I tuoi endpoint sono protetti con Avira Protection Cloud?

18 Marzo 2016

La lotta infinita fra i creatori di virus e le società che producono software di sicurezza è in evoluzione in quanto i creatori di virus hanno scoperto come funzionano gli antivirus e quindi oggi talvolta riescono ad aggirarli.
Inizialmente questa situazione ha messo i produttori di antivirus in una situazione di “difesa”, rendendoli incapaci di produrre e rendere disponibili velocemente aggiornamenti in grado di arginare il crescente numero di virus e malware.
Tuttavia Avira ha reagito alla grande.



 
Avira Protection Cloud: rilevamento quasi real-time
La risposta di Avira agli ultimi attacchi si chiama Avira Protection Cloud. Poiché l’analisi e il rilevamento dei virus viene eseguito nel backend del cloud, i malware, non avendo accesso al cloud di Avira, non possono sapere come funziona questa tecnologia e per loro sarà più difficile aggirarla.
Le risorse a disposizione di Avira Protection Cloud permettono di elaborare a grande velocità grandi quantità di dati diventando quindi molto più reattivo di quanto possa fare un tradizionale endpoint di sicurezza. I tempi di reazione dell’antivirus passano da “ore” a quasi real-time.
 
I tuoi endpoint stanno usando Avira Protection Cloud?
Benché la linea consumer di prodotti Avira abbia attivato automaticamente tale funzionalità,  non è detto che su tutti i computer aziendali questa funziona sia attiva.
 
Per essere sicuro che sia attivata sugli endpoint, puoi aprire l’interfaccia di Avira Antivirus Pro, andare in Extras->Configuration->General->Advanced Protection e verificare che sia abilitata la spunta Enable Protection Cloud.

Se stai utilizzando Avira Professional Security, puoi fare click con il tasto destro sull'icona e scegliere Configura, quindi Generale->Protezione avanzata e quindi abilitare Cloud Protection.
 
Perché Avira Protection Cloud impatta sulla privacy e sulla riservatezza?
APC è progettato per avere il minimo impatto possibile sulla privacy analizzando esclusivamente i file eseguibili o sospetti che posso rappresentare un pericolo per i computer.
Le informazioni utilizzate nel cloud non consentono di risalire o tracciare il comportamento degli utenti e nemmeno gli utenti stessi, e i dati raccolti non vengono ceduti a terzi in nessun modo.
Tuttavia nel processo di analisi un’impronta del file potenzialmente dannoso lascia il PC e viaggia verso il cloud di Avira ed è giusto che gli utenti siano consapevoli.
Nei file di log di Avira vien scritto quando interviene il cloud di Avira; si trova una cosa di questo tipo nei file di log:

[INFO] The file 'C:Downloadsflashplayer20_a_install.exe' was scanned with the Protection Cloud. SHA256 = 22225CAEEDC7E46CCC98AF1C6622C626F4D75A93B6A9976A2EED11B429E59188

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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