Backup, DR e business continuity

Come proporre una soluzione di business continuity efficace

17 Febbraio 2016

Uno degli argomenti che salta sempre fuori quando si parla di business continuity è la difficoltà a convincere i clienti a spendere su un’efficace soluzione di backup, disaster recovery e business continuity.
Beh, non si tratta di vendere un pezzo di hardware costoso e farci il margine sopra. Vendendo hardware a un cliente non offrendo un servizio necessario, fai solo del margine.

Disaster recovery è un servizio che il cliente deve avere. E’ una necessità.
Una delle cose migliori che si possono fare è sedersi al tavolo col cliente e parlare chiaro; perché non si tratta di “se” ma di “quando”.
Davanti al cliente può essere una buona idea usare un computer e fare un veloce calcolo i quanto può costare un fermo, usando il RTO calculator.
Si tratta di fare dei conti insieme e parlare nella lingua in cui il cliente capisce.




Prendiamo uno studio di notaio o uno studio legale.
Naturalmente le parcelle variano da regione e regione e da città a città, ma sarei stupito se un avvocato o un notaio avesse una parcella inferiore a 100 euro /ora.
Se nello studio ci sono 10 persone, pariamo di una capacità di produrre almeno 1.000 euro all’ora. Se non funziona più il sistema con cui lo studio sta in piedi, lo studio perde 1.000 euro all’ora.
Per non parlare delle conseguenze se si perde un documento o se si perde un cliente perché gli viene reso un pessimo servizio.

Usando questo tipo di argomentazioni con chi ha la possibilità di spendere i soldi dello studio, le spese per la busines continuity possono essere sicuramente affrontate.
Non si deve parlare delle soluzioni di business continuity come se fossero un di più, una cosa buona da avere. Sono indispensabili: proteggono non solo il business, ma anche la reputazione.
Sicuramente la prima obiezione a questo ragionamento è qualcosa di simile a “Ma abbiamo già un backup nel cloud”.
Certo, è un buon inizio, ma ci sono alcune considerazioni da fare e domande a cui rispondere.

  • Quanto ci vuole a scaricare tutto dal cloud?
  • Quanto ci vuole a rimettere in piedi un server (anche virtuale) e rimetterci sopra tutto?
  • Quanto tempo passa, perdendo 1.000 euro all’ora prima che tutto torni come prima?
  • Ci vuole una settimana intera a rimettere tutto a posto? Di quante decine di migliaia di euro parliamo? Per non parlare del danno alle relazioni coni clienti e all’immagine dello studio.

… e molte realtà sono simili a questa.
 
Se nello studio di un dentista il PC o il server diventa inutilizzabile?
Cosa si fa con la sala d’attesa piena di pazienti che aspettano e lo studio dentistico fermo?
 
Nelle chiacchierate coni clienti occorre parlare dei costi legati al downtime, non solo costi effettivi ma anche i costi (non calcolabili) dovuto al danno di immagine.
In questo caso il sistema di disaster reovery dovrebbe essere visto come una “semplice” assicurazione.
 
 
(Tratto dal blog di Datto)

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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