Business

Una nuova sfida per l’IT: il BYOD

12 Gennaio 2012

Nel 2010 Gartner, leader mondiale nella ricerca sull'IT, aveva incluso tra le sue otto top predictions il fatto che entro il 2014 il 90% delle aziende avrebbe aderito al cosiddetto BYOD (Bring Your Own Device): l'adozione per uso aziendale di dispositivi di proprietà del dipendente.
Sebbene questa prassi non sia ancora del tutto conosciuta, si prevede un aumento della diffusione nel 2012, che comporterà nuove sfide per le aziende in termini di sicurezza.
Nel 2011 il 56% delle grandi aziende internazionali aveva aderito al BYOD (negli Stati Uniti il 75%, mentre in Giappone solo il 36%).
In Italia la percentuale delle aziende favorevoli era del 59%: la più alta in Europa dopo l'Olanda. Positivo soprattutto il fatto che il 70% delle imprese italiane aderenti garantisse il supporto ai dipendenti per i dispositivi personali.


Bring Your Own Device

Come affrontare le nuove sfide del BYOD per la sicurezza aziendale?

Gartner suggerisce quattro metodi per garantire la sicurezza aziendale tenendo conto del BYOD:

  • utilizzare un framework avanzato per la gestione dei dispositivi ed effettuare controlli di sicurezza e di rispetto delle policy aziendali. La maggiore criticità di questo approccio è il fatto che non siano ancora diffuse multipiattaforme standard per tutti i dispositivi.
  • Eseguire l'accesso con dispositivi mobili alle applicazioni aziendali tramite certificati criptati. Ciò richiede un notevole lavoro, poichè le procedure sono diverse da prodotto a prodotto.
  • Isolare processi e dati tramite sandbox, ossia in uno spazio separato dal resto del sistema, in modo che non possano attaccare il sistema operativo. Anche in questo caso non mancano le difficoltà: non tutte le applicazioni possono girare in sandbox, senza contare che una sandbox non impedisce agli utenti di salvare dati in aree non protette dentro e fuori dal dispositivo mobile.
  • Utilizzare una macchina virtuale. Questa potrebbe essere la soluzione definitiva, se non fosse che l'attuale generazione di smartphone e tablet non ha sufficiente capacità di elaborazione e autonomia energetica per permettere a due sistemi operativi di girare contemporaneamente.

 BYOD: un'opportunità o un problema?

Secondo un sondaggio condotto tra i CIO di importanti aziende emerge che: 

  • il 77% ritiene il BYOD un rischio, se non adeguatamente gestito;
  • l'86% pensa che l’esperienza dei dipendenti su diversi dispositivi possa giovare all'IT in termini di maturazione;
  • il 64% crede che i progetti di mobilità aziendali non coinvolgano sufficientemente l’IT;
  • la stessa percentuale sostiene che supportare la mobilità degli impiegati sia quasi impossibile a causa della dipendenza da reti esterne che non permettono un adeguato controllo.
BYOD: si o no?

Vantaggi del BYOD
L'utilizzo di dispositivi scelti personalmente può avere un impatto positivo sulla produttività dei dipendenti, soprattutto tra i nativi digitali.
Senza contare i vantaggi legati a uno stile di lavoro virtuale e al guadagno in termini di tempo rispetto alla media di un anno/un anno e mezzo solitamente necessari per implementare nuove tecnologie in azienda.

Svantaggi del BYOD
Senza dubbio l'utilizzo di tecnologie mobili e di dispositivi eterogenei aumenta il rischio di perdita di dati e richiede misure di sicurezza aggiuntive.
Inoltre poichè la responsabilità dell’acquisto del dispositivo è del dipendente stesso, si genera un aumento di lavoro (e un conseguente costo) per i reparti amministrativi che devono gestire e processare i rimborsi spese.

Accogliere il cambiamento, ma con una strategia adeguata

Ormai le reti aziendali seguono gli utenti ovunque essi vadano.
Si tratta di un cambiamento a vantaggio della produttività, ma come ogni cambiamento va gestito nel modo adeguato.
Sviluppare una strategia di MDM (Mobile Device Management) è il primo passo da compiere per accogliere i vantaggi del nuovo approccio BYOD. Essa include:

  • la gestione di dispositivi eterogenei, spesso privi di appositi tool aziendali;
  • una maggiore attenzione alla sicurezza e alla DLP;
  • la gestione dei diritti di accesso alla rete e il rispetto delle policy;
  • una nuova prospettiva per il controllo dei costi;
  • la garanzia del supporto tecnico per i dipendenti.

A tal proposito, leggi l'intervento di Gerald Beaulieu, Product Marketing Director di Kaseya, a un webcast di ieri sulle strategie di business e di vendita del Mobile Device Management, da cui è emerso che il 70% dei Managed Service Provider sia consapevole dell'esigenza dei clienti di sistemi MDM, ma il 20% non abbia soluzioni MDM adeguate a soddisfarne le richieste.
Kaseya stessa ha appena implementato una nuova soluzione MDM per la gestione di smartphone e tablet.

Secondo te, il BYOD è una sfida o un'opportunità per i manager IT?
 

Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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Ilaria Colombo
Ilaria Colombo
10 anni fa

Le ultime ricerche confermano che la protezione dei dati non è ancora all’altezza del BYOD: leggete questo interessante articolo.

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