Gestione IT

Il lavoro remoto resterà per sempre, non metterci solo una pezza

04 Settembre 2020

La pandemia scatenata dal Covid-19 all’inizio del 2020 ha cambiato per sempre la percezione di ogni cosa, e in particolar modo, a modificarsi drasticamente, sono state le abitudini dei lavoratori di tutto il mondo.

Recenti studi hanno fatto emergere il notevole aumento di persone che hanno iniziato a lavorare esclusivamente da casa rispetto a coloro che affermano di aver lavorato in remoto anche prima del lockdown.

In Italia, prima della pandemia, erano circa 500.000 ma in poche settimane dal lockdown si è arrivati a ben 8 milioni!

La situazione di emergenza ci ha portati ad assistere, nel corso di pochi mesi, ad un vero e proprio processo evolutivo senza precedenti:

  • fase 1 – Esplorazione delle opzioni: nessun “ordine restrittivo” ufficiale ma qui le aziende iniziavano a valutare varie opzioni nel caso in cui avrebbero dovuto far lavorare da casa i dipendenti;
  • fase 2 – La corsa allo smartworking: iniziano ad emergere all’improvviso i primi DPCM che hanno dato inizio allo stato di quarantena forzata, le aziende chiudono gli uffici e i lavoratori si trovano a dover fare i conti con il lavoro da remoto;
  • fase 3 – Pianificazione a breve termine: a questo punto nasceva il problema del rendere disponibili tutti gli strumenti necessari affinché il normale flusso di lavoro non venisse interrotto come PC, connessioni e così via;
  • fase 4 – Pianificazione a lungo termine: con il protrarsi della situazione di emergenza le aziende hanno iniziato a pensare a quali soluzioni avrebbero potuto garantire la continuità del proprio business nel tempo, indipendentemente dalla durata del periodo di quarantena;
  • fase 5 – Smartworking, una nuova realtà: la situazione attuale ci impone di iniziare a pensare in maniera flessibile e che nulla sarà mai (totalmente) come prima.

Secondo PwC (e non solo) il lavoro da remoto diventerà la nuova normalità e, addirittura, i CFO di tantissime aziende nel mondo stanno iniziando a pensare che questa sarà la soluzione permanente per tutti quei ruoli che lo consentono.

Uno dei motivi è sicuramente che ora anche i lavoratori si sono abituati a nuovi ritmi e abitudini. Addirittura in moltissimi affermano di essere ancora più produttivi a causa del tempo risparmiato sugli spostamenti e della diminuzione, per esempio, delle distrazioni dai colleghi o le riunioni.

Il dato di fatto è che nonostante alcune realtà riprenderanno ad accogliere i propri dipendenti in ufficio, il lavoro da remoto continuerà ad essere parte integrante delle strategie aziendali di tutto il mondo.

Capirai bene di cosa sto parlando, perché sicuramente né tu né i tuoi clienti sarete stati esclusi da questo processo evolutivo.

Ma come hai gestito la situazione? Quali soluzioni hai adottato? Sei sicuro di non aver messo solo una pezza in tutta fretta per tamponare una potenziale catastrofe?

Non accontentarti di una soluzione temporanea

La maggior parte delle organizzazioni, e sicuramente anche tu, hanno optato d’istinto per la VPN per supportare il picco di lavoratori che all’improvviso si sono ritrovati a casa.

Ma i risultati non sono stati buoni.

La corsa alla VPN ha generato un enorme collo di bottiglia perché in molti non sono riusciti a soddisfare la domanda inaspettata per via di licenze e capacità insufficienti.

E la user experience? Chiunque abbia mai usato una VPN sa che questo comporta rallentamenti, frequenti disconnessioni, ritardo nelle prestazioni quando si utilizzano le applicazioni…

Insomma non è una soluzione che favorisce la produttività.

Per non parlare poi della sicurezza, soprattutto in tutti quei casi in cui i dipendenti lavorano da casa ma con il proprio PC.

Se un PC è connesso tramite VPN alla rete aziendale, infatti, e per disgrazia dovesse prendere un malware… beh l’unica certezza su cui puoi contare sono i guai che dovrai gestire.

La VPN è una tecnologia vecchia, ed è giusto che anche lei prenda la pensione!

I prodotti di Virtual Desktop Infrastructure (VDI) come Citrix sono un’alternativa comune che molte organizzazioni prendono in considerazione. Ma anche in questo caso non sono famosi per essere efficienti, te ne ho già parlato vero?

La soluzione a lungo termine che stavi aspettando

Semplice, fruibile, veloce, no VPN, no VDI, nessun agente né setup. L’unica cosa che serve è un browser.

Fantascienza? No, Cameyo.

Se non ne hai mai sentito parlare, abbiamo preparato un ebook che puoi scaricare gratuitamente da qui. Al suo interno troverai una serie di consigli su come rendere il lavoro remoto efficiente e produttivo, sia per te sia per i tuoi clienti.

Tratto dal blog di Cameyo

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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