Soluzioni tecniche

La mia virtualizzazione di SAP con VMware

05 Dicembre 2012

Parliamo ora di un utilizzo delle tecnologie di virtualizzazione non solo mirato a ottenere sistemi di alta affidabilità, ma anche a ottimizzare l’hardware, gli ambienti di test e il collaudo.
L’architettura SAP in termini “sistemistici” è abbastanza complessa, soprattutto per il numero di macchine necessarie, ma anche perché i carichi che impattano sulle performance sono importanti.
Riporto la mia esperienza personale: sono intervenuto su un ambiente con undici server per gli ambienti di produzione, sviluppo e test, escludendo i servizi di base (Domain Controller, server di posta, file sharing, printer server…).


 

Il cliente in questione aveva due necessità:

  • rinnovare l’hardware (che era HP Gen 3);
  • ottenere un sistema di alta affidabilità.

Se avessimo seguito la strada del cluster applicativo, cioè se avessimo clusterizzato le istanze db, applicative, web e dei servizi di base, avremmo aumentato ulteriormente il numero di server e di conseguenza i costi per l’acquisto e la manutenzione dell’hardware e per lo spazio in data center.
Stiamo parlando di un’installazione che serve 140 utenti, numero non impressionante ma nemmeno da sottovalutare: qualsiasi blocco o fermo operativo ha un impatto notevole sulla produttività del personale.
Quindi la strada che abbiamo seguito è stata creare un ambiente vSphere dove è stata virtualizzata la precedente architettura fisica.
Chiaramente per le macchine db devono essere seguite alcune best practice, che sono disponibili in alcuni whitepaper VMware proprio per ottimizzare le performance, ma che non sono nulla di trascendentale e che in linea di massima sarebbero utili anche per un ambiente fisico.
I server fisici con questa soluzione sono diventati: due host, uno storage e una libreria nastri.


Hardware

Server

  • HP DL580R Gen 7;
  • RAM 196Gb ciascuno.

Datastore

  • HP P6500 EVA.

Backup

  • HP MSL2024;
  • VMware VDR.

Software

vSphere 5.x Enterprise Plus.

Macchine virtuali

14 macchine divise in:

  • 1 vCenter;
  • 1 di monitoraggio;
  • 2 DC;
  • 6 produttive;
  • 3 di sviluppo;
  • 1 di test.

Ci sono due ulteriori aspetti da considerare

Il primo relativo al provisioning dell’ambiente di test, che in caso di un ambiente virtuale diventa molto veloce e semplifica le problematiche di recovery, pur considerando che l’ambiente è complesso. Ciò ha particolare peso nel caso in cui il cliente abbia certificazione ISO. Al fine di certificare l’installazione, è necessario avere un ambiente di test e pre-produzione.
Il secondo aspetto da considerare è la licenza vSphere: nel nostro esempio è di tipo enterprise, nel caso di un’eventuale installazione di un sito remoto di disaster recovery basato su Site Recovery Manager. Effettivamente sarebbe stato possibile pensare anche a una licenza SMB (Essential Plus) utlizzando l’appliance di Replication inclusa in questa versione (per approfondire, rimando al mio post precedente), se non fosse una novità della versione vSphere 5.1.
Il motivo della mia scelta ha una duplice ragione:

  • la scalabilità;
  • la possibilità di implementare una soluzione con Site Recovery Manager.

Quali sono i miglioramenti e i vantaggi ottenuti?

  1. Miglioramenti delle performance dell’ambiente SAP in ambiente virtualizzato. Riporto i dati relativi a un test di stress eseguito su un singolo nodo (doppio processore 6 core): 
  • Numero di SAP SD benchmark user: 4.600.
  • Tempo di risposta medio: 0,99 secondi.
  • Elementi processati all'ora: 502.330.
  • Dialog step all'ora: 1.507.000.
  • SAP: 25.120.
  • Tempo di richiesta medio del database: 0,017/0,029 secondi.
  • CPU del server centrale utilizzata: 98%.
  • Sistema operativo del server centrale: SuSE Linux Enterprise Server 11 SP1 su VMware vSphere 5.0.
  • RDBMS: MaxDB 7.8.
  • SAP Business Suite software: SAP enhancement package 4 per SAP ERP 6.0.

Un altro elemento che pesa in maniera considerevole sulle performance in favore dell’ambiente virtualizzato è che i server virtuali che dialogano tra loro in rete, se opportunamente configurati, lo fanno attraverso l’infrastruttura virtuale, quindi i pacchetti che vengono trasmessi per esempio tra il database server, il server applicativo e il front-end web in realtà potrebbero non uscire sugli apparati fisici, ma colloquiare all’interno dell’infrastruttura virtuale.
Volendo quindi disegnare soluzioni che siano performanti anche verso sedi remote, potremmo estendere il concetto di virtualizzazione o remotizzazione verso i client (View, Citrix, Terminal server…).
In questo modo tutta la catena applicativa risiede in un sistema che massimizza le performance oltre ai vantaggi dell’architettura ad alta affidabilità.

  1. In base alle nostre interviste presso i clienti e alla misurazione dei tempi di risposta, possiamo affermare che gli utenti riscontrano quotidianamente che l’ambiente SAP nel quale lavorano è snello e dinamico e le operazioni vengono eseguite rapidamente, con una forte diminuzione dei tempi di attesa rispetto alla soluzione fisica.
  2. La virtualizzazione dell’ambiente SAP ha permesso di creare un ambiente di alta affidabilità che garantisce la continuità di servizio anche in caso di down di un host della rete.
  3. Significative riduzioni del TCO dell’ambiente SAP (vedi questo documento VMware con una serie di analisi precise sul tema).
  4. I costi a livello di hardware si sono notevolmente ridotti: si consideri che l’architettura SAP è composta da più macchine applicative. Per dare un'idea (senza citare le marche):

VMware

  • 2 server 96gbram, due processori: 5.170 euro l'uno;
  • 2 interventi assistenza hardware: 1.144 euro l'uno;
  • storage: 36.000 euro;
  • licenze VMware: 6.750 euro;
  • totale: 55.378 euro.

Macchine fisiche

  • 13 server 8gbram, due processori: 3.150 euro l'uno;
  • 2 interventi assistenza hardware: 1.144 euro l'uno;
  • storage: 36.000 euro;
  • totale: 79.238 euro.
  1. La virtualizzazione dell’ambiente SAP ha permesso di creare un ambiente test clone di quello di produzione, semplificando e riducendo drasticamente i tempi dei test applicativi (da giorni a ore).
  2. Ottimizzazione e semplificazione della gestione delle operazioni grazie all’automazione degli ambienti virtualizzati.

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Autore
Stefano Contato
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