Backup, DR e business continuity

Creare un piano di disaster recovery

14 Agosto 2013

(Tratto da BackupAssist Blog)

Ecco come costruire in pochi semplici passi un piano di disaster recovery per essere preparati ad affrontare gli imprevisti.


Preparare un piano di disaster recovery


Convincere i capi
 
Spesso nell'IT è difficile convincere chi prende le decisioni in azienda di quanto un problema sia importante.
Paragonate allora il disaster recovery a un'assicurazione: si spera di non averne mai bisogno, ma è bene non farsi trovare sprovvisti.
Utilizzate i casi aziendali, mostrando quali sono i rischi e quale sarebbe il costo in caso di fermo dei sistemi per un'ora, un giorno o una settimana.
 
Condurre una valutazione dei rischi
 
La valutazione dei rischi è il primo passo per creare un piano di disaster recovery.
Catalogate tutti i rischi connessi all'infrastruttura IT, dall'utente che non fa il log out, all'eventualità di un'inondazione.
Categorizzate poi ogni rischio in base alla sua gravità e alla probabilità che si verifichi.

Ecco un esempio di modello di valutazione del rischio.
 
Fare un'analisi dell'impatto sul business
 
Adesso che conoscete i rischi, sapete cosa è necessario per ripartire in caso di disastro.
Bisogna stabilire quali sono gli aspetti più importanti del business, le parti più critiche dell'infrastruttura e che cosa succederebbe se andassero persi.
 
Creare un piano di disaster recovery
 
Creare una procedura passo passo per rimettere in funzione i sistemi in caso di imprevisto.
Bisogna tenere conto della possibilità che il personale non sia in grado di occuparsene in prima persona, in caso di disastri naturali o situazioni in cui la sua vita o i suoi beni siano a rischio.
Il piano deve tenere conto dei passaggi precedenti:

  • quali sono i disastri più probabili?
  • Come si può ridurre al minimo il loro impatto?
  • Dove si trovano le infrastrutture più critiche?
  • Dove sono memorizzati i dati e dove viene eseguito il backup?

Infine bisogna stabilire il tempo di recupero dei dati (RTO) e la quantità massima di dati che possono essere persi (RPO).

Ecco un esempio di modello di piano di disaster recovery.
 
Ricordate che la parte più importante di qualsiasi piano di disaster recovery è che sia su misura per le specifiche esigenze dell'azienda.

Autore
Claudio Panerai
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Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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