Business

Internet of Things (IoT) spiegato in parole semplici

05 Gennaio 2016

..e perché dovrai fare il backup del frigo e mettere l’antivirus sulle lampadine
 
Leggi ovunque la sigla IoT? Sulle riviste o sui blog tutti parlano sempre di Internet of Things?
È una parola di gran moda, non c’è che dire, ma tu sai cosa significa in pratica “Internet of Things”?
 
In questo post provo a spiegartelo con parole ed esempi comprensibili.
Partiamo da un dato preso dagli Stati Uniti: ogni 100 abitanti ci sono 25 “oggetti” connessi a internet.




I dispositivi “connessi” in qualche modo sono in numero sempre maggiore e producono una gran quantità di dati. Possiamo dire che questi dispositivi producono i “big data”, ovvero: tutti questi dispositivi messi insieme producono una gran massa dati che in qualche modo andrà gestita.
IoT avrà un impatto sul tuo ambiente informatico, quindi preparati a mettere l’antivirus sul lampadario e a fare il backup del frigorifero!
 

Cosa è IoT in pratica?
Per semplificare diciamo che si utilizza il termine IoT per riferirsi a tutti i dispositivi che in casa, in ufficio o in altri ambienti (negozio, stazione, aeroporto, autobus, ecc) si collegano a internet o sono interconnessi fra di loro tramite una rete.
In un ufficio ti puoi aspettare che PC server e stampanti siano collegati in rete. Ovvio.
In casa puoi aspettarti che la Playstation o il Nintendo siano collegati al web e forse hai anche una smart TV che si collega a internet.
Ti faccio l’elenco delle cose “connesse in casa mia”: 2 notebook, 1 router, 1 firewall, 1 telefono Voip, 1 stampante, 4 smartphone, 1 smart TV, 1 console per videgiochi. Non male direi.
Ma pensiamo più in grande, oggi ci sono moltissime “appliance” che utilizziamo quotidianamente: frigorifero, macchina del caffè, lavatrice, condizionatore e che presto saranno collegate a una rete.
Anche le luci sono un incredibile esempio di IoT. Se vuoi scoprire come è fatta una rete wireless di lampadine, ti consiglio questo link
 

Ma perché collegare un condizionatore o un frigo a internet?
La domanda nasce spontanea: perché mai dovremmo collegare questi oggetti a una rete o a internet?
Per semplificare, ottimizzare e risparmiare. Pensa ad avere la possibilità di gestire tutta la tua casa in maniera centralizzata senza la necessità di un intervento umano, e in grado di rispondere in tempo reale a eventuali cambiamenti dell’ambiente.
Se ti riesce difficile pensare a degli esempi di “gestione remota” della tua casa pensa invece ai vantaggi che potrebbero trarre le strutture mediche o la sicurezza nelle città.
Se avessi un pacemaker e questo potesse trasmettere automaticamente eventuali anomalie all’ospedale più vicino?
Le città di notte potrebbero aumentare la luminosità quando i sensori rilevano la presenza di persone e i semafori potrebbero riprendere il funzionamento quando vengono rilevate automobili in prossimità di un incrocio.
Si risparmierebbero soldi perché non si tiene sempre tutto acceso e si aumenterebbe la sicurezza stradale.
 
 
Ma se l’internet delle cose (la traduzione di “Internet of Things”) può davvero semplificare molto la nostra vita, c’è qualcuno a cui la vita viene invece complicata e se ti occupi di IT, la persona alla quale la vita viene complicata sei tu.
Perché IoT significa che l’IT sarà ancora più pervasivo e ci saranno ancora più cose da gestire, qualsiasi cosa alla fin diventerà un problema informatico.
Pensa solo a due aspetti: sicurezza e backup!
 

Implicazioni sulla sicurezza
È il problema maggiore di qualsiasi cosa venga collegato a Internet: la sicurezza
Più numerosi sono i device connessi a internet, più aumentano i punti di vulnerabilità.
In questo articolo viene mostrato come è semplice hackerare una rete di lampadine Wi-fi.
Ci sarà qualcuno che dovrà applicare le patch alle lampadine oppure dovremmo proteggere le lampadine con un antivirus apposito per l’Internet of Things.
L’azienda americana Webroot si è già lanciata in questo campo: http://www.webroot-iot.com  e applica gli stessi concetti anche agli antivirus per PC e server.
Se invece delle patch alle lampadine oggi sei alla ricerca di un sistema che ti aiuti a gestire e ad automatizzare l’applicazione delle patch su tutte le macchine ti consiglio di prendere in considerazione Autotask Endpoint Management.
 

Implicazioni su backup
Se siamo circondati da milioni di dispositivi che generano dati (i big data!) allora dovremo farcene carico e salvarli da qualche parte.
Lo so che se tu pensi al backup del gestionale o del tuo SQL server, ma pensa altri scenari.
Dove e come memorizzare tutti i dati che i pacemaker dei pazienti possono inviare in un ospedale?
Dove e come memorizzare tutte le configurazioni del frigorifero e delle lampadine?
Perché il problema è questo: se oggi va in crash il tuo SQL server del tuo gestionale, questo impatta tutto il personale che non può più lavorare e devi rimettere in pista le cose il più velocemente possibile.
Ma se va in crash il frigorifero o le lampadine, dovrai correre lo stesso per ripristinare le configurazioni perché la gente sarà al buio e i cibi andranno a male se il frigorifero non raffredda più.
Quindi preparati, perché gli scenari qui delineati sono molto più vicini di quanto si pensi.
 
Se in attesa di un backup per IoT, sei alla ricerca di un software semplice ed economico per il backup in ambiente Windows ti consiglio di prendere in considerazione BackupAssist.
Se invece sei più preoccupato per il restore perché pensi a senari di disaster recovery e business continuity allora il mio consiglio è di valutare Datto.
 

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato, lo utilizzeremo solamente per inviarti la notifica della pubblicazione del tuo commento. Ti informiamo che tutti i commenti sono soggetti a moderazione da parte del nostro staff.