Business

Fuga dall’IT?

14 Ottobre 2013

La scorsa settimana abbiamo deciso di lanciare un sondaggio "leggero" tra i nostri rivenditori.
La domanda era la seguente: "Vinci una vacanza in una località da sogno, ma technology-free. Quanto pensi di resistere?".

Ho sentito centinaia di volte amici e colleghi del mondo IT, oltre al sottoscritto ovviamente, dichiarare di averne abbastanza e di voler cambiare settore: il software non funziona, l’hardware non arriva, i clienti chiamano giorno e notte, non ci sono risorse… 

Ogni settore di lavoro è faticoso e l’IT non fa eccezione

Di sicuro il nostro è un settore in cui non c’è spazio per la noia e la routine: succedono infinite cose e i cicli sono sempre più rapidi.
Stressante dunque, ma interessante perché motore di cambiamenti che interessano tutto il pianeta.
Talvolta sogniamo la fuga, ma la verità è che ci piace e ci appassiona.

I risultati del sondaggio li leggete qui sotto.


Sondaggio


Per come era posta la domanda, la risposta di fuga era quella ovvia, eppure solo il 51% l’ha scelta, con Claudio, Fabio e Ferruccio che commentano all’unisono: "Finalmente ci liberiamo della tecnologia".

C’è però un robusto 49% che dichiara di non voler vivere senza tecnologia, che secondo me è il dato più interessante.
Tra questi, incredibile ma vero, un piccolo gruppo di duri e puri (il 5%) rinuncia alla vacanza: un vero peccato che nessuno abbia lasciato un commento per spiegare la decisione. Spero che qualcuno di loro legga questo post e lasci un commento qui.
A quelli che invece approfittano della vacanza, ma per un tempo limitato, abbiamo chiesto che cosa mancherà loro di più tra Facebook, lo smartphone, l’email, la pay-TV o Internet.
Ecco il risultato:


Cosa ti mancherà di più?

Senza pretese di fare statistiche, due cose mi sorprendono: la prima è che a nessuno mancherà Facebook, interessante controtendenza rispetto alla diffusione del social network in Italia e alla mia esperienza quotidiana in metropolitana in cui tutti sono su Facebook; la seconda è che al 27% mancherà l’email e questo è un dato davvero difficile da commentare…
A chi ha risposto così suggerisco di allungare la vacanza 😉

Si può vivere senza Facebook e l’email? E senza lo smartphone?
Il dibattito è aperto…

 

Autore
Francesco Doveri

Sono nato a Roma nel 1967 ma naturalizzato milanese, visto che a Milano ci vivo dal 1977.
 
Dopo la Laurea in Ingegneria Elettronica nel 1994 al Politecnico ho fatto per due anni il matematico alla SISSA di Trieste; non avevo abbastanza talento e ho deciso di “andare a lavorare”.  
La mia frequentazione con l’ICT inizia in Unisys nel 1997; da allora ho avuto modo di fare esperienza di marketing e vendite presso un system integrator (Etnoteam), un operatore mobile (H3G), una start-up (Abla), e un vendor di software (Nuance).  Da maggio del 2007 sono direttore marketing di Achab.
 
Ho avuto una grande passione per la canoa fluviale; ho dovuto appendere pagaia al chiodo per sopraggiunti limiti di età.
Adesso mi piace molto andare in barca a vela ma non lo faccio abbastanza, mi piace anche passare il tempo con Sara ma non la vedo abbastanza :-)
 
Sono anche su Linkedin e Facebook.
Commenti (4)

Certo, si può vivere anche senza email, senza facebook senza lo smartphone e senza internet in generale. Ma uno dovrebbe prima domandarsi: "Perché devo fare questa scelta?" E ancora : " sono proprio queste le cose da cui voglio stare lontano? Oppure non sono solamente le rogne legate al lavoro che sto svolgendo, che guarda caso utilizza anche queste cose?" E’ fondamentale sapere il perché si fa una scelta. Sembra una banalità, la mia affermazione, ma in realtà, io per primo, rischio a volte di fare delle scelte senza essermi posto prima tutte le domande che servono per darsi delle risposte. Nella fattispecie, io potrei anche rimanere senza email, senza internet, senza lo smartphone ecc, ho tantissimi altri interessi, ma mi priverei di qualcosa che mi tiene legato alla conoscenza, al progresso mentale, alla socializzazione per come si presenterà sempre più nel futuro. Non ha senso che rinunci per sempre a queste cose. Ha senso che io dia a loro la giusta collocazione all’interno del mio vivere, lavorativo e sociale.

Mario Cappellotto,

e dove starebbe la socializzazione su facebook? per me è solo una pattumiera del peggio e tira fuori le qualità peggiori della gente, la socializzazione avviene dal vivo non su facebook, i social network sono sempre più deleteri. Con questo non voglio dire che lo smartphone o il tablet o internet non siano utili, ma bisogna vedere l’uso che se ne fa, per mio conto i social come facebook sarebbero da abolire, non siamo obbligati a trovarci un’utilità per forza

Maro,

Grazie dei commenti.
@Maro: la mia opinione di pancia su FaceBook è in sintonia con la tua … però lo usano 1 miliardo di persone in tutto il mondo (e 20+ milioni in Italia) il che ovviamente da da pensare 🙂

Francesco Doveri,

Il male non "sta" nell’oggetto, ma nel come si usa. Una mina può essere usata per far saltare in aria 100 persone, e può essere usata per liberare 100 persone intrappolate dentro ad una caverna. Il bene e il male di queste due azioni, non possono essere ricondotte alla mina…
E la stessa cosa vale per qualsiasi altro oggetto. Le azioni sono di valenza etica ben diversa… Allo stesso modo, demonizzare Facebook e i social network è sbagliato. Semmai è l’uso che tanti ne fanno che potrà non essere così edificante. Ma in realtà, ci sonmo tantissimi che lo usano anche e sottolineo anche, in modo molto costruttivo e producente e che difficilmente sarebbe sostituibile con qualcosa di diverso. Se ci pensiamo bene, questo blog, è una modalità, pur con le dovute differenze (tante) di mettere in rete idee e proposte, e in linea generale di condivisione di pensieri. A Oderzo, dove abito, tramite facebook siamo riusciti a creare un movimento che ha ottenuto di far installare dalle FS (ferrovie dello stato) le macchinette per fare i biglietti nell’abbandonata stazione del paese e ora il movimento sta crescendo per cercare di ottenere anche un passaggio maggiore dei treni. Senza Facebook, non saremmo riusciti a mettere insieme tutte quelle persone in poco tempo. La stessa amministrazione locale, sta comunicando non noi in tempo reale attraverso facebook, con tempi velocissimi rispetto alla richiesta di udienza o di riunioni pubbliche. Ed esempi così, ce ne sono tanti altri. Alla fine, come cita giustamente Francesco, ci sono un miliardo di persone nel mondo che lo usano e quindi, lo strumento non può che essere lo specchio di chi siamo e come siamo. Dentro c’è di tutto. dalle pagine dei sederi perfetti, alle pagine che aiutano in modo solidale chi ne ha bisogno. Dentro, ci siamo noi…. che ci piaccia o no 🙂

Mario Cappellotto,

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