Business

Due sedi e due file server: come li sincronizzi?

27 Novembre 2013

Lo abbiamo chiesto ai nostri rivenditori attraverso un sondaggio.




Il 38% del nostro campione afferma di risolvere il problema… aggirandolo.
Per esempio, tenendo un server solo presso la sede principale e rendendo disponibili tramite un collegamento VPN file e servizi anche nella sede secondaria.
(Non voglio screditare questa soluzione, ma in questo modo i dati non vengono proprio replicati fra le due sedi).
Il 26% ha invece implementato una vera e propria soluzione di sincronizzazione dei dati.

Con quali software?
 

Il 20% ha scelto Microsoft DFS, il 10% PowerFolder e un altro 10% Robocopy.
(Riguardo a quest'ultimo, è un sistema robusto e intelligente di copia, ma per quanto riguarda versioning e gestione dei conflitti proprio non ci siamo…).
Qualcuno poi dice di utilizzare Rsync, BTSync e GDrive, quindi non esiste uno standard univoco.
Una delle persone che ha risposto al sondaggio ha segnalato che, per evitare problemi di repliche e di file sharing, preferisce portare in Cloud il file server, facendo poi connettere le due sedi all’unico server in the cloud.
 
Quanto ai problemi di banda, diffusi in  Italia?
 
Il 33% ha dichiarato di essersi limitato a usare i terminal server e i sistemi presenti nella sede principale, altri invece hanno risolto installando la linea HDSL più o meno dedicata e qualcuno impiantando dei ponti radio.
 
Un altro dato interessante che emerge dal sondaggio è il numero di volte in cui i nostri rivenditori si sono trovati di fronte a una situazione di replica di dati fra due sedi.
Se infatti il 17% del nostro campione dichiara di non aver mai dovuto fronteggiare una situazione di questo tipo (il che significa che si tratta di clienti standard con singola sede), c’è un nutrito 15% che ha dovuto affrontare questo problema più di dieci volte.

E tu, come sincronizzi i dati tra due sedi?

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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Rocco Sicilia
Rocco Sicilia
52 anni fa

Interessante inchiesta. Potrebbe essere utile ricordare che esistono soluzione Cloud (personalmente lavoro molto con OwnCloud) che si integrano anche con il "classico" File Server in sede con la duplice funzione di ospitare il dato sincronizzato e farne il backup periodico, oltre che dare accesso agli utenti via Web o tramite apposito client.

Claudio Panerai
Claudio Panerai
8 anni fa

Corretta la tua osservazione, Rocco.
Anche se spesso vedo e sento clienti riluttanti a spostare soluzioni Cloud (anche se è una direzione dalla quale non si torna indietro secondo me).
Per cui soluzioni in LAN, WAN private o cloud private sono sicuramente deisiderabili.

Claudio Panerai
Claudio Panerai
8 anni fa

Ciao Paolo,
diciamo che Google Drive forse è più vicino a DropBox come concetto.
Perché i dati vanno fuori azienda e fuori rimangono perché non è uno strumento "pensato" per la replica diretta dei dati fra due macchine.
Inoltre se a prima vista può sembrare un’ipotesi allettante perché gratuita occorre fare i con i costi al crescere dei dati da memorizzare/replicare.

Rocco Sicilia
Rocco Sicilia
8 anni fa

E’ vero, c’è molto scetticismo sul tema e la cosa mi incuriosisce in quanto si da, forse troppo, per scontato che in dato "in azienda" sia più al sicuro anche quando non si prendono opportune precauzioni.