Soluzioni tecniche

Windows 10: un componente del sistema operativo è scaduto

05 Novembre 2015

La Technical Preview di Windows 10 è scaduta il 15 ottobre.

La politica di aggiornamento forzato è messa in opera da parte di Microsoft con strumenti abbastanza drastici.

Dopo la scadenza, Windows può rifiutarsi di partire con una poco rassicurante schermata blu:




Questo è l'atto finale di un processo che inizia alla data di scadenza della build installata sul PC: all'inizio, il sistema permette l'accesso, avvertendo della scadenza e permettendo l'aggiornamento. Se la build non viene aggiornata, il PC si riavvia ogni 3 ore, avvertendo ad ogni avvio della necessità di upgrade, finché smette di funzionare. Così, semplicemente.

Per i non-anglofoni, la schermata di cui sopra recita:

Un componente del sistema operativo è scaduto
File: Windowssystem32 winload.efi
Codice di errore: 0xc0000605

Per recuperare l'accesso a Windows, la procedura ufficiale prevede il boot da CD/USB e l'installazione di una copia pulita di Windows 10 (procedura non semplicissima, che vedremo in un prossimo post). C'è però il rischio di perdere i dati sulla macchina, nel caso in cui l'installer all'avvio non riconosca la presenza dell'installazione precedente di Windows.

Come fare allora?
Entriamo nel BIOS del PC, all'avvio (ogni costruttore o addirittura modello ha la sua procedura, ma di norma bisogna premere Canc o un tasto funzione – F2 e F10 sono i più comuni – sulla prima schermata che appare dopo aver acceso il PC) e spostiamo l'orologio di sistema ad una data precedente al 15/10.
Potremo a questo punto accedere al PC ed eseguire la procedura per un aggiornamento alla nuova build, dall'interno di Windows stesso.

Uno spunto di dibattito
Microsoft implementerà questa politica di aggiornamento piuttosto "terroristica" (mi si passi il termine drammatico) anche per gli aggiornamenti standard di Windows 10 (ad esempio service pack o aggiornamenti critici)? Nel caso lo facesse, sarebbe un bene o un male?

Autore
Furio Borsi
Si appassiona al mondo digitale fin da bambino, con il glorioso Commodore 64, sul quale si diverte a scrivere semplici programmi in Basic e modificare giochi. Nel 1990 riceve in regalo il suo primo PC (i386), seguito un paio d'anni dopo da un i486dx. In questi anni affina le sue attitudini al problem solving, scassando hardware e software e divertendosi a rimetterlo a posto. ;) Diventa così "quello che se ne capisce" per i suoi familiari e amici, arrivando a collaborare con alcuni studi professionali per la gestione del parco macchine e dei server Windows. Finito il liceo, studia DAMS con indirizzo multimediale a Bologna e Imperia. Nel 2002, dopo un anno sabbatico a Londra, lavora come sviluppatore junior in un'azienda che produce software per database territoriali in ambito Pubblica Amministrazione. In questo periodo si avvicina con passione a problematiche sistemistiche e di network management su reti estese. Nel 2007 entra a far parte dello staff di Achab, per cui si occupa di formazione e supporto, in particolare riguardo a Kaseya, e gestione del parco macchine e della rete.
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E. B.
E. B.
6 anni fa

…saebbero dei criminali….

Furio Borsi
Furio Borsi
6 anni fa

Ciao B. Grazie del tuo commento. Capisco la tua posizione e in parte la condivido. Ma visto che Windows 10 dovrebbe essere una rolling release, imporre l’aggiornamento potrebbe migliorare la sicurezza delle macchine e delle reti. Non credi?

Marco Roncaglia
Marco Roncaglia
6 anni fa

ciao furio
posso essere in accordo con te per quanto riguarda la sicurezza, ma soprattutto perchè si sta parlando di versioni preview.. noi italiani siamo sempre riluttanti a dover pagare qualcosa (quando ci tocca in portafogli) , soprattutto quando si parla di software e sistemi operativi.. il mio dubbio rimane sulla forzatura che microsoft, in questi mesi e in modo alquanto invasivo, sta "imponendo" alle utenze tale aggiornamento.. le realtà aziendali italiane non godono certo di spirito innovativo e quando vengono spinte al nuovo, anche se in modo gratuito, sono restie e titubanti: "va tutto bene cosi perchè devo cambiare?".. fermo restando l’implementazione di software di terze parti (gestionali, piuttosto che rilevamenti elettronici automatizzati, etc) non sempre al passo con le nuove major appena uscite…
concludo ponendo un quesito con un paragone forse azzardato: gli aggiornamenti microsoft, in informatica, sono, a mio avviso, come le accise sulla benzina: se la benzina aumenta tutti si incazzano, ma il giorno dopo andiamo a piedi o continuiamo ad usare la macchina?? chi può imporre le proprie politiche lo fa e basta a noi scegliere se sia una strada perseguibile o meno.. tengo a precisare che non è la prima volta comunque che microsoft fa retromarcia..
ciao e scusa se mi sono dilungato e magari sono uscito dall’argomento