Soluzioni tecniche

VMware vSphere Replication

08 Novembre 2012

Nel mio post precedente ho parlato delle novità di vSphere 5.1.
Proprio in questi giorni ho avuto modo di affrontare con i clienti tematiche di disaster recovery, perciò voglio raccontarvi qualcosa in merito alle differenze tra VMware vSphere Replication, che è incluso in molte versioni di vSphere 5.1, e Site Recovery Manager, che invece è il sistema di disaster recovery più evoluto.
L'esigenza è quella di accedere in tempi brevi al proprio sistema informatico aziendale anche nel caso in cui una catastrofe abbia distrutto tutti i nostri server.
In seguito al terremoto in Emilia Romagna, anche le aziende di piccole dimensioni si sono sensibilizzate sul tema.
Complice il fatto che le tecnologie sono diventate più disponibili in termini di costi, e ciò ci consente di valutarne l'applicabilità come soluzione alternativa rispetto alle offerte Cloud di alcuni provider.
Tali soluzioni però possono aver impatto sulle architetture applicative dei clienti.

VMware vSphere Replication

vSphere Replication

Innanzi tutto i due sistemi hanno degli elementi in comune, a partire dalla tecnologia VR Replication.
L'architettura VR basata su un'appliance gestisce la replica delle VM tra il sito primario e quello di recovery.
Site Recovery Manager, il prodotto più evoluto, permette diverse modalità di replica (che vedremo in seguito).
La gestione avviene attraverso il vCenter Web Client, con il quale è perfettamente integrato.
Attraverso questo sistema abbiamo la possibilità di gestire la replica per singola VM sul sito di disaster recovery e di verificarne lo stato di consistenza.
Detto così sembra banale, ma ci sono alcuni prerequisiti che devono essere soddisfatti e che riguardano lo storage/networking e la comunicazione tra i vCenter del sito da proteggere e di quello remoto.
Sottolineo che non è necessario che host e storage del sito protetto e di quello di replica siano uguali.
VMware propone diversi livelli di protezione dei dati e in particolare permette di:

  • avere un sistema in alta affidabilità con vSphere;
  • fare l'on-site recovery delle VM con Data Protection che è incluso in vSphere (e gestirne anche i backup a livello dati);
  • gestire il disaster recovery di uno o più siti protetti su un sito remoto con vSphere Replication.

Site Recovery Manager

Perché considerare un prodotto come Site Recovery Manager?
Semplicemente perché offre ulteriori possibilità.
Innanzi tutto i processi di replica e recovery sono automatizzati attraverso dei "Recovery Plan" che eseguono in sequenza determinati step, dalla sincronia degli storage alla modifica della configurazione delle macchine nel sito di recovery.
In secondo luogo, il processo può essere automatizzato anche nel senso inverso, quindi per gestire il failback.
Si può inoltre gestire l'avvio delle macchine con diverse priorità di accensione e in base a gruppi con differenti caratteristiche e priorità di aggiornamento della replica.
Inoltre è possibile scegliere tra due modalità di avvio delle sequenze di disaster recovery: Planned Migration (pensiamo a un fermo programmato del sito primario) e Disaster recovery Event (meteorite che ci cade in testa).
Nel primo caso viene effettuato un "graceful shutdown" del sito primario con garanzia della consistenza applicativa (pensiamo ai DB) e possibilità di failback e inversione della replica (solo nel caso in cui si utilizzi la sincronizzazione via storage).
Nel secondo caso, visto che si presuppone la non disponibilità del sito primario, il processo ignorerà eventuali warning di inconsistenza con il sito primario.
La replica dei dati potrà avvenire attraverso l'architettura VR (quindi come nel caso di vSphere Replication) o direttamente attraverso gli storage.
In questo caso avremo una componente agent di Site Recovery Manager (SRA) che avrà il compito di far colloquiare lo storage con il manager della replica.
Si possono eseguire i processi di recovery in modalità TEST, in modo da verificare che gli step pianificati siano coerenti con le nostre esigenze senza impattare sulla produzione.
Nel disegno di una soluzione di disaster recovery dovremo sempre e comunque tenere conto anche del servizio che dovremo erogare dal sito di recovery, quindi il planning della soluzione includerà probabilmente più elementi di tipo organizzativo che non tecnico.

Chi di voi ha mai pensato di studiare una soluzione di disaster recovery per la propria azienda, anche in caso di piccole realtà?

Autore
Stefano Contato
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