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Fornire servizi IT ai tempi del Cloud

03 Settembre 2013

Probabilmente ogni persona a cui chiedi cos'è il Cloud ti risponderà in maniera diversa.
Qualcuno dirà che è un sistema per non doversi più occupare dei server fisici, qualcun altro un sistema per avere un time-to-market più rapido, altri ancora un sistema per pagare solo quello che serve realmente.
Sono tutte risposte giuste, ma c’è una cosa che le accomuna: il cambiamento del modo di pensare l'IT.


Cloud

Se cambia il modo di pensare l’IT, come devono cambiare i servizi IT?

Tutti i fornitori di servizi IT hanno lavorato per anni su un modello consolidato, basato su una tariffazione oraria o un costo per workstation gestite.
E’ un modello che ha retto (e regge ancora) per anni, ma sta evidentemente cedendo.
Se per esempio entriamo come fornitori in un’azienda che ha:

  • due server in Cloud;
  • cinque dipendenti, di cui tre che usano notebook personali e due che usano tablet;

che tariffa applichiamo?
Io credo che sempre più spesso ci si troverà ad affrontare situazioni di questo tipo.
E non sarà più sufficiente offrire un costo orario.

Per capire come muoverci in questo mondo, iniziamo a considerare alcuni aspetti

Scegliere il Cloud

Spesso i fornitori di servizi IT sono terrorizzati dall’avvento del Cloud, perché vedono in questo una perdita di profitto.
Probabilmente perché si vede subito che può offrire gli stessi servizi a prezzi inferiori.
Esiste però una visione differente dell’avvento del Cloud: i costi per erogare servizi sono infinitamente più bassi dei costi legati al mantenere in vita sistemi on-premise.
Se per un cliente ha senso andare su un hosting di Exchange, sui servizi Google Apps for business o gli serve un CRM in modalità SaaS, allora aiutiamolo ad adottare questi strumenti in modo che possa lavorare meglio.
Non ostiniamoci a vendergli un server perché non gli stiamo facendo un favore, anzi.
Lo stiamo portando in una direzione contraria a quella che la ragione imporrebbe.

Integrare il Cloud

L’integrazione dei servizi Cloud è fondamentale.
Considerando questo aspetto, risulta evidente come il fornitore IT (tipicamente di help desk) debba trasformarsi e diventare un "Cloud integrator".
E' necessario integrare l'Active Directory del dominio locale con i servizi di Office365, e i dati dei clienti censiti nel gestionale con il sistema di mailing list utilizzato come servizio SaaS.
Questi sono solo due esempi: occorre diventare degli integratori di servizi (erogati da altri) al fine di dare al cliente la soluzione giusta per lui.

Non c’è lavoro in questo settore?

Prendete i seguenti servizi online: Office365, autenticazione centralizzata, centralino, sito e-commerce, sistemi di invio newsletter… E poi provate a integrarli e vedete se non servono consulenti per armonizzare e far funzionare il tutto!

Aiutando i clienti a scegliere e implementare le tecnologie future, sarete in una posizione privilegiata.
Diventerete "consiglieri di fiducia".
Essere i consiglieri di fiducia, significa avere molti privilegi, come quello di fare le proposte.
Se noi siamo uno dei tanti fornitori di PC, allora il cliente farà la guerra dei prezzi tirando oltre i limiti del possibile.
Ma se siamo consiglieri strategici, nessuno tirerà sul prezzo.

Sei d'accordo?

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (7)

In linea teorica posso essere d’accordo. Nella pratica un po’ meno.
Nell’attuale contingenza economica il grosso delle PMI applica una regola irremovibile: "se il vecchio funziona non spendo un centesimo per fare qualcosa di nuovo", aggiungendo la deroga: "Se il consulente di fiducia insiste lo cambio con uno che mi costa molto meno e non mi chiede di investire".

Non si tratta di sterile polemica, ma la realtà è che oggi il cambiamento è più facile da spingere se il cliente si trova in una situazione di blocco che richiede investimenti oppure se già ha messo un piede nelle nuove tecnologie e ne ha visto dei benefici.

Emilio Polenghi,

Capisco perfettamente il discorso Emilio.
Anche io vivo nel mondo reale e vedo come vanno le cose.
Ma aggiungo che è compito del consulente di fiducia non solo o non tanto parlare in informatichese quanto di far percepire al cliente il vantaggio di adottare un software, dell’hardware o una tecnologia.

Claudio Panerai,

Complimenti a Claudio per l’esposizione a mio avviso molto chiara nonostante la sintesi.

Il "vecchio" prima o poi smette di funzionare.
Nel panorama informatico attuale, anche volendo, e’ un’impresa ardua sostituire qualcosa di "vecchio" con qualcosa di simile, quindi non e’ difficile nella maggior parte dei casi introdurre cambiamenti epocali se ci sono le condizioni tecniche.

Roberto Benassi,

Grazie per i complimenti, Roberto.
Sono d’accordo che il "vecchio" non possa durare all’infinito, anche se sembra una banalità

Claudio Panerai,

Signori. 80% delle aziende in italia, lavora fuori normativa in materia di "privacy informatica" se vogliamo chiamarla cosi. Hanno un bel pc carrozzato un bel windows XP/7 con cartella condivisa ed ecco per magia che lo chiamano server. Di fronte a queste realtà che si può dire? io personalmente non ci perdo nemmeno tempo, dato che quando quel pc morirà e perderanno tutti i dati, nemmeno si pongono il problema, ne rifanno uno uguale e ci rimetto i dati dentro, dato che mediamente in queste suddette realtà esistono copie delle copie sparsi per i vari pc…. e ti dicono pure.. meno male che avevo salvato tutto sul desktop. Ma di che stiamo parlando???
Cloud e nuove tecnologie, possono partire solamente da un target aziendale e che crede nell’innovazione tecnologica. altrimenti all’azienda con 20 dipendenti con la suddetta infrastruttura afferma senza vergogna ha funzionato per 20 anni… ne facciamo un altro che ne dura altri 20.. e con 1000 euro ha risolto il problema.
Siamo ancora troppo primitivi per questo balzo tecnologico.

Francesco,

Capisco il tuo punto di vista Francesco. E in parte lo condivido anche nel senso che ho ben presente le realtà di cui parli.
Pero’ ci sono alcune cose la tecnologia ti impone di fare. Per esempio in futuro non esisterà più Windows SBS e allora che fare? Se vuoi continuare a lavorare come prima dovrai andare su Office 365.
Inoltre non sottovaluterei l’importanza che il cellulare personale o il tablet stanno assumendo. Ho già visto tanti titolari di piccoli studi o piccole aziende dire "questa cosa mi serve sullo iphone" e poi spendono per cambiare tutto pur di avere l’icona sull’iphone.
Certo, poi ci saranno gli irriducibili, ma di quelli non mi preoccupo.

Claudio Panerai,

Siamo perfettamente in linea. Io sono sistemista e quasi esperto delle piattaforme Exchange.
Già da qualche anno ho preso una strada, che mi toglie dalla massa, ma mi mette in condizioni di trattare solamente determinate realtà. Certo questa scelta mi fa lavorare meno rispetto alla massa. Ma se partiamo dal presupposto che il mio lavoro è di qualità, per quella nicchia di persone rappresento una risorsa da non sottovalutare. Come detto in altro post. Sicuramente i nostri figli avranno maggior successo su queste nuove tendenze tecnologiche, noi ora siamo solamente i precursori.

Francesco,

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