Business

Come si calcola il costo aziendale di un dipendente

11 Giugno 2015

Recentemente abbiamo dedicato un episodio di RadioAchab al calcolo del costo di un incidente IT.
 
Una delle componenti di costo causate dall’incidente è legata all’improduttività e richiede che si calcoli quanto costano all’ora i dipendenti coinvolti nell’incidente.
Ovviamente si tratta del costo aziendale.
 



Ma come si calcola il costo aziendale di un dipendente?
Abbiamo ricevuto diverse richieste di approfondire questo aspetto e ho così pensato di sviscerare l’argomento in questo post.
 
In effetti, vendendo servizi che garantiscono che le persone possano lavorare, e che possano lavorare con la massima produttività, è indispensabile essere in grado di calcolare tale costo.
 
Per fare il conto bisogna tenere in conto:
1)    lo stipendio annuo lordo (lo chiameremo CostoA);
2)    l’aggravio dato da oneri previdenziali, TFR, Inail eccetera (CostoB);
3)    il costo di struttura (CostoC);
4)    il numero di ore effettivamente lavorate in un anno per arrivare al costo aziendale orario (CostoD).
 
Vediamo come procedere.
 
Lo stipendio annuo lordo
Per calcolare il costo di un dipendente si parte dallo stipendio lordo.
Quello che molti chiamano RAL (Retribuzione Annua Lorda).
Questo importo è facilmente individuabile sul cedolino prodotto dallo Studio Paghe e ci dà il CostoA.
 
Capita che non si sia in grado di individuare il lordo ma solo il netto, cioè quanto viene versato ogni mese.
Il calcolo preciso del lordo partendo dal netto è un delirio, ma ci sono due scorciatoie.
 
Prima scorciatoia
A spanne possiamo dire che il lordo è pari, in media, al netto mensile moltiplicato per 1,53 e poi moltiplicato per il numero di mesi previsti dal Contratto Nazionale di lavoro cui l’azienda aderisce.
Ad esempio la dipendente Floriana prende 1.600 euro netti al mese con un contratto con quattordici mensilità. Il suo lordo annuo sarà dato da:
CostoA = 1.600 x 1,53 x 14 = 34.272,00 €
 
Seconda scorciatoia (aka superscorciatoia)
Prendete il netto mensile e moltiplicatelo per trenta.
Otterrete il costo annuo già compreso di oneri previdenziali: ciò che abbiamo indicato come CostoB e potete saltare al paragrafo La struttura.
Quindi Floriana prende 1.600 euro e CostoB = 1.600 x 30 = 48.000,00.
 
Nota sulle scorciatoie
Questi dati sono grossolani e faranno rizzare i capelli in testa a molti.
Servono come valore indicativo se non si hanno a disposizione i dati puntuali per fare il conto preciso.
Per gli stipendi più bassi le scorciatoie indicheranno un costo più elevato di quanto non sia in realtà e viceversa per gli stipendi più alti. Intorno ai 30mila euro di RAL sono abbastanza accurate.
 
INPS e TFR e altre amenità
Ottenuto in un modo o nell’altro lo stipendio lordo annuo dobbiamo aggiungere gli oneri previdenziali a carico dell'azienda e il Trattamento di Fine Rapporto, e una serie di altri costi quali l’Inail, il fondo Est, il contributo Quas per i quadri, eccetera.
Gli oneri lato azienda sono pari a circa il 31% dello stipendio lordo. Il TFR invece è pari a circa l’8%.
Approssimando per semplificare, lo stipendio lordo va moltiplicato per 40%.
 
Quindi abbiamo CostoB = CostoA per 1,4.
 
Se si tratta di dirigenti bisogna aggiungere circa quindicimila euro per i versamenti ai vari fondi.
 
La struttura e altri costi
Affinché una persona possa lavorare, ha bisogno di un PC, di una sedia, di un locale, di un locale riscaldato, di qualcuno che tenga la contabilità dell’azienda, dell’ufficio paghe che produce il cedolino, eccetera. In breve ha bisogno di una struttura.
Ci sono poi altri costi di cui bisogna tenere conto: ad esempio i costi di produzione, la pubblicità e i costi commerciali.
Siccome questo non è un corso di controllo di gestione, suggerisco di fare di ogni erba un fascio e di considerare tutti i costi fissi che non sono legati alla manodopera.
Cioè prendiamo il bilancio e individuiamo i costi fissi (manodopera, ammortamento, spese legali e amministrative, affitto, pubblicità, eccetera).
Da questi sottraiamo i costi di manodopera (comprensivi di INPS e TFR) e poi facciamo il rapporto tra la differenza ottenuta e il costo della manodopera.
Aggiungiamo un'unità a tale rapporto e moltiplichiamo il risultato per CostoB: otteniamo CostoC, il costo aziendale annuo.
 
Per chiarire faccio un esempio.
Supponiamo che i costi fissi dell’azienda siano di due milioni e i costi di manodopera siano di un milione e mezzo di euro.
Il rapporto che vogliamo calcolare è (2 M€ – 1,5 M€) / 1,5 M€ = 33%.
Per ottenere il costo aziendale annuo moltiplichiamo quindi CostoC = CostoB per 133%.
 
Scorciatoia
Se si preferisce partire con un calcolo approssimativo, ma infinitamente più facile, c’è un metodo empirico che consiste nel moltiplicare il costo CostoB calcolato al punto precedente per un fattore arbitrario.
Per una società di servizi questo fattore sta intorno al 40%.
Maggiore è la dimensione della società e meno vale il fattore (perché i costi di struttura e produzione si “spalmano” di più).
Per una società di produzione, il valore è più alto (perché gli investimenti e gli impianti sono percentualmente più rilevanti).
  
Giornate e ore lavorate
In un anno ci sono 365 giorni da cui bisogna togliere i sabati e/o le domeniche (a seconda del contratto), i giorni di ferie e di permesso (sempre previsti dal contratto), le festività nazionali e locali, i giorni medi di malattia, eventuali partecipazioni a corsi o altre attività che sottraggono il dipendente alle mansioni caratteristiche.
Una buona indicazione è di considerare 185 giorni lavorati. Se il numero appare troppo terrificante arrotondare a 200.
 
Per quanto riguarda le ore al giorno, l’importo dipende ovviamente dall’inquadramento di ciascun dipendente e da eventuali restrizioni contrattuali o legate alla mansione.
Otto ore è una buona approssimazione.
 
Conclusione
A questo punto non rimane che da moltiplicare le giornate lavorate per il numero di ore lavorate al giorno.
E poi dividere il costo aziendale annuo (CostoC) per tale prodotto.
CostoD = CostoC / (Giorni lavorati x Ore lavorate al giorno)

Spunto di riflessione
Che cosa succede che il dipendente è impossibilitato a lavorare?
Succede che l’azienda sostiene un danno notevole, dato da una somma di addendi, uno dei quali è proprio il costo che abbiamo imparato a calcolare.

Al giorno d'oggi l'impossibilità a lavorare è strettamente correlata al funzionamento dei sistemi IT. Se questi non funzionano i dipendenti diventano improduttivi. Tuttavia esistono soluzioni in grado di minimizzare i danni di un fermo dei sistemi.

Esempio di calcolo
Come riferimento guardiamo le colonne A e B di questo foglio Excel.

Supponiamo che il dipendente Giuseppe guadagni 32mila euro lordi all’anno.
 
CostoA = 32.000,00 €
 
Aggiungiamo i costi legati a INPS, TFR e altri balzelli.
CostoB = CostoA * 1,4 = 44.800,00 €
 
Aggiungiamo i costi legati alla struttura (in senso lato).
L’azienda di Giuseppe ha costi fissi per 2.250.000 € e i costi di manodopera sono pari a 1.660.000 €.
Il fattore moltiplicativo vale dunque (2.250.000 – 1.660.000) / 1.660.000 = 35%

CostoC = CostoB * 1,35 = 60.480,00 €
 
Giuseppe lavora 8 ore al giorno per 192 giorni all’anno. Le ore lavorate sono dunque 8 x 192 = 1.536.
 
Possiamo quindi calcolare il costo orario di Giuseppe:

CostoD = CostoC / 1.536 = 39,38€
 
Questo vuol dire che se Giuseppe non lavora perché il suo PC è fermo (o perché è giù la rete o altro) l’azienda sta buttando nel cestino 39,38 euro all’ora, SOLO per i costi di improduttività, 39,38 euro all’ora. Per il danno complessivo rimando all'episodio citato all'inizio.
 
Per ovviare ai danni causati da un fermo o incidente IT è necessario dotarsi dei giusti strumenti.

Esempio express
Supponiamo che il dipendente Carlo percepisca un netto di 1900 euro netti al mese.
 
Calcoliamo il costo compreso di INPS e TFR con la superscorciatoia

CostoB = 1.900 x 30 = 57.000 €
 
Consideriamo costi aggiuntivi legati alla struttura in ragione del 40%
 
CostoC = CostoB * 1,4 = 79.800,00 €
 
Ipotizziamo che Giuseppe lavori 8 ore al giorno per 200 giorni all’anno. Le ore lavorate sono dunque 8 x 200 = 1.600.
 
Possiamo quindi calcolare il costo orario di Giuseppe:

CostoD = CostoC / 1.600 = 49,87 €

Autore
Andrea Veca
Sono nato nel 1967 a Milano dove ho frequentato con successo le elementari di via Stoppani. Qualche anno dopo, nel 1992, mi sono laureato in ingegneria elettronica, al Politecnico di Milano. Nel frattempo ho conseguito un master presso il centro Cefriel nell'area Network Systems; spiegare agli stranieri come il diploma di master sia arrivato prima della laurea è sempre motivo di grande divertimento. In attesa di servire lo Stato ho trascorso qualche mese a Vienna, lavorando per la società di consulenza Austroconsult (che bella Vienna, chi vi dice che è una città morta non ci è mai stato). Alla fine lo Stato l'ho servito e sono stato ufficiale di complemento in Marina: un anno a Roma a occuparmi di sicurezza dell'informazione, anzi di come sfondare l'altrui sicurezza dell'informazione (che bella Roma, chi vi dice che non è la città più bella del mondo non ci è mai stato). Congedatomi nel 1994 ho costituito Achab il 19 luglio insieme ad alcuni amici. Visione chiara, richiamo della missione, do or die, opportunità da non perdere? Macché: puro caso e poche idee (confuse). Verso la fine del 1998 padroneggiavo il concetto di fattura quando è cominciato il delirio dot com che ci ha fatto trascorrere due o tre anni pieni di follia e divertimento. Due tentativi di acquisizione, la possibile entrata nel capitale di una merchant bank (qualche giorno prima dell'undici settembre abbiamo pensato che non fosse il caso di concludere: è andata bene a entrambi) e una pletora di progetti assurdi in cui si lanciava con grande spregio dei fondamentali. Nel 2003 ci si è dati tutti una calmata. Nel 2007 ho costituito una nuova società, CiDica, destinata a rivoluzionare il modo in cui si erogavano i servizi IT. Ero fermamente determinato a non ripetere gli errori commessi ai tempi della nascita di Achab. E ho mantenuto questa promessa; in compenso ne ho fatto una valanga di altri per cui, visti i cieli plumbei del 2008, ho pensato di liquidare il tutto prima che qualcuno si facesse male. Oggi continuo a lavorare in Achab con grande soddisfazione. Lavoro attivamente a RadioAchab, il podcast per chi si occupa di IT. Appena posso vado a parlare da chi ha voglia di ascoltarmi. Se ti serve un keynote speaker, fammi un fischio. Mi trovi su LinkedInFacebook e Twitter. 31/1/2020: a Pontedera per festeggiare i quarant'anni di PC System Andrea Veca keynote speaker per i 40 anni di PC System 30/1/2020: a Cesenatico a parlare di Comanaged IT a #TCON2020, organizzata da T-Consulting Andrea Veca keynote speaker a TCon2020 organizzata da T-Consulting
Commenti (14)

Lo trovo uno strumento facile, rapido ed efficiente che fa risparmiare tanto tempo e nello stesso utilissimo perché le aziende che vorrebbero una risposta immediata, la possono avere. Grazie.

Mercedes,

Dopo tante leggende sul reale costo di un dipendente in Italia, ecco un po’ di chiarezza.
L’ho trovato utile.

Andrea Rinaldi,

Come si considerano i costi relativi alle retribuzioni differite (cioè ferie e permessi maturati e non goduti)? Sono un costo per l’azienda: entrano o non entrano nel calcolo del costo orario? Chiedo perché il costo orario viene utilizzato per la determinazione dei prezzi di vendita, ma se non si considerano i costi per retribuzioni differite si rischia di stabilire prezzi di vendita troppo bassi… o no?

Patrizia Tomietto,

Buonasera,
anche io volevo sapere, come Patrizia Tomietto, se le retribuzioni differite rientrano nel calcolo del costo orario.
Grazie

Luca Gatto,

Salve, volevo sapere, come faccio a confrontare due proposte lavorative in cui, in una ho un pagamento a giornata (netto) e nell’altra, classica, ho un’assunzione (Commercio o Metalmeccanici che sia) con una tale RAL? Grazie

Luigi Zambetti,

l’articolo è favoloso grazie.

Mario Menge,

bell’articolo ma mi sembra doveroso specificare che il costoC (che per me e’ il costo azienda, mentre costoB e’ il costo del lavoro) ha una forbice molto ampia in funzione della dimensione e della tipologia aziendale. Azienda grande nel settore servizi solitamente ha un costo azienda molto piu’ basso di una azienda piccola manufatturiera

Fabio Barbieri,

Complimenti per come è stato semplificato!! Utilissimo davvero.

antonio cordisco,

Buongiorno, molto interessante, complimenti, vorrei sapere quanto un azienda/datore di lavoro può dedurre come costisu base mensile su un dipendente che percepisce una busta paga pari a 1700 € lordi per 13 mensilità

alessandro Zanuso,

@Alessandro Zanuso, la risposta non è banale.
Provo a ragionare sulla deduzione annuale perché la mensile è ancora più difficile.

Il dipendente guadagna 1.700,00 euro lordi per tredici mensilità, quindi il suo lordo annuo è di 22.100,00.
Aggiungiamo oneri previdenziali e TFR e arriviamo (circa) a 30.940,00.
E ora comincia il difficile.

Per quanto riguarda l’IRES _dovrebbe_ essere tutto deducibile sempre e comunque. L’aliquota in questo momento è del 27%; nel 2017 _dovrebbe_ essere del 24,5%.
All’attuale 27% il risparmio fiscale è di 8.353,80 euro.

Circa l’IRAP dipende sia dalle regioni sia dal tipo di società (un’impresa di assicurazioni in Lombardia ha un’aliquota più alta di un’impresa commerciale, sempre in Lombardia).
Inoltre il costo del personale è interamente deducibile solo per assunzioni a tempo indeterminato.
Supponendo di avere un’aliquota del 3,9% per un dipendente a tempo indeterminato, l’IRAP in meno è di 1206,66 euro.

Quindi il totale annuo in questa ipotesi è di 9.560,46 euro

Il mio consiglio è in ogni caso di parlare con un commercialista perché le variabili in gioco sono numerose per cui la cifra potrebbe differire.

Andrea Veca,

Logico Matematico Intuitivo!

Massimo Blasi,

molto utile

NICLA DELL'ALBA,

Buonasera, volevo porle un quesito:
quanto viene tassato un superminimo in busta paga?
Ad esempio, se una persona prende circa 1800 di retribuzione lorda al mese ed ha in aggiunta un superminimo di 890 euro mensili, quanto prenderà netto alla fine del mese?
Grazie mille

Gessica Ceron,

Nel calcolo delle annualità da liquidare ad un dirigente azienda privata in caso di conciliazione quali voci sono da contemplare ( retribuzione annua, contributi previdenziali assistenziali, premi + ? )
Grazie

Felice Colella,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato, lo utilizzeremo solamente per inviarti la notifica della pubblicazione del tuo commento. Ti informiamo che tutti i commenti sono soggetti a moderazione da parte del nostro staff.