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Unire o non unire le forze: il futuro degli MSP

23 Giugno 2022

Negli ultimi anni, le operazioni di Merger & Acquisition (M&A) nel canale IT sono cresciute alle stelle.

Gli esperti prevedono che entro il 2025 il mercato dei servizi IT gestiti raggiungerà i 329.1 miliardi di dollari, sottolineando un settore in forte crescita e consolidamento.

Nel 2019, più di due terzi degli MSP ha preso in considerazione la possibilità di essere acquisito da aziende più grandi e il 20% delle aziende ha pensato di incorporare un MSP all’interno della propria realtà.

La pandemia da Covid-19 non ha cambiato questo trend e, anche se le previsioni sono scese timidamente al 10%, gli MSP medio-piccoli restano aperti a queste nuove opportunità.

L’aumento delle operazioni M&A è senza precedenti, cosa comporta per il business di un MSP?

Secondo una recente indagine di IT Glue, il 53% delle 501 aziende presenti nell’elenco “Channel Futures MSP 501” del 2018, ha considerato di fondersi o di essere acquisita entro un paio di anni. Ci sono diverse ragioni che si nascondono dietro a questi accordi.

I “baby boomer” si stanno ritirando

Channel E2E ha riferito che migliaia di cosiddetti baby boomer pensano di abbandonare il proprio business e di incassare il capitale netto della propria attività.

I clienti prediligono uno sportello unico “One-stop-shop”

Non si può negare che i servizi gestiti di sicurezza e i servizi IT vadano combinati. Questa offerta è più conveniente per un consumatore alla ricerca di un servizio completo e, allo stesso tempo, rappresenta un limite per quegli MSP che decidono di non offrire tutti i servizi richiesti dai loro clienti, che potrebbe spingerli ad abbandonarli per un concorrente “one-stop-shop”.

Non curarsi delle tendenze IT

Essere troppo concentrati sulla crescita del proprio business o disporre di un capitale limitato può portare a perdere di vista l’innovazione, le nuove tecnologie e training più avanzati per il proprio team. I clienti che continuano a far crescere il loro business, sostanzialmente chiedono soluzioni più recenti.

Pochi fondi

Gli MSP più piccoli hanno meno risorse economiche: con fondi maggiori è possibile erogare più servizi, di maggiore qualità e su un parco clienti più ampio.

Remoto, remoto, remoto

È probabile che le attività di acquisizione abbiano avuto questo aumento vertiginoso perché il mondo non ha più il grande bisogno di fornitori presenti fisicamente che si trovino nelle immediate vicinanze delle sedi aziendali. Gli MSP che scelgono di unirsi ad altre realtà hanno maggiori risorse e possono seguire in modo efficace anche clienti che non si trovano “dietro l’angolo”.

Migliorare le capacità imprenditoriali

Effettuare una fusione o un’acquisizione di un MSP potrebbe migliorare le tue capacità e competenze, oltre che consentirti di tenere il passo con le nuove tecnologie, le aspettative dei clienti, diminuire le debolezze nei tuoi processi, nella conformità alle normative o nelle vendite e nel marketing.

Può sopravvivere un MSP medio-piccolo?

Vediamo alcuni fatti per fare più luce sul futuro degli MSP:

  1. La domanda di servizi IT gestiti non è mai stata così elevata
  2. Sempre più persone scelgono di essere un MSP
  3. I “baby boomer” si stanno ritirando
  4. La geografia non rappresenta più un ostacolo

Un’altra certezza è che gli investitori cercano MSP con una determinata dimensione e, per trovarli, nuotano come squali attorno a MSP medio-piccoli. Molte aziende, quando decidono di accogliere un MSP nella famiglia, tengono conto di queste caratteristiche:

  1. Deve avere un minimo di tre dipendenti
  2. Deve generare un fatturato annuale in crescita
  3. Il 50% dei contratti devono essere entrate mensili ricorrenti

Per quelle aziende in cerca di MSP con un fatturato molto elevato di euro e margini a due cifre, le opportunità si restringono notevolmente.

Il “Super MSP” è inevitabile?

L’MSP si sta consolidando e rappresenterà il futuro del mercato dei servizi IT.

Questa domanda ha già trovato una risposta, quello a cui dobbiamo ancora rispondere è:

  • Chi resterà in piedi?
  • In che modo le tendenze dei clienti influenzeranno le operazioni di M&A?
  • Il “Super MSP”, ovvero l’unione di diversi MSP, ne uscirà “migliore” e più “grande”?

Essere “grande” potrebbe significare “essere migliore” e portare a dei benefici come l’accesso a più risorse, maggiori competenze, più esperienza e un accesso ai capitali, per esempio.

Tuttavia, essere piccoli può essere conveniente sotto certi punti di vista: per un MSP, avere dimensioni ridotte, può significare essere più agili, avere più relazioni a stretto contatto con i clienti e la capacità di servire i mercati di nicchia in modo più efficace.

Ciò non toglie che sia possibile trovare acquisitori che lasciano una relativa autonomia ai singoli MSP acquisiti. O ancora è possibile fondersi con altre realtà simili per dimensioni e valori.

L’unica certezza è che quello delle acquisizioni e delle fusioni nel mondo MSP è un trend ormai in atto da qualche anno, che ha subìto un’accelerata incredibile negli Stati Uniti e che da qualche tempo, timidamente, si sta affacciando nel nostro Paese.

La storia ci insegna che spesso quello che accade negli USA, nel giro di qualche anno, si diffonde a macchia d’olio in Europa: dapprima nel Regno Unito e nel nord Europa, per poi arrivare anche in Italia. Sarà così anche questa volta? Non ci resta che aspettare e vedere cosa accadrà.

Fonte: Blog di Kaseya

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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