Business

La firma dell’email: quanto è importante?

16 Dicembre 2013

La stragrande maggioranza delle comunicazioni tra un’azienda e i suoi clienti e fornitori avviene attraverso la posta elettronica.
L’email è dunque un veicolo dell’immagine dell’azienda verso il suo mercato, eppure se ne vedono di tutti i colori (anche in senso letterale 🙂 ).

E’ abbastanza curioso: carta intestata e biglietti da visita, due storici veicoli dell’immagine dell’azienda, magari si usano di meno ma si continuano a fare con le solite regole, mentre per l’email, che si usa molto più di frequente, vige una sorta di allegra anarchia.
 
Lo confermano i risultati del sondaggio che abbiamo fatto tra i nostri rivenditori e a cui abbiamo chiesto: "Quanti dei tuoi clienti hanno una policy aziendale per la firma nelle email?".

I risultati li vedete qui sotto. 

Sondaggio

Solo uno sparuto 5% dichiara che la maggioranza dei propri clienti ha una policy per le firme; il restante 95% ha clienti senza alcuna policy.
 
A questi ultimi abbiamo posto una seconda domanda, ossia gli abbiamo chiesto se il tema non interessa i clienti o se piuttosto non ne sono a conoscenza.
E qui la mia sorpresa, perchè la maggioranza ha risposto che il tema proprio non interessa
 
Siccome non penso che quelle aziende che si dicono disinteressate lascerebbero andare vestito in tuta un proprio commerciale a un incontro con un cliente, credo che il problema di fondo sia la sottovalutazione del fatto che, come l’abito del commerciale, anche l’email trasmette l’immagine dell’azienda e lo fa centinaia di volte la giorno.

Mi sbaglio?

Autore
Francesco Doveri

Sono nato a Roma nel 1967 ma naturalizzato milanese, visto che a Milano ci vivo dal 1977.
 
Dopo la Laurea in Ingegneria Elettronica nel 1994 al Politecnico ho fatto per due anni il matematico alla SISSA di Trieste; non avevo abbastanza talento e ho deciso di “andare a lavorare”.  
La mia frequentazione con l’ICT inizia in Unisys nel 1997; da allora ho avuto modo di fare esperienza di marketing e vendite presso un system integrator (Etnoteam), un operatore mobile (H3G), una start-up (Abla), e un vendor di software (Nuance).  Da maggio del 2007 sono direttore marketing di Achab.
 
Ho avuto una grande passione per la canoa fluviale; ho dovuto appendere pagaia al chiodo per sopraggiunti limiti di età.
Adesso mi piace molto andare in barca a vela ma non lo faccio abbastanza, mi piace anche passare il tempo con Sara ma non la vedo abbastanza :-)
 
Sono anche su Linkedin e Facebook.
Commenti (3)

Purtroppo hai ragione , e mi fai sentire in difetto.
Ciao e Buon Natale

Roberto De Fazio,

@Roberto. Non era mia intenzione scagliare la "prima pietra" … e le mie email non sono certo "senza peccato". La buona notizia è che l’obiettivo minimo, cioè non farsi notare negativamente (il commerciale in tuta), è facile e veloce raggiungere con un po’ di buon senso e di sensibilizzazione.
Buon Natale

Francesco Doveri,

assolutamente no

Stefano Cavalieri,

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