Soluzioni tecniche

Soluzione virtuale con VMware player

30 Gennaio 2013

Nel mio precedente post ho parlato di come mettere al sicuro l'installazione del nostro computer, utilizzando strumenti inclusi nel sistema operativo.
Consideriamo adesso una soluzione alternativa, utilizzando una macchina virtuale.

Installiamo sulla VM il nostro software, cosa particolarmente utile quando stiamo cambiando PC e desideriamo portare con noi il software senza dover reinstallare nulla o acquistare nuove licenze.
Avremo comunque una macchina fisica che ospiterà la nostra macchina virtuale. Sulla macchina fisica potremo aver installato anche un sistema operativo differente, una distribuzione Linux per esempio; oppure, per i fan del marchio della mela che hanno la necessità di lavorare con una macchina Windows, è possibile utilizzare il player VMware e una VM Windows o Linux su Mac.
Quindi anche su hardware e sistema operativo "ospitante" Apple potremmo utilizzare il nostro PC Windows (XP, Vista, Win7, Win8) senza limitazioni.
Volendo esistono anche altre soluzioni come Virtual Box, ma per ora rimarremo in ambito VMware.


La prima cosa che dovremo fare è virtualizzare il nostro PC fisico.
Per farlo ci servirà un software gratuito che si chiama VMware vCenter Converter Standalone.
Questo software è il primo passo necessario per il processo di P2V (Phisical to Virtual) e consente di importare macchine virtuali da altri formati, quindi macchine già virtualizzate, oppure di creare una macchina virtuale partendo da un backup.
Il prodotto ha anche altre numerose funzioni in ambito di datacenter virtuali, ma per il momento ci limitiamo a vedere quanto ci serve per la nostra copia standalone.
Ecco come si presenta il vCenter Converter Standalone:

vCenter Converter Standalone

Installata l'applicazione sul PC che vogliamo virtualizzare, sceglieremo il wizard "Convert Machine".
Le prime scelte che effettueremo saranno relative al tipo di origine che vogliamo convertire; come vedete oltre alla macchina fisica potremo convertire altre sorgenti.
In realtà c’è anche un’altra opzione che ci permette di virtualizzare da remoto una macchina fisica sulla nostra rete locale… Ma questo è un altro gioco.

vCenter Converter Standalone

La prossima scelta che dovremo effettuare è la destinazione della nostra macchina virtuale.
In questo caso creeremo una macchina per essere utilizzata da un player locale che sarà il VMPlayer (gratuito) o che potrebbe essere la versione a pagamento ovvero VMware Workstation.
Il formato è identico, cambiano le feature disponibili nella versione a pagamento.

vCenter Converter Standalone

A questo punto possiamo "ritoccare" la configurazione della nostra VM.
La cosa più importante è la customizzazione dei dischi.
Dovremo decidere se lasciare i dischi della VM identici a quelli fisici o modificarli.
È fondamentale sapere che potremo utilizzare un formato nel layout di destinazione che ci permetterà di occupare sul disco che ospiterà la nostra macchina virtuale solo lo spazio effettivamente occupato dai nostri dati, oppure di ridimensionare e modificare la fisica del nostro hard disk.
Oltre a questo potremo modificare l'hardware (schede di rete, dischi aggiuntivi, memoria…).

vCenter Converter Standalone

Tra le varie opzioni a livello di configurazione dischi, vediamo una di quelle che ci consente di splittare il nostro disco virtuale in blocchi di 2GB.
Questo serve nel caso in cui il file system non sia in grado di gestire file più grandi di 2GB (fat) come avviene se stiamo utilizzando un hard disk esterno.

vCenter Converter Standalone

Nell’edit della configurazione hardware abbiamo la possibilità di installare direttamente sulla macchina virtualizzata i VMware Tool.
Suggerisco di convertire la macchina, fare un primo riavvio e poi installare i VMware Tool.
Questo perché insieme verranno installati i driver corretti del virtual hardware.
Ora la nostra macchina è pronta per essere utilizzata, avviando il VMware Player avremo a disposizione le nostre Virtual Machine che, risorse permettendo della nostra macchina fisica, potremmo accendere anche contemporaneamente.
Infatti gli ambienti di virtualizzazione nascono proprio per ricreare ambienti di test dove il provisioning delle macchine sia semplificato.
Visto che il nostro pc a questo punto è nient’altro che qualche file (disco e virtual hardware), il backup è semplicemente la copia di qualche file.

VMware Player

Nelle versioni a pagamento avremo ulteriori funzioni, come Unity che ci consente di visualizzare le applicazioni che stanno funzionando nella nostra VM in una finestra separata come se fossero residenti sulla macchina ospite, o ancora la gestione degli snapshot, il collegamento al vCenter… Cose che potremmo vedere in futuro.

Avete qualche domanda? Già fatta una prova?

Autore
Stefano Contato
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