novembre 2014
Tutto in uno
 
Con il termine iperconvergenza (hyperconvergence) si intende una infrastruttura IT con architettura basata su un software che integra risorse di calcolo, memorizzazione, networking e virtualizzazione, rendendole disponibili su hardware di base e con supporto erogato da un solo fornitore.


 
Facile. Scalabile.
 
Detto in altri termini, server, storage e software di virtualizzazione vengono riuniti in un unico oggetto (un appliance) governato da un unico software intelligente che gestisce tutti gli aspetti; il supporto di tutto il sistema viene erogato da un singolo produttore.
L’idea è di collassare un intero datacenter in un appliance e gestirlo da un’interfaccia utente semplice e supportata da un unico fornitore. L’espansione del sistema avviene tramite l’aggiunta di uno o più nodi (appliance) che si aggiungono all’infrastruttura base.
 
Convergenza e iperconvergenza
 
L'iperconvergenza è un raffinamento che nasce dal concetto di infrastruttura convergente.
In un approccio convergente un fornitore consegna un insieme preconfigurato di hardware e software in un singolo chassis con lo scopo di minimizzare i problemi di compatibilità fra differenti componenti e semplificare la gestione delle infrastrutture stesse.
Un sistema iperconvergente differisce da uno convergente per via della maggiore integrazione fra i componenti e la semplicità d’uso. Spesso i sistemi iperconvergenti integrano tutto quello che serve a una sala server o a un datacenter: hardware, software, storage, deduplica, compressione ed eventualmente replica geografica.
Tutto in un unico appliance, gestito con un solo software e con supporto erogato da un unico fornitore.
 
Semplice, in alta affidabilità e scalabile
 
I sistemi iperconvergenti sono facili da usare, garantiscono alta affidabilità e permettono una crescita semplice e graduale.


 

Come sapere se un sistema è iperconvergente?

I sistemi iperconvergenti hanno un insieme di caratteristiche uniche:
  • integrano tutto il software che serve a gestire una sala server o un datacenter;
  • permettono la gestione di tutti gli aspetti attraverso un’unica interfaccia utente;
  • sono facili da usare come un qualsiasi appliance;
  • forniscono alta affidabilità;
  • consentono una crescita graduale;
  • sono supportati da un unico fornitore che si occupa di tutto;
  • hanno un approccio incentrato sulle macchine virtuali, automatizzando la gestione di tutti gli altri aspetti;
  • gestiscono lo storage in maniera automatica e trasparente.
Conclusioni e benefici
 
Sono facili da usare perché tutta la complessità dell’integrazione di diversi componenti è gestita dal fornitore che propone soluzioni pronte all’uso e tutto viene gestito da un unico pannello di controllo.
Sono in alta affidabilità perché la ridondanza dello storage è gestita dal sistema stesso che rende ogni macchina virtuale in grado di resistere a un guasto del sistema.
Garantiscono una crescita graduale perché ogni volta che sono richieste maggiori risorse è sufficiente aggiungere uno o più nodi senza modificare nulla nell’architettura.
 
I sistemi di virtualizzazione iperconvergenti permettono alle aziende, in maniera semplice, di avere applicazioni che non si fermano mai, spendendo lo stretto necessario e con la certezza di poter crescere quando serve.
Autore
Gabriele Palumbo
Nasco a Bologna ma ho vissuto l’infanzia in Piemonte, l’adolescenza in Puglia e la maturità tra Umbria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (e non è ancora finita). Ho avuto quindi modo di entrare in contatto con diversi ambienti e contesti sociali. Una formazione umanistica (Sociologia della devianza a Perugia e Relazioni Internazionali a Pisa), passione per la scrittura e decine di corsi sul mondo digital sono state ottime basi per entrare nel campo del marketing e della comunicazione. Nel 2015 pubblico il romanzo breve “Ci siamo solo persi di vista” e, a inizio 2019, pubblico la biografia della rock band “Ministri”, entrata in poche ore nei Top Sellers di Amazon. Un romanzo è in fase di scrittura. Terminati gli studi entro attivamente nel mondo della musica, organizzando svariati concerti e un festival, e della comunicazione digitale, gestendo la linea editoriale di blog e social e ricoprendo ruoli di copywriter e content editor. Nel 2017 entro nel collettivo Dischirotti. occupandomi dei contenuti web, mentre il 2018 mi vede prima nell’agenzia FLOOR concerti come booking agent per svariati artisti e poi in VOX concerti come direttore di produzione. Tornato a Bologna inizio a collaborare con l’etichetta discografica Manita Dischi come project manager e svolgo un tirocinio presso l’agenzia di marketing e comunicazione digitale Engine Lab, nel ruolo di content editor. Dal 2020 al 2023 ho collaborato, sia come editor che come contributor, con Fantastico.esclamativo, newsletter letteraria e rivista culturale creata da Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale. Ogni due sabati invio “Capibara”, una newsletter che tratta di attualità e meme in un progetto che, occasionalmente, porto anche dal vivo sotto forma di Stand-Up. Attualmente ricopro il ruolo di Channel Marketing Manager in Achab, con particolare focus su contenuti editoriali, analytics, marketing automation e CMS.
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Claudio Rondelli
Claudio Rondelli
9 anni fa

cheddire . . .