Networking

Come fare automaticamente il backup dei device di rete

19 Marzo 2019

Perché i tuoi clienti ti pagano?

Certo, sicuramente per gestire la loro infrastruttura IT. Ma non è il solo motivo.

Oltre a occuparti di reti, server, endpoint e quant’altro, quello che fai è “gestione del rischio”.

Questo perché devi gestire, in ogni situazione, il rischio di un possibile downtime dei sistemi o della rete internet.

Il downtime, al giorno d’oggi, è una sorta di bestia a tre teste che sputa fuoco sui soldi dei tuoi clienti. E tu sei l’eroe che deve tenere in gabbia questo animale mitologico.

Ma come puoi fare?

Tranquillo, non ti serviranno spade o armi di alcun tipo. (Ti informo anche che nessun animale è stato maltrattato durante la realizzazione di questo articolo).
 

Tablet con icona

Per prima cosa devi avere uno strumento di Business Continuity come Datto che ti consenta di ripartire in caso di disastro e di tenere sempre in funzione i sistemi dei tuoi clienti.

Ma c’è un altro tipo di downtime che anche il più sofisticato sistema di disaster recovery non riesce a fronteggiare: il downtime della connettività di rete.

Il funzionamento della rete è alla base di tutto, oggi. Se i tuoi clienti usano Office 365, allora tutti gli switch, i router e i firewall devono funzionare a meraviglia e senza perdere colpi.
Ma anche per usare un semplice gestionale la rete e gli apparati che la governano devono funzionare a meraviglia.

E quando la connettività non è disponibile il tuo compito è quello di riportare in funzione la rete del cliente il prima possibile. A lui non interessa da dove arrivi il problema e quale sia la causa, se non glielo risolvi subito si infurierà e penserà che sia colpa tua. E un cliente arrabbiato è un cliente che non paga.

Per questo motivo fare un backup delle configurazioni dei dispositivi di rete dei tuoi clienti è un’attività di vitale importanza, tanto quanto avere una soluzione di disaster recovery.

Il problema con il backup dei dispositivi di rete è che farlo “a mano” ti porta via un’infinità di tempo, oltre al fatto che si dovrebbe chiedere a ogni tecnico che interviene sui device di rete di fare un backup e metterlo in una cartella accessibile a tutti i colleghi. Il risultato è che molti che fanno il tuo lavoro eseguono il backup di rado o non lo fanno affatto.

Questo significa chiudere in gabbia il “mostro” del downtime lasciando la porta socchiusa.

Immagina che ci sia un temporale o uno sbalzo di corrente. Un fulmine o un picco di tensione possono mettere fuori uso il firewall e altri apparati di rete. A quel punto cosa fai? Prendi un firewall (o altro device) di scorta e ti fiondi dal cliente per sistemare la situazione.

Il punto è… chi diavolo si ricorda come era configurato il vecchio firewall? Potresti passare diverse ore dal clienti a rimettere in piedi il tutto. E intanto lui è ancora fermo.

Come puoi evitare tutto questo?

Se usi Auvik hai in automatico i backup delle configurazioni dei device di rete.

Hai capito bene. Ogni volta che qualcosa viene cambiato all’interno della rete, viene eseguito un nuovo backup che non sovrascrive il precedente. Per cui se avessi bisogno di tornare alla configurazione di una settimana prima, no problem. Ti basta selezionare il backup che ti interessa, nella finestra di tempo che ti interessa e hai a disposizione l’esatta configurazione di quel dispositivo.

Con Auvik quindi:

  • sei sicuro che tutte le configurazioni di rete dei clienti siano salvate da qualche parte e quindi eviti il rischio di lunghi downtime;
  • i tuoi tecnici o collaboratori non perdono tempo a fare i backup e non devono ricordarsi le configurazioni dei device dei tuoi clienti.

Se ti interessa approfondire il funzionamento di Auvik scrivi a sales@achab.it o commenta qui sotto, io e i miei colleghi siamo pronti a fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Tratto dal blog di Auvik.

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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