Cybersecurity

Lo stato del ransomware nel 2016 secondo il canale

05 Ottobre 2016

Datto, fornitore di soluzioni di business continuity, ha recentemente pubblicato un report sullo stato dell’arte dei ransomware nel 2016.

 

L’aspetto interessante del report è che non si tratta della “solita generica analisi”, ma di una raccolta dati che arrivano dal campo. Infatti per compilare il survey sono stati intervistati 1.100 fornitori di servizi IT provenienti da USA, Canda, Australia, Regno Unito e altri Paesi nel mondo in cui è presente Datto.

Gli intervistati hanno dovuto compilare un survey nel quale hanno “confessato” i problemi che hanno avuto con Cryptolocker e i suoi derivati: quello che ne esce è una fotografia oggettiva della diffusione del ransomware, di quante volte colpisce le imprese e di quali siano le soluzioni per proteggersi.

 

 

Anche se ti consiglio di scaricare il documento ti anticipo alcuni degli aspetti più interessanti:

  • il 91% dei fornitori di servizi IT ha avuto clienti infetti da ransomware, e di questi il 40% ha avuto uno o più attacchi solo nell’ultimo anno;
  • la causa principale di infezione sono le email;
  • meno del 25% delle infezioni viene denunciato alle autorità;
  • il pagamento del riscatto non garantisce di riavere i dati: il 7% dichiara di aver pagato per nulla;
  • il ransomware colpisce quasi sempre Windows, ma anche OS X, Linux e Android non sono immuni;
  • le applicazioni cloud non sono sempre immuni da infezioni  di ransomware;
  • la soluzione migliore contro il ransomware è avere un sistem di disaster recovery & business continuity.

Giova ripetere che la miglior difesa è la prevenzione: le tecnologie di protezione totale di  Datto permettono a studi professionali e aziende di riprendere a lavorare immediatamente anche in caso di infezione da Cryptovirus.
 
Buona lettura!
 

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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