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L’inferno dell’optout

15 Maggio 2012

Questo post non riguarda solo gli eroi dell'IT, ma chiunque abbia una casella di posta elettronica.
Per quanto chi fa il nostro mestiere abbia in media la mailbox da più tempo (la mia ha sedici anni!) e quindi sia più soggetto al bombardamento di mail di ogni tipo, tutti quanti sono inondati da tonnellate di comunicazioni elettroniche con periodicità varie.
Nel 1996, o giù di lì, faceva piacere ricevere mail, per cui ci si iscriveva con disinvoltura a ogni genere di comunicazioni.
Ora le cose sono cambiate e si cerca in ogni modo di disiscriversi dalle newsletter, ma non sempre questa operazione è semplice, a seconda di chi è l'estensore degli ameni messaggi.
Ho pensato quindi di catalogare tali mittenti a seconda della modalità con cui ci consentono di fare optout – cioè rimuoverci dalla loro lista di distribuzione – collocandoli in gironi di crescente dolore, secondo la lezione del Sommo Poeta.

L'inferno dell'optout

Gli Onesti

Questa categoria comprende coloro che piazzano un bel link in calce alle loro comunicazioni, cliccando il quale si finisce dritti nel database facendo l'unsubscribe.
Niente domande, niente conferme: rimossi per sempre dall'invio di numeri di newsletter.
Lunga vita agli onesti!
Possa Beatrice accompagnarli a lungo (mentre fa check mail sull'iPad celestiale).

Gli Onesti Petulanti

Gli Onesti Petulanti ti mandano una mail al momento della disiscrizione.
Attenzione: non è una mail in cui chiedano conferma (per questo vedi la sezione dedicata agli Immorali). Vogliono solo dare riscontro che ti hanno cancellato. E darti la possibilità di iscriverti nuovamente qualora ti fossi disiscritto per sbaglio.
Auguro lunga vita anche a questa categoria di brave persone dai buoni principi; penseranno essi stessi ad accorciarsela.
Quanto a Beatrice, parrà anche tanto gentile e tanto onesta ma non possiamo escludere che si possa stufare del precisini di turno.

Gli Esecrabili

L'Esecrabile mette un link nella mail per consentirti di rimuoverti dalla sua orrida lista di distribuzione.
Ma questo link non porta a una pagina di struggente commiato (sorry to see you go), bensì a una form in cui inserire il tuo indirizzo di mail.
Permettimi di ripetere, perché trovo il concetto affascinante: per non ricevere la pletora di messaggi inutili, insignificanti e che con ogni probabilità non hai richiesto, DEVI inserire il tuo indirizzo di mail in un campo di input.
A parte il fatto che il primo pensiero è che stai dando conferma allo spammer che il tuo indirizzo è proprio giusto: loro lo hanno generato casualmente ma ora tu vi apponi l'imprimatur.
A parte questo, dicevo, è davvero incredibile l'arroganza di questa richiesta.
Permission marketing? Sì certo, come no.
Siccome non vuoi più ricevere le loro comunicazioni devi pagare pegno, faticare.
La pena del contrappasso degli Esecrabili consisterà nell'inserire a mano in apposita form gli elenchi telefonici di Shanghai, Mumbai e Istanbul.
Una volta finito, una corruzione del database (non backuppato) li costringerà a ricominciare.
PS
Se l'Esecrabile mette un captcha accanto al campo per inserire l'indirizzo di mail (non si sa mai che un robot benefico gli disiscriva tutti gli indirizzi della terra) aggiungiamo alla pena le pagine gialle di Karachi, Delhi e Mosca.

I Flagellanti

Questa categoria di inviatori compulsivi è molto difficile da avvistare ed è spesso confusa con i Criminali.
I Flagellanti amano infliggersi dolore da soli e non danno istruzioni per disiscriversi, costringendoti a mandare la classica mail: "Per-favore-mi-rimuovete-da-questa-lista-grazie", declinata diversamente a seconda dello stato d'animo.
Ebbene, il Flagellante legge la tua mail (in questo si distingue dal Criminale) e ti rimuove a mano.
Efficienza non è una parola che appartenga al vocabolario del Flagellante: o questi ha molto tempo e molti soldi, oppure gioisce nella sofferenza. I Flagellanti solitamente non amano l'IT Automation.
I Flagellanti possono essere recidivi e commettere errori (come chi non ama l'IT Automation, del resto) per cui omettono di disiscriverti.
In questo caso bisogna portare grandissima pazienza e scrivere nuovamente, reiterando la richiesta.
Al terzo giro di recidività passano diretti al girone dei Criminali.
Il supplizio per i Flagellanti è un'eternità di efficienza dove si fa monitoraggio, si oliano i torni e si automatizza il patch management, costringendoli così ad avere tempo per pensare.

Gli Immorali

Gli Immorali muovono i primi passi da una qualsiasi delle categorie descritte.
Ma aggiungono un ingrediente letale: la mail di conferma della disiscrizione.
Una specie di doppio optin al contrario, qualora qualche burlone ti volesse disiscrivere per dispetto dalla pregevole pubblicazione.
Riassumiamo: tu annunci il tuo desiderio di fare unsubscribe e attendi l'agognata mail con cui confermare che lo vuoi fortissimamente. Ricevutala, clicchi il link in essa contenuta e a quel punto (forse) il tuo indirizzo di mail sarà cancellato dalla lista di distribuzione.
Se tale mail viene intercettata dal filtro antispam sono affari tuoi: vattela a cercare negli Indesiderati e non rompere le scatole, tanto lo sappiamo tutti che il tuo tempo non vale nulla.
Gli Immorali vedono raddoppiare lo strazio loro comminato.

Gli Ignobili

L'Ignobile non ti consente di interagire con il suo database: se lo tiene stretto.
Le istruzioni in calce alla loro comunicazione spiegano che quello che puoi fare, se proprio ne hai voglia, è mandare una mail.
A volte vuota – ma che gentili – ma non è detto; potresti dovere scrivere qualcosa nel subject. Remove, Unsubscribe, Spada di Legno: le possibilità sono molteplici.
Il problema è che all'Ignobile sfugge il concetto di alias: qualche anno fa usavi come indirizzo di mail nome@tuaazienda.it (e con quello compari nel database dell'Ignobile) ma poi hai deciso di passare al più comune nome.cognome@tuaazienda.it e con esso hai configurato il tuo client di mail. Nel tuo pretenzioso egocentrismo hai lasciato il precedente indirizzo di mail come alias dell'attuale per ricevere messaggi che fossero ancora mandati al vecchio indirizzo.
Ed è proprio per questo che ricevi i numeri della newsletter dell'Ignobile.
Quando scrivi all'Ignobile come nome.cognome@tuaazienda.it questo indirizzo non viene riconosciuto perché il turpe essere ti conosce come nome@tuaazienda.it per cui non ti disiscrive. La vetta più alta di ignominia è raggiunta quando in questa circostanza ti manda una mail sgridandoti perché il tuo indirizzo non compare nel suo sistema.
Secondo l'Ignobile dunque dovresti riconfigurare il client di mail per disiscriverti.
L'Ignobile non potrà usare mai più un client di mail; niente Outlook, niente Thunderbird, manco Pine.
Nei secoli dei secoli dovrà fare telnet sulla porta 25 e via con helo, from, rcpt, eccetera. Vediamo se gli passa la voglia di mandare messaggi indesiderati.

I Criminali

Apparentemente simili ai Flagellanti, in realtà non solo non danno istruzioni sulla disiscrizione, ma se ne infischiano bellamente delle vostre patetiche mail in cui chiedete di essere cancellati.
La maggior parte dei messaggi dei Criminali sono intercettati dai filtri antispam ma alcuni passano e, ahimè, non si tratta solo di procacciatori di viagra contraffatto ma anche di rispettabili aziende italiane.
A loro va tutto il nostro disprezzo e l'augurio di confondere l'usb con l'ups e di beccarsi 220 volt sulla loro chiavetta del CENSURA che, una volta abbrustolita, possono infilCENSURISSIMA.
I Criminali avranno come ospiti inattese la loro suocera con quella sua amica zitella che adesso ha qualche problema all'anca e che non ama il governo.
Ospiti inattese a pranzo, a cena e a merenda.
Pranzo, cena e merenda di tutti i giorni per l'eternità.
E il suocero starà di là a guardare il gran premio in televisione con il volume a manetta.

Spam

Concludo con una menzione ai messaggi in calce alle newsletter, in cui sono inserite le istruzioni di disiscrizione.
In alcuni di essi ci sono autentiche perle che valgono dei premi extra, un po' come il Leone d'oro alla carriera.
Visto il taglio dantesco di questo post, parleremo di Lucifero d'oro.

Il Lucifero d'oro per il ridicolo va a chi scrive che: "Questa mail non è Spam perché i nominativi sono stati acquisiti sulla guida X", oppure perché gli indirizzi sono stati trovati su Internet… Erano lì, incustoditi e allora li ho presi.
O ancora meglio: "Questa mail non può essere considerata spam perché bla bla bla": sublime!
Della serie, "basta affermare le cose con piglio deciso perché queste siano vere". Che i cani volino!

Il Lucifero d'oro per l'idiozia va alla seguente frase che – giuro – ho trovato in fondo a una comunicazione promozionale: "Se non ne siete i corretti destinatari, con la presente siete informati che non vi è assolutamente permessa alcuna divulgazione". Anche all'estero non vogliono essere da meno: "This email is confidential. If you are not the intended recipient, you must not disclose or use the information contained in it".
Sicuramente un atteggiamento empatico e che subito "capta la benevolentia" di quello a cui stai sottraendo tempo rifilandogli della pubblicità. E ancora, se anche io, esaltato dai contenuti travolgenti, inoltrassi l'immortale avviso a tutti i miei amici, sarebbe così male? Mai sentito parlare di viralità?

E tu, quali altri tipi di dannati conosci per l'inferno dell'optout?

Autore
Andrea Veca
Sono nato nel 1967 a Milano dove ho frequentato con successo le elementari di via Stoppani. Qualche anno dopo, nel 1992, mi sono laureato in ingegneria elettronica, al Politecnico di Milano. Nel frattempo ho conseguito un master presso il centro Cefriel nell'area Network Systems; spiegare agli stranieri come il diploma di master sia arrivato prima della laurea è sempre motivo di grande divertimento. In attesa di servire lo Stato ho trascorso qualche mese a Vienna, lavorando per la società di consulenza Austroconsult (che bella Vienna, chi vi dice che è una città morta non ci è mai stato). Alla fine lo Stato l'ho servito e sono stato ufficiale di complemento in Marina: un anno a Roma a occuparmi di sicurezza dell'informazione, anzi di come sfondare l'altrui sicurezza dell'informazione (che bella Roma, chi vi dice che non è la città più bella del mondo non ci è mai stato). Congedatomi nel 1994 ho costituito Achab il 19 luglio insieme ad alcuni amici. Visione chiara, richiamo della missione, do or die, opportunità da non perdere? Macché: puro caso e poche idee (confuse). Verso la fine del 1998 padroneggiavo il concetto di fattura quando è cominciato il delirio dot com che ci ha fatto trascorrere due o tre anni pieni di follia e divertimento. Due tentativi di acquisizione, la possibile entrata nel capitale di una merchant bank (qualche giorno prima dell'undici settembre abbiamo pensato che non fosse il caso di concludere: è andata bene a entrambi) e una pletora di progetti assurdi in cui si lanciava con grande spregio dei fondamentali. Nel 2003 ci si è dati tutti una calmata. Nel 2007 ho costituito una nuova società, CiDica, destinata a rivoluzionare il modo in cui si erogavano i servizi IT. Ero fermamente determinato a non ripetere gli errori commessi ai tempi della nascita di Achab. E ho mantenuto questa promessa; in compenso ne ho fatto una valanga di altri per cui, visti i cieli plumbei del 2008, ho pensato di liquidare il tutto prima che qualcuno si facesse male. Oggi continuo a lavorare in Achab con grande soddisfazione. Lavoro attivamente a RadioAchab, il podcast per chi si occupa di IT. Appena posso vado a parlare da chi ha voglia di ascoltarmi. Se ti serve un keynote speaker, fammi un fischio. Mi trovi su LinkedInFacebook e Twitter. 31/1/2020: a Pontedera per festeggiare i quarant'anni di PC System Andrea Veca keynote speaker per i 40 anni di PC System 30/1/2020: a Cesenatico a parlare di Comanaged IT a #TCON2020, organizzata da T-Consulting Andrea Veca keynote speaker a TCon2020 organizzata da T-Consulting
Commenti (1)

Aggiornamento che richiederebbe un nuovo girone.

Ricevo consueta mail non richiesta che riporta questo footer:

Riceve questa email perchè il Suo indirizzo è iscritto nel Database di Exxxs Communication o perchè segnalatoci da un nostro utente.
Nel caso in cui questa comunicazione non fosse gradita o comunque non volesse più ricevere comunicazioni interessanti e vantaggiose sulle nostre iniziative, la preghiamo di scusarci sin da ora e di inviare un messaggio di risposta mettendo nell’oggetto la sola dicitura "CANCELLA xxxx@yyyyy.it". Sarà cancellato immediatamente.

Già questo è abbastanza demenziale ma decido di provarci e mando la mail.
Risposta: "user is over quota".
Sublime!

Andrea Veca,

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