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Ecco cosa puoi imparare da Uber se ti occupi di IT

22 Settembre 2015

Hai presente Uber, quel servizio di Taxi privati che negli ultimi 12 mesi ha fatto tanto rumore montato dalle proteste dei tassisti "tradizionali"?

Cosa c'entra Uber con l'IT? Te lo spiego subito.




Dovevo fare una demo live abbastanza complicata. Avevo speso parecchio tempo per capire come mettere insieme tutti i pezzi del mio laboratorio per fare la demo. Routing, IP, DHCP, scope, Wi-Fi… c’erano tante componenti (e tante variabili non dipendenti da me) in gioco. Ne avevo parlato con parecchi colleghi: alcuni mi consigliavano di demordere altri mi incoraggiavano con un “Ce la puoi fare!”
 
Finché un giorno mi appare tutto chiaro: mi viene in mente l’architettura che potevo usare per il mio laboratorio per renderlo “mobile” e poter fare le demo ovunque, così giovedì 10 settembre sarei dovuto andare in un hotel a fare un test per verificare se le mie congetture potevano davvero essere messe in pratica.

Non è un segreto dire che ho l’ufficio davanti alla stazione centrale di Milano e ogni mattina vedo una marea di taxi parcheggiati. Arrivo la mattina in ufficio per prendere tutto il mio laboratorio mobile e noto che non c’è un solo taxi e c’è una fila chilometrica di persone che attendono pazientemente un taxi.
 
"Non ce la farò mai!" è stato il mio primo pensiero.
Colto dalla disperazione dico fra me e me: "E’ la volta che devo usare Uber, anche se non so se in Italia è ancora legale o meno".
 
Scarico la app dallo store, mi registro, metto la carta di credito e uso la app per la prima volta.

"Dove sei in questo momento?" – mi chiede la app
Digito il mio indirizzo.
"Dove devi andare?" – mi chiede la app
Digito l’indirizzo.
Aspetto qualche istante e la app mi informa.
"C’è una Mercedes Classe E nera di Uber in arrivo fra 11 minuti, l’autista si chiama Ernesto, questo è il suo cellulare e questa la sua foto, pagherai 17 euro. Accetti?"
Io accetto.

Intanto vedo nella app la macchinina che si muove sulla mappa di Milano.
Dopo 11 minuti esatti si ferma la macchina davanti al mio ufficio, scende un signore distinto che mi saluta con un: "Buongiorno signor Claudio, la aiuto a caricare?"
Guida tranquillo e senza scossoni e senza bestemmie e mentre mi porta a destinazione gli faccio mille domande sul servizio. Scendo senza pagare (perché la transazione è fatta dalla app con carta di credito) e dico "Bingo!"
  
Perché mi sono stupito?
Io ho pagato una corsa in macchina più di quanto l’avrebbe fatta pagare un taxi, ma sono stato contento così.
Perché la mia esperienza utente è stata strepitosa, senza una sbavatura, da 10 e lode!
 
Allora mi sono chiesto se anche nel mondo IT non si possano offrire servizi distinguendosi dagli altri e facendo pagare il giusto prezzo…
 
Cosa fa Uber? Nulla di speciale: c’è una macchina che ti porta da un punto a un altro, esattamente come un taxi.
Ma è la user experience che è da capogiro, il packaging, chiamalo come vuoi.
Ti fanno un servizio con i fiocchi, sicuro e in modalità self-service, anche se alla fine è solo un passaggio in macchina.
 
Quindi, caro fornitore di servizi IT, pensa molto bene al packaging dei tuoi servizi, a come è la user experience del tuo cliente, perché potresti fare molti soldi e offrire davvero un buon servizio ai tuoi clienti.

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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