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E’ meglio IMAP o ActiveSync?

28 Ottobre 2013

Difficile rispondere a questa domanda, perché a seconda delle esigenze si potrebbe preferire un protocollo all’altro.
Abbiamo quindi deciso di sottoporre il quesito ai nostri rivenditori sotto forma di sondaggio, per conoscere l'orientamento del mercato e sapere cosa pensano di questi due protocolli.
Ecco come è andata.
 


Sondaggio: IMAP o ActiveSync
 

Il 74% ha risposto che preferisce ActiveSync: una risposta chiara e inequivocabile.
I commenti di Marco, Nunzio, Dino, Mauro, Andrea (che hanno partecipato al sondaggio) fanno capire il perchè: IMAP è un protocollo che trasposta esclusivamente le email, mentre ActiveSync trasporta anche altre informazioni (contatti, calendari e attività).

Il 26% ha risposto di preferire IMAP.
Marco per esempio ha spiegato che in fatto di affidabilità e velocità IMAP resta ancora inavvicinabile.

Lancio un altro spunto di riflessione, che non vuole essere a vantaggio di un protocollo o dell’altro

Più volte ho sentito lamentele su alcuni malfunzionamenti del protocollo ActiveSync, sia su dispositivi mobili che su Outlook 2013: "Non viene sincronizzato, è lento, non si può fare questo o quest'altro…".
Benché Microsoft ActiveSync sia un protocollo con tanto di specifiche pubbliche, è un dato di fatto che ogni produttore di dispostivi (e quindi di software che gira su questi dispositivi) abbia implementato le specifiche a modo proprio.
Quindi è possibile, per esempio, che due smartphone diversi, anche se collegati allo stesso server ActiveSync, abbiano comportamenti diversi.

In conclusione, ActiveSync sembra avere la meglio, ma che dire sul fatto che Google sta togliendo il supporto di ActiveSync dai propri sistemi e che la posta potrà essere consultata solo in IMAP?

 

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (2)

Varie implementazioni di server IMAP sono state estese per trasportare anche altri tipi di oggetti, oltre alla e-mail.

Per fare un nome noto ai frequentatori di achab.it, Alt-N con MDaemon (il cosiddetto GW-IMAP). Purtroppo nessuna estensione è mai stata proposta come standard, o come base per uno standard.

IMAP4rev1 comunque non è, in generale, esente da difetti, anche se, allo sviluppo di IMAP5 si è adesso preferito lo sviluppo e la sperimentazione di estensioni che possano essere annunciate su richiesta dal server al client.

Dimenticando, per un momento, che le luci della ribalta per Microsoft ActiveSync sono arrivate solo nel momento in cui c’è stata richiesta dal vastissimo mercato dei dispositivi mobili di connessione ai server aziendali Microsoft Exchange, nel confrontare i due protocolli, occorrerebbe tenere a mente che ActiveSync ha come obiettivo quello esplicitato dalla seconda parte del nome ("sincronizzare" le risorse remote con una replica locale), mentre IMAP ha avuto, fino dall’inizio, un altro diverso obiettivo dichiarato, messo in evidenza dalla terza parola del nome del protocollo ("accedere" ad una risorsa remota).

Emanuele Aliberti,

Grazie per il contributo!

Claudio Panerai,

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