Backup, DR e business continuity

Se i dati sono in cloud, bisogna comunque fare il backup?

05 Settembre 2023

Se esamini con attenzione le norme previste dai più diffusi servizi di posta elettronica e servizi in cloud, ti accorgerai di come sia sempre esplicitamente esclusa la responsabilità del fornitore in caso di perdita di dati in qualsiasi modo provocata (dal guasto dell’infrastruttura alla cancellazione da parte dell’utente o all’intervento di qualche malware).

Non solo! La disattivazione di un account, di solito effettuata nel momento in cui un dipendente se ne va dall’azienda, comporta la cancellazione di tutte le relative informazioni (a meno di non pagare un extra, tuttavia sempre per un tempo limitato), con buona pace della conservazione dei dati cui le aziende sono soggette.

Dunque la decisione di affidare il tuo sistema di posta elettronica (e anche il file system) in outsourcing riguarda l’infrastruttura e nulla più. Il cloud non esime dal continuare a preoccuparsi dei backup come si è sempre fatto.

È per questo motivo che i produttori di soluzioni per il backup hanno messo a punto, negli ultimi anni, una serie di funzionalità orientate al cloud attraverso le quali le aziende possono automatizzare la creazione di copie di messaggi email e file mettendosi al riparo da problemi come:

  • cancellazioni accidentali;
  • cancellazioni volontarie;
  • perdite di dati;
  • rimozione di caselle email;
  • superamento della capacità prevista dal provider;
  • accesso ai dati anche in caso di interruzione del servizio.

Disporre di una copia locale dell’intero patrimonio di posta elettronica e archivio di file significa, inoltre, avere maggior flessibilità nella definizione dei piani di archiviazione dei dati che abbiano esaurito la propria vita utile attiva, ma di cui sia necessaria comunque la conservazione a scopi storici o normativi.

Naturalmente è possibile sopperire alle carenze di un servizio cloud rivolgendosi… a un altro servizio cloud.

In questo caso, le funzioni di backup o archiviazione dei dati possono essere appoggiate su un differente cloud provider specializzato nella conservazione dei dati.

L’importante è sempre verificare quale sia esattamente il grado di responsabilità condivisa associata a un determinato servizio cloud. I vari approcci al cloud (IaaS, PaaS, SaaS) si contraddistinguono infatti per assegnare più o meno responsabilità a ciascuna parte, ma ciò che rimane invariato è il fatto che non puoi esimerti dalla tua quota di obblighi e cautele.

Dallo schema qui sopra si evincono facilmente i punti in cui, per ciascun approccio al cloud, terminano le responsabilità del fornitore e iniziano quelle del cliente, quindi le tue. Persino il modello SaaS, quello che carica la maggior parte del lavoro sulle spalle del provider, lascia che sia il cliente a occuparsi dei dati. Una decisione peraltro logica dal momento che nell’economia dell’informazione i dati rappresentano il frutto della produzione di un’azienda, e quindi appartengono alla sua sfera interna.

Quindi, il fatto che un dato risieda nel cloud non significa automaticamente che sia al sicuro.

Anche le aziende che utilizzano applicazioni cloud sono soggette a perdita di dati: cancellazioni accidentali, attacchi da parte di virus, personale che lascia l’azienda e cancella volontariamente file e informazioni e indisponibilità dei servizi da parte del fornitore di servizi cloud.

Un backup automatizzato e sicuro della posta elettronica e dei dati che risiedono nel cloud protegge le informazioni aziendali, fa risparmiare tempo e aumenta l’efficienza.

Datto SaaS Protection è qui per questo, ma come funziona e quali sono le sue funzionalità? Ne parliamo in un webinar on demand.

Guarda il Webinar On Demand
Autore
Gabriele Palumbo
Nasco a Bologna ma ho vissuto l’infanzia in Piemonte, l’adolescenza in Puglia e la maturità tra Umbria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (e non è ancora finita). Ho avuto quindi modo di entrare in contatto con diversi ambienti e contesti sociali. Una formazione umanistica (Sociologia della devianza a Perugia e Relazioni Internazionali a Pisa), passione per la scrittura e decine di corsi sul mondo digital sono state ottime basi per entrare nel campo del marketing e della comunicazione. Nel 2015 pubblico il romanzo breve “Ci siamo solo persi di vista” e, a inizio 2019, pubblico la biografia della rock band “Ministri”, entrata in poche ore nei Top Sellers di Amazon. Un romanzo è in fase di scrittura. Terminati gli studi entro attivamente nel mondo della musica, organizzando svariati concerti e un festival, e della comunicazione digitale, gestendo la linea editoriale di blog e social e ricoprendo ruoli di copywriter e content editor. Nel 2017 entro nel collettivo Dischirotti. occupandomi dei contenuti web, mentre il 2018 mi vede prima nell’agenzia FLOOR concerti come booking agent per svariati artisti e poi in VOX concerti come direttore di produzione. Tornato a Bologna inizio a collaborare con l’etichetta discografica Manita Dischi come project manager e svolgo un tirocinio presso l’agenzia di marketing e comunicazione digitale Engine Lab, nel ruolo di content editor. Dal 2020 al 2023 ho collaborato, sia come editor che come contributor, con Fantastico.esclamativo, newsletter letteraria e rivista culturale creata da Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale. Ogni due sabati invio “Capibara”, una newsletter che tratta di attualità e meme in un progetto che, occasionalmente, porto anche dal vivo sotto forma di Stand-Up. Attualmente ricopro il ruolo di Channel Marketing Manager in Achab, con particolare focus su contenuti editoriali, analytics, marketing automation e CMS.
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