Gestione IT

I 4 maggiori vantaggi per la cybersecurity del monitoraggio remoto

02 Settembre 2021

Man mano che le piccole e medie imprese (PMI) diventano consapevoli dei rischi per la sicurezza informatica, si rivolgono agli MSP come te in quanto affidabili in termini di consulenza e assistenza. Sebbene dire MSP non è uguale a dire MSSP, la sicurezza informatica rappresenta comunque un’enorme area di crescita per il settore.

Molti dei servizi che offri tradizionalmente, come il monitoraggio degli endpoint, l’applicazione di patch, la gestione delle password e il supporto continuo ai clienti, sono fondamentali per garantire una solida sicurezza informatica. Ma espandendosi in quello che viene chiamato modello MSP+, gli MSP possono fornire un supporto ancora maggiore per mantenere i propri clienti e se stessi al sicuro.

Uno dei servizi principali offerti dagli MSP è il monitoraggio remoto, solitamente tramite uno strumento di monitoraggio e gestione remota (RMM). Gli RMM offrono molti vantaggi agli MSP: questi strumenti non sono solo essenziali per le operazioni quotidiane, ma offrono anche vantaggi in termini di sicurezza informatica ai clienti.

In questo articolo vedremo come rendere il tuo RMM una parte integrante del tuo viaggio per un approccio MSP+, grazie a quattro principali funzioni.

Tieni d’occhio gli endpoint

Le aziende possiedono dozzine se non centinaia di endpoint, dai laptop ai cellulari ai server e altro ancora. Ciascuno di questi endpoint rappresenta un possibile punto di ingresso per un hacker che, se sfruttato, gli permetterebbe di entrare nei sistemi aziendali, installare malware e causare danni.

Monitorando in remoto e tenendo d’occhio questi endpoint, gli MSP possono dare man forte alla cybersecurity. Il monitoraggio remoto con un RMM offre agli MSP una visione a 360 gradi di tutto ciò che accade agli endpoint di un’azienda, compreso ciò che succede a livello di rete o di software utilizzati.

Un RMM può anche inviare avvisi se vengono rilevati problemi di sicurezza. Ad esempio, immagina che ci sia un tentativo, a tarda notte, di installare un software dannoso sul computer di un cliente che in genere è attivo solo tra le 8:00 e le 17:00. Un RMM può vedere cos’è stato installato, quando è stato installato, quale utente ha installato il software e avvisare l’MSP del comportamento insolito.

Ciò è particolarmente importante nell’ambiente di lavoro remoto odierno, in cui le aziende devono proteggere dispositivi che sono collegati a diverse connessioni Internet e in cui i dipendenti potrebbero utilizzare dispositivi personali per lavoro.

Riparare le falle di sicurezza (velocemente)

Dai player principali come Microsoft e Cisco ai programmi come Apple iTunes, il software può essere un punto debole nella difesa informatica di un’azienda. Quando gli utenti operano su sistemi operativi o programmi obsoleti, gli hacker possono sfruttare vulnerabilità note per sferrare i loro attacchi, motivo per cui la gestione delle patch è fondamentale.

Gli MSP possono aiutare a rafforzare le difese con il patching tempestivo del software. L’utilizzo di un RMM consente agli MSP di tenere d’occhio gli endpoint, monitorare gli aggiornamenti software e distribuire rapidamente le patch. Ancora meglio, un buon RMM avrà già uno script per l’automazione delle patch, il che garantisce che non vengano mai perse patch importanti. Inoltre, la gestione automatizzata delle patch semplifica il lavoro dei tecnici lasciandogli più tempo per concentrarsi sulle sfide IT più urgenti.

monitoraggio remoto

Individuare e risolvere i problemi per tempo

Puoi aggiustare solo le cose che sai essere rotte. Senza un monitoraggio continuo, gli MSP e i loro clienti non possono identificare i problemi fino a quando non si verifica un’emergenza grave, come un’interruzione del sistema o un guasto totale. In termini di sicurezza informatica, questo potrebbe significare operare con una vulnerabilità importante e scoprire che c’è un problema solo dopo che un hacker ha installato un ransomware o un dipendente ha infettato un’intera rete aziendale a causa del phishing.

Il monitoraggio remoto consente agli MSP di rilevare i problemi mentre sono ancora piccoli e risolverli prima che possano trasformarsi in una catastrofe. Quindi, se e quando quel dipendente fa clic su un collegamento o installa un software tramite un’e-mail di phishing, puoi rilevare il problema e risolvere rapidamente la situazione, tutto dalla tua scrivania.

Considera l’intero contesto

Quando si tratta di IT e cybersecurity, il contesto è importante. Se le organizzazioni operano nel caos, è facile non notare segnali di allarme e problemi di sicurezza.

Con il giusto RMM e le integrazioni, il monitoraggio remoto fornisce agli MSP una torre di guardia per sorvegliare l’intera disposizione del terreno. Una dashboard può tenere traccia di ambienti, dispositivi, licenze, utenti e altro ancora. Ad esempio, una vista dall’alto può rivelare se un determinato utente sta scaricando un software non autorizzato, che potrebbe presentare dei pericoli, o se è presente un laptop in più sulla rete che non dovrebbe essere presente.

RMM: la prima linea della sicurezza

Per concludere, la difesa della sicurezza informatica richiede vigilanza continua. Con l’accesso ai sistemi dei clienti, agli strumenti e alla tecnologia per mantenere l’IT aggiornato gli MSP sono pronti per aiutare le PMI a difendersi dagli attacchi. Tutto inizia con il monitoraggio remoto, che può identificare numerosi rischi, rafforzare le aree vulnerabili e fornire una prima linea di difesa contro gli hacker.

Una soluzione RMM potente e completa per affrontare a 360 gradi le sfide dell’IT è, ad esempio, ConnectWise Automate: guarda questo Webinar On Demand per saperne di più.

Fonte: blog di ConnectWise

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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