Soluzioni tecniche

Il concetto di porta nelle reti informatiche

11 Settembre 2014

Non riuscite a inviare posta elettronica: il vostro fornitore vi consiglia di verificare se la porta 25 è aperta.

E in effetti, una volta aperta la porta, le email cominciano a uscire.



Proviamo allora a spiegare che cosa rappresenta una porta in questa accezione
 
Per prima cosa, vale la pena annotare che qualunque comunicazione di rete ha bisogno di una sorgente e una destinazione.
Nel protocollo TCP/IP (ma non solo), l’indirizzo di connessione di ognuno di questi due terminali è composto da un indirizzo IP e una porta, separati dai due punti (:).

Che cos’è esattamente una porta nella scienza delle reti informatiche?
 
Ogni porta è rappresentata da un numero intero di 16 bit (tra 0 e 65535) che ha lo scopo di identificare l’applicazione a cui instradare il flusso di dati, in modo da differenziare le conversazioni tra gli host.
Un computer è così in grado di eseguire molteplici applicazioni, discernendo con assoluta certezza quale di esse abbia originato o debba ricevere il flusso di dati.
Allo stesso modo, grazie al numero di porta è possibile aprire più connessioni (ad esempio più pagine web con lo stesso browser), con la certezza che i dati saranno inviati all’istanza applicativa che li ha richiesti (e qui si introduce il concetto di socket port, di cui ci occuperemo in un prossimo articolo).

Lo standard IANA
 
La definizione dei numeri associati alle porte è regolato dalla IANA (Internet Assigned Numbers Authority) che ha definito tre spazi di numeri interi:
  • 0-1023 = Porte Well Known: porte riservate, utilizzate per i servizi e le applicazioni dei server e programmate di default sui client per accedere a tali servizi.
  • 1024-49151 = Porte Registrate: usate per servizi server privati (ossia non standard) e come porte dinamiche; se creiamo un’applicazione che deve in qualche modo accedere a Internet, dovremo usare un valore in questo range come porta server.
  • 49152-65535 = Porte Dinamiche o Private: dovrebbero essere usate solo come porte dinamiche, ad esempio per servizi passivi (FTP) o per applicazioni p2p.
Tu conoscevi già lo standard e l’importanza delle porte?
Autore
Furio Borsi
Si appassiona al mondo digitale fin da bambino, con il glorioso Commodore 64, sul quale si diverte a scrivere semplici programmi in Basic e modificare giochi. Nel 1990 riceve in regalo il suo primo PC (i386), seguito un paio d'anni dopo da un i486dx. In questi anni affina le sue attitudini al problem solving, scassando hardware e software e divertendosi a rimetterlo a posto. ;) Diventa così "quello che se ne capisce" per i suoi familiari e amici, arrivando a collaborare con alcuni studi professionali per la gestione del parco macchine e dei server Windows. Finito il liceo, studia DAMS con indirizzo multimediale a Bologna e Imperia. Nel 2002, dopo un anno sabbatico a Londra, lavora come sviluppatore junior in un'azienda che produce software per database territoriali in ambito Pubblica Amministrazione. In questo periodo si avvicina con passione a problematiche sistemistiche e di network management su reti estese. Nel 2007 entra a far parte dello staff di Achab, per cui si occupa di formazione e supporto, in particolare riguardo a Kaseya, e gestione del parco macchine e della rete.
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