Backup, DR e business continuity

Si devono fare i backup degli host Hyper-V? Sì, no, dipende

19 Marzo 2017

In diversi forum e blog si parla molto dell'opportunità o meno di eseguire i backup degli host Hyper-V. Le motivazioni vengono sostenute appassionatamente da entrambi i fronti, pertanto abbiamo pensato che il nostro punto di vista sulla questione possa offrire un contributo alla discussione.

 
Il backup dell'host è parte necessaria di una strategia completa oppure è semplicemente uno spreco di tempo e risorse? Cerchiamo di capirlo.

Ecco le argomentazioni a favore e contro i backup degli host Hyper-V.
 

 
I contrari…
 
Fare un backup è senz'altro meglio che non avere un backup, giusto? Secondo una corrente di pensiero, quando si tratta dei backup di host Hyper-V la cosa non è necessariamente vera. La ragione è che, in un ambiente Hyper-V ideale, non dovrebbe esserci nulla sull'host al di fuori dei guest, e configurare un nuovo host per quei guest dovrebbe essere un procedimento semplice.
 
Questo significa che eseguendo il backup dell'host non si farebbe altro che creare un backup di dati che non dovrebbero esserci, e di configurazioni che è semplice ricreare. Ancora non è chiaro perché questo rende inutili i backup degli host?
 
Bene, allora pensiamo al fatto che in una situazione di disaster recovery potrebbe essere tanto rapido reinstallare l'Hypervisor su una nuova macchina e procedere al ripristino dei backup dei guest quanto eseguire un ripristino bare-metal dell'host e dei guest. Eseguendo diligentemente i backup degli host non si farebbe altro che rallentare il processo di backup e consumare prezioso spazio storage senza ricavare possibilmente alcun vantaggio nei tempi di ripristino.
 
Da un punto di vista di approccio, l'idea alla base della tecnologia Hyper-V è che le VM sono indipendenti e pensate per essere flessibili e semplici da ripristinare, migrare e spostare su altri Hypervisor. Pensare di possedere un'implementazione con un tale grado di dipendenza dall'host per cui si renda necessario il backup anche dell'host stesso non è semplicemente in linea con la flessibilità con cui le VM dovrebbero essere implementate.
 
È certamente un'argomentazione valida, e molti la riterrebbero senz'altro una best practice all'interno di un ambiente virtualizzato moderno.

I favorevoli…

L'altra fazione sottolinea invece come le definizioni di configurazioni, ruoli e connessioni presenti nell'host siano importanti e che impegnino tempo prima di poter essere implementate. Per questo motivo andrebbero incluse in un backup insieme con i guest – e il modo per farlo passa attraverso un backup completo dell'immagine del server.

Quando si configura un host Hyper-V si finisce spesso con l'investire una notevole quantità di tempo e di lavoro nell'ottimizzazione dell'ambiente. Questo significa definire permessi e ruoli, configurare reti e switch virtuali, completare l'integrazione con i servizi di dominio… e non parliamo della complessità di alcuni ambienti CSV.

In uno scenario di disaster recovery, il tempo di fermo macchina è tutto. Vero che si potrebbe reinstallare l'Hypervisor alla stessa velocità di un ripristino bare-metal da un'immagine dell'host, ma l'incognita riguarderebbe successivamente il tempo necessario a riconfigurare il sistema esattamente come prima del crash. Sempre che, ovviamente, esista la documentazione necessaria per poterlo fare.

Pensiamo poi al caso in cui venga ereditato un ambiente legacy configurato in passato da qualcun altro, o all'eventualità in cui il ripristino debba essere eseguito da un sostituto (ad esempio in occasione delle vacanze) non perfettamente esperto e preparato.

In situazioni del genere disporre di un backup di sistema completo dell'host con cui effettuare un ripristino bare-metal rende la vita certamente molto più semplice.

 


La virtù sta nel mezzo

Che sorpresa… l'opzione migliore non si trova agli estremi delle argomentazioni bensì nel mezzo!

Decisamente l'approccio migliore è quello di concentrare i backup sui guest – dopotutto è qui che si trova la stragrande maggioranza dei dati mission-critical – eseguendo tuttavia backup periodici anche dell'host: in questo caso sarà sempre disponibile anche l'opzione di un ripristino bare-metal dell'intero sistema Hyper-V qualora dovesse rendersi necessario.

Una buona soluzione intermedia potrebbe essere quella di implementare un programma di backup di archiviazione full-metal settimanali comprensivi dell'host più backup quotidiani dei soli guest. In questo modo, qualsiasi cosa succeda vi saranno sempre tutte le opzioni necessarie per ripristinare sistemi e dati nel più breve tempo possibile.

E giusto per completezza ricordiamo che con BackupAssist è possibile effettuare:

  • il backup dei guest desiderati residenti su Hyper-V Server. Questo permette di ripristinare rapidamente i guest su un host Hyper-V Server funzionante;
  • il backup dell'intero server residente sull'host Hyper-V. Questo permette di ripristinare il server e l'host Hyper-V insieme a tutti i relativi guest.
BackupAssist offre veramente il meglio per qualsiasi strategia venga adottata: esattamente ciò che serve!
Non ci credi? Mettilo alla prova: scarica la trial!

Prova BackupAssist
  (Tratto da BackupAssist Blog)

Autore
Gabriele Palumbo
Nasco a Bologna ma ho vissuto l’infanzia in Piemonte, l’adolescenza in Puglia e la maturità tra Umbria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (e non è ancora finita). Ho avuto quindi modo di entrare in contatto con diversi ambienti e contesti sociali. Una formazione umanistica (Sociologia della devianza a Perugia e Relazioni Internazionali a Pisa), passione per la scrittura e decine di corsi sul mondo digital sono state ottime basi per entrare nel campo del marketing e della comunicazione. Nel 2015 pubblico il romanzo breve “Ci siamo solo persi di vista” e, a inizio 2019, pubblico la biografia della rock band “Ministri”, entrata in poche ore nei Top Sellers di Amazon. Un romanzo è in fase di scrittura. Terminati gli studi entro attivamente nel mondo della musica, organizzando svariati concerti e un festival, e della comunicazione digitale, gestendo la linea editoriale di blog e social e ricoprendo ruoli di copywriter e content editor. Nel 2017 entro nel collettivo Dischirotti. occupandomi dei contenuti web, mentre il 2018 mi vede prima nell’agenzia FLOOR concerti come booking agent per svariati artisti e poi in VOX concerti come direttore di produzione. Tornato a Bologna inizio a collaborare con l’etichetta discografica Manita Dischi come project manager e svolgo un tirocinio presso l’agenzia di marketing e comunicazione digitale Engine Lab, nel ruolo di content editor. Dal 2020 al 2023 ho collaborato, sia come editor che come contributor, con Fantastico.esclamativo, newsletter letteraria e rivista culturale creata da Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale. Ogni due sabati invio “Capibara”, una newsletter che tratta di attualità e meme in un progetto che, occasionalmente, porto anche dal vivo sotto forma di Stand-Up. Attualmente ricopro il ruolo di Channel Marketing Manager in Achab, con particolare focus su contenuti editoriali, analytics, marketing automation e CMS.
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