Soluzioni tecniche

Outlook si comporta in modo strano… E il sistemista parte per il Tibet

15 Maggio 2013

Quante volte ti è capitato di dover mettere mano alla configurazione di un server Microsoft Exchange 2003 per cambiare il dominio internet pubblico?
Sicuramente non molte, visto che le aziende non cambiano domini di posta molto spesso e una volta fatta, la configurazione resta tale per anni, tanto da essere quasi indelebilmente scritta sul disco del server.

A volte però una banale operazione può trasformarsi nel peggiore degli incubi per un sistemista

Come il caso in cui il flusso di posta è regolare tra la LAN e internet in entrambe le direzioni, ma gli utenti dell’Active Directory non riescono a scriversi perché le caselle pare non esistano.
Le ultime ore ripassano alla moviola nella tua mente:

  1. hai associato il dominio nuovo alla recipient policy e fatto in modo che sia gestito da Exchange;
  2. visto che ti ci trovavi hai ripulito l’Active Directory mettendo gli utenti nelle giuste Organization Unit e standardizzando nomi e commenti;
  3. hai tolto dagli utenti tutto quanto si è accumulato nel tempo a causa di prove fatte da generazioni di sistemisti, ma di fatto ora non serve più;
  4. allora dove hai messo una flag sbagliata? Pare che tutto sia al proprio posto!


Il sistemista parte per il Tibet

Ormai stai valutando di partire per un remoto villaggio del Tibet, per far perdere le tue tracce, quando (complice anche il costo del biglietto aereo) ecco che ti si accende una lampadina: “E se fosse un problema di off line address book?”.

Ma certo! Il cliente usa le cache su tutti gli Outlook 2010.

Raggiungi il primo computer e apri il profilo di accesso a Exchange togliendo la spunta da Usa la cache, quindi provi a spedire la posta e… Tutto funziona alla perfezione!

Morale della favola

Usare le cache di Outlook solo se strettamente necessario e disattivarle quando si fanno modifiche lato server o si recupera la postazione di lavoro da un’immagine del disco.

Ti sei mai perso in un bicchier d’acqua ignorando la soluzione più banale?

Autore
Emilio Polenghi
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