Backup, DR e business continuity

Come funziona BackupAssist se su Windows è attiva la deduplica?

01 Aprile 2015
Microsoft Windows Server 2012 R1/R2 integra una tecnologia denominata Data Deduplication che riduce lo spazio su disco occupato dai tuoi dati. Vediamo più da vicino quello che la deduplica ha in serbo per te e come questa tecnologia si relaziona a BackupAssist.
 



La deduplica è molto più efficiente di una compressione NTFS o Single Instance Store perché è in grado di eliminare i doppioni di dati presenti all'interno di un file. Microsoft ha calcolato che abilitare la deduplica porta a risparmiare fino al 50% sulle condivisioni di file e fino al 90% sulle librerie VHD.

Come funziona la deduplica?

Windows Server Data Deduplication segmenta i file in blocchi dinamici compresi tra 32KB e 128KB, denominati chunk, ricercandone quindi gli eventuali duplicati. Una copia di ciascun chunk duplicato viene conservata, compressa e recuperata dai file quando necessario. Dei chunk più richiesti vengono mantenute anche copie ridondanti in modo da salvaguardare i file da possibili errori di lettura dei dati.
Per maggiori informazioni sul funzionamento di Windows Server Data Deduplication è possibile leggere questo articolo.

Come si abilita la deduplica?

Windows Server 2012 Data Deduplication viene attivata come Server Role in Add Roles and Features Wizard, sotto File And Storage Services. Una volta selezionato Data Deduplication, è possibile installare il ruolo e quindi usare Server Manager per scegliere il volume su cui abilitare la deduplica.
Per maggiori informazioni sull'abilitazione della deduplica su Windows Server rimandiamo a questo articolo.

Cosa si può deduplicare?

La deduplica di Windows Server è stata progettata per ridurre lo spazio occupato da dati usati raramente. I database e i dati usati di frequente vengono tralasciati dal processo di deduplica, ma il tipo di dati che possono essere deduplicati dipende dalla versione di Windows Server.

Windows Server 2012 R1

Supporta la deduplica su volumi NTFS; non supporta la deduplica su drive di boot, drive di sistema, volumi CSV, VM attive o database come SQL ed Exchange.

Windows Server 2012 R2

Ha esteso il supporto della deduplica includendo file aperti e attivi, volumi CSV e VHD attive – in determinate condizioni – come spiegato in questo articolo.

Come si esegue il backup di un volume deduplicato?

BackupAssist può eseguire il backup di un volume deduplicato, ma mantenere i dati in uno stato deduplicato dipende dal tipo di backup che viene effettuato.
 
  • Un backup di tipo System Protection di un volume completo mantiene la deduplica dei dati, e i dati conservano l'ottimizzazione dello storage alla destinazione del backup. 
  • Un backup di tipo System Protection di cartelle o applicazioni specifiche non mantiene la deduplica e i dati del backup occuperanno a destinazione più spazio di quanto impegnato in origine.
  • Quando vengono ripristinati determinati dati selezionati da un backup di tipo System Protection (volume completo), la deduplica viene persa. I dati ripristinati occupano quindi più spazio.
  • I backup di tipo File Protection e File Archiving non mantengono la deduplica e i dati copiati occupano più spazio rispetto all'originale.
  • Per conservare la deduplica quando si ripristina un volume completo da un backup di tipo System Protection occorre usare il tool Windows Restore o utilizzare RecoverAssist per eseguire un ripristino bare-metal.

Come notato nei punti qui sopra, quando si perde la deduplica si verifica un impatto sullo spazio occupato dai dati.
 
  • Per i backup, questo significa che i dati occuperanno più spazio sulla destinazione del backup rispetto alla fonte originale.
  • Per i ripristini, questo significa che i dati richiederanno più spazio al momento del ripristino. Disponendo ad esempio di un file da 100MB su un volume deduplicato, il ripristino di quel file da un backup non deduplicato potrebbe occupare 150MB.
(Tratto da BackupAssist Blog)
 
Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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