Business

Quanto far pagare l’assistenza?

10 Maggio 2016

Qual è la tariffa giusta da chiedere per un’ora di assistenza e consulenza informatica?
E’ la domanda delle cento pistole.
Questo post nasce dopo aver trovato online un sito che reclamizzava il proprio servizio di assistenza a 19 euro all’ora.
Diciannoveeuroallora ?!?! mi sono chiesto io?
La mia prima idea non è stata “allora tutti devono abbassare le tariffe”, la mia prima idea è stata “che razza di assistenza può erogare chi si fa pagare così poco”…
 


 

Allora mi è sorta una domanda, che in realtà è sempre nella testa di consulenti e di società che erogano servizi informatici, qual è il prezzo orario giusto da far pagare?

Sicuramente non esiste una risposta univoca: probabilmente un’azienda chiederà di più di un libero professionista (o forse no?).
Probabilmente i prezzi dipendono dalla zone dove si lavora.
Probabilmente la tariffa cambia anche in base al cliente.
Probabilmente la tariffa cambia se si fa un lavoro continuativo o una tantum.
 
Però ci sono delle considerazioni di massima che si possono fare per provare a capire quale cifra oraria si può chiedere ai propri clienti.
Naturalmente le considerazioni che faccio nel resto dell’articolo sono assolutamente indicative e discrezionali; vanno prese con le pinze ma possono essere una buona traccia per capire se con la propria tariffa “ci si sta dentro”.
L’unica cosa certa è che non devi basare le tue tariffe vedendo le offerte di altri, altrimenti si scatena una gara verso il basso e si arriva a un certo punto in cui si è costretti a lavorare in perdita.
 
Diciamo che ci sono 2 elementi chiave da tenere presente, almeno all’inizio: il  guadagna desiderato  e le spese sostenute.
Sulla base di questo è possibile arrivare a stabilire una tariffa oraria di massima
 
Supponiamo di avere come obiettivo guadagnare 30.000 euro netti all’anno, che sarebbero 2.500 euro netti al mese lasciando stare tredicesime e quattordicesime.
Come si calcolano le spese? Occorre fare un elenco di tutto quello che fa uscire soldi dalle tue tasche.
A titolo di esempio devi tenere conto di :

  • costi della casa (se lavori in casa) o dell’ufficio;
  • commercialista;
  • assicurazioni;
  • spese per la formazione come libri e corsi;
  • costi di eventuali collaboratori;
  • linee internet;
  • strumenti informatici;
  • benzina o altre spese di trasporto;
  • (la lista delle spese potrebbe essere molto più lunga).

Per semplificare il modello al massimo diciamo che le spese potrebbero ammontare a 20.000 euro all’anno
 
A questo punto sappiamo quanto vogliamo guadagnare, sappiamo quante spese abbiamo, non resta che calcolare la tariffa oraria, che sarà poi alla  base delle tue offerte).
 
Iniziamo a dire che i giorni lavorativi sono 220 (dai 365 giorni che compongono un anno vanno infatti tolte le festività, i fine settimana, le ferie, ecc).
Inoltre diciamo che fra tasse, contributi e INPS si paga il 50% di quanto si incassa (semplificando al massimo).
Se allora vogliamo un netto di 30.000 euro (come dicevo all’inizio dell’articolo) diciamo che dobbiamo incassare 60.000 euro, perché la metà va in tasse.
Se inoltre dobbiamo considerare le spese di cui sopra dobbiamo incassare 60.000 euro + 20.000 euro ossia 80.000 euro.
Se i giorni sono 220 diventa occorre calcolare 80.000/220 per arrivare alla tariffa giornaliera, ossia 364 circa.
Se si pensa di fatturare ogni giorno 8 ore l’importo orario diventa 364/8 ossia 46 euro all’ora.
Poiché io dubito che tutti riescano a fatturare sempre 8 ore al giorno, diciamo che ne fatturiamo la metà ecco che la tariffa diventa 90 euro all’ora.
 
Come sempre una cifra da sola non significa nulla.
Sei davvero competente? Risolvi davvero i problemi dei tuoi clienti? I clienti pendono dalle tue labbra quando parli?
Se è così vuol dire che tu avrai anche investito tempo e denaro per la tua formazione (che in campo informatico è quotidiana) e non c’è motivo per cui tu debba farti pagare di meno.
Se poi parliamo non di consulenti ma di aziende possono entrare in gioco delle economie di scala che possono far cambiare i costi e quindi le tariffe.
 
E le tue tariffe su cosa sono basate? Sulla concorrenza o su un’analisi dei ricavi e dei costi?
 

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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