Cybersecurity, Email

Sicurezza delle email: perché è necessario un livello aggiuntivo

24 Marzo 2020

L’attuale e continua proliferazione di uno strumento come i social media, diventato ormai imprescindibile anche in ambito business, ha sicuramente modificato il modo di comunicare di ognuno di noi, nella vita quotidiana ma anche nel lavoro.

Se pensiamo che 20 anni fa lo strumento più veloce da poter usare era il fax… beh, oggi con un click ognuno di noi è in grado di diffondere a macchia d’olio qualsiasi tipo di informazione.

Anche tu ti stai già chiedendo, per esempio, “chissà che fine faranno le email” vero?

Per ora puoi tirare un sospiro di sollievo: la realtà è che secondo il rapporto Future of Digital Communication persiste una palese preferenza per la posta elettronica rispetto ad altre forme di comunicazione da parte degli utenti.

Infatti, sebbene sempre più di frequente gli esperti IT ci mettono in guardia proclamando l’imminente declino di questo strumento, diventato vitale per la sopravvivenza digitale di tutti noi, secondo recenti studi svolti da Radicati Research è previsto un ulteriore aumento del numero utenti in tutto il mondo che nel 2022 ammonterà a oltre 4,2 miliardi.

Perché proteggere la posta elettronica è importante?

Abbiamo quindi capito che la posta elettronica rappresenta ancora lo strumento trainante di tutte le attività quotidiane soprattutto all’interno di un’azienda.

Se però sei altrettanto convinto di essere totalmente al sicuro…ti sbagli!

Già, perché i famosi cyber criminali sono al corrente del fatto che il sistema di posta elettronica di un’azienda rappresenta purtroppo l’anello più debole della sua catena di sicurezza.

Lo sapevi che il 91% degli attacchi informatici parte dall’apertura di una email?

Proprio così! Spesso, infatti, gli hacker usano i cosiddetti “script kiddies” all’interno di un’email per riuscire a infiltrarsi nella rete dell’azienda presa sotto tiro.

Ma non è tutto perché, oltre ad essere facile da attuare, il costo medio di una violazione è davvero significativo: pensa che attualmente ammonta a 3,9 milioni di dollari! Questo senza considerare le implicazioni legali dovute al GDPR.

Ti sei mai chiesto cosa succederebbe se fossero i tuoi clienti a incappare in questo incidente di percorso?

Quanto tempo impiegheresti per sbrogliare la matassa? E soprattutto, a quale cifra?

Continua a leggere e scoprirai utili suggerimenti per ottimizzare il tuo business e mettere al sicuro i tuoi clienti.

Le caselle di posta elettronica dei tuoi clienti sono abbastanza protette?

Sebbene oggi siano disponibili numerose soluzioni in grado di garantire in maniera discreta la sicurezza della posta elettronica, i cyber criminali riescono sempre a trovare un piccolo spiraglio attraverso cui insediarsi per provocare alle aziende danni enormi.

Le soluzioni tradizionali offerte dal mercato sono progettate principalmente per cogliere l’origine delle minacce e il loro contenuto.

Questo, però, non è più abbastanza: i cyber criminali rendono i loro attacchi sempre più sofisticati, personalizzati e difficili da individuare.

Allora come fai a difendere i tuoi clienti?

Perché proteggere la posta elettronica su più livelli può aiutare i tuoi clienti

I tradizionali filtri di sicurezza per la posta elettronica utilizzano le cosiddette firme, ovvero sono in grado di individuare solo le minacce che in qualche modo sono già state rintracciate su una serie di macchine, analizzate e successivamente inserite in un aggiornamento del software di sicurezza.

Non fa per te, hai già perso troppo tempo!

Nel frattempo l’email o il file pericolosi saranno mutati, anche solo per un impercettibile dettaglio, e renderanno totalmente inutile il gateway di sicurezza tradizionale.

Per assicurare ai tuoi clienti una protezione davvero efficace, e bloccare quindi anche le minacce ancora sconosciute, è assolutamente necessario integrare i loro strumenti con una soluzione predittiva.

Nel senso che è in grado di vedere il futuro? Esatto, hai capito bene!

Ecco come:

Intelligenza artificiale

Un sistema di sicurezza della posta elettronica basato sull’Intelligenza Artificiale può identificare e bloccare le minacce non ancora note, comprese le minacce polimorfiche che cambiano dinamicamente l’origine (Esempio email e IP) oltre che il contenuto del messaggio e l’eventuale allegato.

Ma com’è possibile?

L’IA è in grado di analizzare il modo in cui un’email è stata realizzata usando i dati di minacce passate e, inoltre, è capace di identificare il comportamento dei mittenti legittimi in modo da riconoscere eventuali e improvvisi cambiamenti.

In questo modo l’intervento è immediato, tutte le minacce vengono tempestivamente bloccate, sin dalla prima interazione.

In più, l’Intelligenza Artificiale sfrutta l’apprendimento automatico, usato per alimentare di continuo miliardi di algoritmi capaci di analizzare le caratteristiche di una email al fine di elaborare parametri che identificano le probabilità che si tratti di un messaggio pericoloso.

Questo approccio si rivela particolarmente utile per identificare gli attacchi di spear phishing o Business Email Compromise (BEC), che tentano di ingannare i destinatari falsificando mittenti noti attraverso lievi modifiche, impercettibili all’occhio umano, a indirizzi email o domini.

Database globale di rilevamento minacce

Un sistema di sicurezza della posta elettronica con accesso a un database globale di minacce può fornire una protezione più completa. Questo perchè consente la possibilità di acquisire e analizzare dati sulle minacce in tempo reale, il che è fondamentale per ottenere una protezione avanzata.

Un centro di rilevamento delle minacce globale operativo h24 e 7 giorni su 7 può analizzare il contesto delle email in entrata in base a:

  • indirizzi IP;
  • URL;
  • stile;
  • contesto precedente;
  • interazioni dell’utente;
  • nomi di dominio;
  • altro.

Colma il divario grazie al livello di difesa predittiva delle email

Il sistema di difesa predittiva della posta elettronica, ti dà una grossa mano nel colmare le lacune dei sistemi tradizionali.

A proposito, hai mai sentito parlare di Vade?

Vade ha tutte le caratteristiche evidenziate in questo articolo e, in più, è in grado di integrarsi nativamente con Microsoft 365, aggiungendo un livello di protezione extra a strumenti come EOP (Exchange Online Protection) e ATP (Advanced Threat Protection)!

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Tratto dal blog di Vade

Autore
Gabriele Palumbo
Nasco a Bologna ma ho vissuto l’infanzia in Piemonte, l’adolescenza in Puglia e la maturità tra Umbria, Toscana, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (e non è ancora finita). Ho avuto quindi modo di entrare in contatto con diversi ambienti e contesti sociali. Una formazione umanistica (Sociologia della devianza a Perugia e Relazioni Internazionali a Pisa), passione per la scrittura e decine di corsi sul mondo digital sono state ottime basi per entrare nel campo del marketing e della comunicazione. Nel 2015 pubblico il romanzo breve “Ci siamo solo persi di vista” e, a inizio 2019, pubblico la biografia della rock band “Ministri”, entrata in poche ore nei Top Sellers di Amazon. Un romanzo è in fase di scrittura. Terminati gli studi entro attivamente nel mondo della musica, organizzando svariati concerti e un festival, e della comunicazione digitale, gestendo la linea editoriale di blog e social e ricoprendo ruoli di copywriter e content editor. Nel 2017 entro nel collettivo Dischirotti. occupandomi dei contenuti web, mentre il 2018 mi vede prima nell’agenzia FLOOR concerti come booking agent per svariati artisti e poi in VOX concerti come direttore di produzione. Tornato a Bologna inizio a collaborare con l’etichetta discografica Manita Dischi come project manager e svolgo un tirocinio presso l’agenzia di marketing e comunicazione digitale Engine Lab, nel ruolo di content editor. Dal 2020 al 2023 ho collaborato, sia come editor che come contributor, con Fantastico.esclamativo, newsletter letteraria e rivista culturale creata da Alberto Guidetti de Lo Stato Sociale. Ogni due sabati invio “Capibara”, una newsletter che tratta di attualità e meme in un progetto che, occasionalmente, porto anche dal vivo sotto forma di Stand-Up. Attualmente ricopro il ruolo di Channel Marketing Manager in Achab, con particolare focus su contenuti editoriali, analytics, marketing automation e CMS.
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