Cybersecurity

È ancora necessario installare un antivirus?

19 Gennaio 2023

Tutti nella nostra vita abbiamo usato un antivirus, ma oggi è ancora sufficiente affidare la propria sicurezza a un prodotto del genere? I fatti e i numeri dicono più no che sì.

Un classico antivirus poteva andare bene venti anni fa, quando il loro unico compito era quello di fermare i virus. Si trattava di un virus per volta quasi sempre riconducibile a una ben precisa operazione.

Ora però il panorama della sicurezza, o meglio degli attacchi informatici, è completamente cambiato.

La minacce arrivano da più fronti e i prodotti di sicurezza devono difendersi da più minacce simultaneamente (eseguibili che vanno in memoria, link presenti nelle chat o nelle email, pagine web che contengono codice maligno, etc.)

Non si tratta più (solo) di individuare un virus, ma di proteggere i dati durante la navigazione web, impedirne il furto di identità e così via: c’è bisogno di avere un sistema di sicurezza che faccia da scudo a 360 gradi.

Quali sono, quindi, i limiti che ha oggi un antivirus? Dove non riesce ad arrivare?

Ecco 3 elementi chiave per la sicurezza che oggi un generico antivirus non è in grado di affrontare adeguatamente:

  • Aggiornamento

La maggior parte degli antivirus per poter rilevare la presenza di un virus ha bisogno delle firme: quando esce un nuovo virus, i laboratori devono analizzarne dei campioni e sviluppare un antidoto (le firme) che permetta agli antivirus di riconoscerlo e fermarlo.

Dopodiché quell’antidoto deve essere reso disponibile e le varie postazioni devono scaricare questo aggiornamento.

Al giorno d’oggi i virus hanno una velocità di diffusione molto elevata e, con la lentezza di questo processo, è impossibile avere un antivirus sempre aggiornato e in grado di intercettare le minacce più recenti.

L’ideale sarebbe avere un antivirus che non necessiti di aggiornamenti, ossia che sia sempre aggiornato.

  • Protezione dell’identità

Il furto d’identità avviene quando un hacker si impadronisce delle credenziali tue o dei tuoi clienti per “rubare qualcosa”: soldi, accesso ad altri sistemi, alla posta elettronica, etc.

Al di là di eventuali soldi rubati, il problema del furto di identità è che se un hacker commettesse un reato sarebbe come fossi stato tu a commetterlo.

Le statistiche dicono che, ogni anno, negli Stati Uniti 15 milioni di persone subiscono un furto di identità che poi viene utilizzato per commettere azioni fraudolente.

Purtroppo subire un furto di identità è abbastanza semplice: è sufficiente che PC sia presente uno spyware o un keylogger e, anche se stai navigando su un sito sicuro, ecco che questo programma può intercettare i tuoi codici di accesso online nel momento in cui vengono digitati.

Senza un’adeguata protezione anche tu e i tuoi clienti potreste cadere vittime di azioni di questo tipo.

  • Privacy

Oggi è l’asset più a rischio perché si fa tutto online: acquisti, transazioni bancarie, comunicazioni di vario tipo.

Secondo una ricerca, il 91% degli adulti dichiara di aver perso il controllo di dove e come vengono raccolti e gestiti i propri dati personali durante le attività online.

I prodotti che non dispongono di esplicite funzionalità di protezione della privacy non possono impedire che un’attività venga tracciata.

Facciamo un esempio: hai presente quando cerchi su internet una macchina, un ferro da stiro o un altro oggetto? Noterai sbucare dalle pareti banner e email che riguardano esattamente l’articolo che stavi cercando. Vuol dire che sei tracciato. Non è tanto il tracciamento il problema, ma il fatto che vengono disseminate in giro talmente tante informazioni che può succedere che finiscano in mano a malintenzionati.

L’antivirus è in grado di far scomparire le tracce?

Installare un antivirus: sì o no?

Ne ho dette tante sul povero antivirus, ma quindi serve ancora o no? Nonostante tutto, il rischio che si corre installando un antivirus è nettamente più basso rispetto a quello che si corre non installandolo.

Anche stando molto attenti ai file che scaricati e ai link cliccati, non è sempre sufficiente per essere al sicuro da ogni minaccia. La possibilità di cadere vittima di qualche attacco è sempre presente.

Anche siti noti e sicuri possono diventare veicolo di malware senza che ce ne si renda conto. Il tutto senza considerare che gli utenti meno esperti o distratti potrebbero avere le idee poco chiare in termini di best practice per un IT sicuro.

Ok vengo al punto: in caso di minacce “note” l’antivirus serve eccome! È sulle minacce moderne che serve l’EDR, anche se, da solo, non serve nemmeno questo strumento.

Per minimizzare i rischi il più possibile e stare tranquilli, occorre quindi scegliere uno tra gli strumenti di cybersecurity più completi in circolazione.

La soluzione c’è ed è a misura di MSP

Conosci sicuramente ThreatDown by Malwarebytes, famosa per l’utility che tutti hanno usato per rimuovere definitivamente il malware dai PC. Anche quello che si nascondeva e si espandeva dentro il registro di sistema.

Ora è cresciuta e dispone di una suite completa di prodotti di sicurezza contro virus e malware.

Se stai cercando una soluzione di sicurezza realmente efficace, in grado di affrontare le minacce moderne e di difendere computer, dati e privacy tuoi e dei tuoi clienti, ThreatDown è ciò che fa al caso tuo, perché unisce Endpoint Protection ed EDR d’avanguardia con strumenti di prevenzione e tool di remediation.

Vuoi scoprire di più su ThreatDown? Abbiamo preparato un Webinar On Demand in cui ne parliamo in maniera approfondita!

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Autore
Gabriele Palumbo
Nasco a Bologna ma ho vissuto l’infanzia in Piemonte, l’adolescenza in Puglia e la maturità tra Umbria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (e non è ancora finita). Ho avuto quindi modo di entrare in contatto con diversi ambienti e contesti sociali. Una formazione umanistica (Sociologia della devianza a Perugia e Relazioni Internazionali a Pisa), passione per la scrittura e decine di corsi sul mondo digital sono state ottime basi per entrare nel campo del marketing e della comunicazione. Nel 2015 pubblico il romanzo breve “Ci siamo solo persi di vista” e, a inizio 2019, pubblico la biografia della rock band “Ministri”, entrata in poche ore nei Top Sellers di Amazon. Un romanzo è in fase di scrittura. Terminati gli studi entro attivamente nel mondo della musica, organizzando svariati concerti e un festival, e della comunicazione digitale, gestendo la linea editoriale di blog e social e ricoprendo ruoli di copywriter e content editor. Nel 2017 entro nel collettivo Dischirotti. occupandomi dei contenuti web, mentre il 2018 mi vede prima nell’agenzia FLOOR concerti come booking agent per svariati artisti e poi in VOX concerti come direttore di produzione. Tornato a Bologna inizio a collaborare con l’etichetta discografica Manita Dischi come project manager e svolgo un tirocinio presso l’agenzia di marketing e comunicazione digitale Engine Lab, nel ruolo di content editor. Dal 2020 al 2023 ho collaborato, sia come editor che come contributor, con Fantastico.esclamativo, newsletter letteraria e rivista culturale creata da Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale. Ogni due sabati invio “Capibara”, una newsletter che tratta di attualità e meme in un progetto che, occasionalmente, porto anche dal vivo sotto forma di Stand-Up. Attualmente ricopro il ruolo di Channel Marketing Manager in Achab, con particolare focus su contenuti editoriali, analytics, marketing automation e CMS.
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