Soluzioni tecniche

Convertire un PC o server Windows in una macchina virtuale in 5 passi, gratuitamente

05 Marzo 2015
Devi fare una migrazione da un’infrastruttura fisica a un ambiente virtuale?
Oppure vuoi semplicemente creare una macchina virtuale che sia una copia di una macchina che hai in produzione?
O ancora, vuoi una copia dell’ultimo PC con XP rimasto in azienda perché… non si sa mai?
In ognuno di questi casi, quello che devi fare è convertire il tuo PC o server in una macchina virtuale; per semplicità diciamo in un file VHD (che è il formato standard Microsoft delle macchine virtuali).
La procedura è di una semplicità disarmante, basta seguire questi passi:
  • vai su questo sito;
  • scarica l’utility Disk2vhd;
  • decomprimi l’archivio in una cartella;
  • avvia l’eseguibile disk2vhd.exe.

Convertire PC o server Windows in VM
Ti viene chiesto di indicare un percorso dove salvare la macchina virtuale di destinazione (magari la puoi salvare su un disco USB esterno) e poi occorre indicare quale unità si desidera salvare/convertire (in genere sarà il disco C:).
  • A questo punto non resta che premere il pulsante Create e attendere la fine del processo osservando la progressione della barra di avanzamento.

Convertire PC o server Windows in VM
Al termine del processo avrai il tuo vecchio PC o il tuo server convertito in macchina virtuale, pronto a essere eseguito su un sistema virtualizzato.

Nota
Questa procedura funziona su Windows XP SP2 e successivi e su Windows 2003 SP1 e successivi.

Nota 2
Se ti serve puoi anche automatizzare e “scriptare” questa operazione con una dalla sintassi semplice, basta impartire il comando:

Disk2vhs lettera_unità_origine destinazione

Ossia per esempio:

Disk2vhs c: d:vhdvecchipc.vhdx

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (2)

A parole è semplice. Se virtualizzi su host diverso….. ci sino parecchie procedure da fare prima. Rischio di blu screen perdita dati e molto altro. Inoltre driver da reinstallare periferche….. insomma nn è proprio una passegiata.

Francesco Rainone,

Concordo Rainone che le cose possono complicarsi.
E da buoni informatici lo sappiamo bene 🙁
Tuttavia questa semplice utility è davvero sorprendente nella sua efficacia pur essendo semplice.

Claudio Panerai,

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