Soluzioni tecniche

Meno male che c’è la replica: storie di vita (informatica) vissuta

19 Marzo 2013

Venerdì sera, ore 19.
Ci apprestiamo a migrare nella nuvola il nostro server di posta.

Migrazione in-the-cloud

Il nostro data center dopo anni di onorato servizio lascia spazio al cloud, quello vero.
Sono mesi che ci prepariamo a questo "evento": abbiamo pianificato tutto nei minimi dettagli.
Il nostro piano d’azione è stato raffinato settimana dopo settimana, non può fallire:

  • trovare il fornitore di cloud;
  • creare l’infrastruttura in the cloud;
  • verificare i puntamenti DNS, la VPN e i database

Abbiamo già fatto un test qualche settimana prima per verificare di migrare a colpo sicuro.
Tutto programmato a puntino per minimizzare i possibili disservizi.
Oltre al server di posta vero e proprio, su quel server girano dei servizi correlati, come l’applicativo per la posta elettronica certificata e per l’archiviazione automatica della nostra corrispondenza elettronica.
Fermiamo tutti i servizi per non rischiare di avere dati fuori sincronia e facciamo un ultimo backup qualche minuto prima della migrazione su un’unità NAS di rete.

Bene: migriamo.

Tutto procede regolarmente.
D’altro canto, è un lavoro programmato con meticolosità da mesi.
Fine della migrazione: andiamo sul NAS di rete dove abbiamo fatto i backup un’ora prima e dove risiedono anche tutti i precedenti backup… Ma non riusciamo a raggiungerlo, che strano.
Non va nemmeno il ping… Uhm.
Chiamiamo il supporto 24×7 del datacenter e chiediamo al tecnico di turno di andare a verificare se sul NAS c’è qualche luce.

"Non ci sono segni di vita, mi dice cosa devo fare?".
"Provi a staccare la corrente e riaccarla, per favore".
"Io ho fatto, buon lavoro".

Aspetta e aspetta, il ping continua a non andare.
Assaliti da un agghiacciante dubbio lanciamo su una macchina che sta sulla stessa rete del NAS un discovery con il software fornito dal produrre del NAS.
Il NAS viene trovato, ma su un IP diverso da quello fisso che era stato assegnato staticamente.
Ci colleghiamo all’interfaccia web e vediamo che è ripartito in "factory default", non solo senza configurazione, ma senza nessun dato.
Le parolacce non si addicono a questo blog…

Meno male che per best practice i dati di backup del data center vengono replicati con la nostra sede di Milano.
Qualche tempo in più per recuperare i dati via VPN, ma possiamo concludere la migrazione senza troppi mal di pancia.
Questo mi insegna che la replica non è una best practice: è indispensabile esattamente quanto un buon backup!

A te è mai successo qualcosa di simile?

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
Commenti (4)

Mi chiedo…Ma possibile che il backup fatto appena prima della migrazione non abbia dato un esito di qualche tipo? errore o buon fine? e che razza di Nas si riavvia perdendo, oltre all’indirizzo statico anche i dati memorizzati magari su dischi ridondati?

Bruno Finotti,

Caro Bruno, sono allibito quanto te, anzi piu’ di te perché questa storia mi è successa davvero.
Il backup è andato a buon fine, ci mancherebbe.
Anche io non volevo credere che dovo aver spento il NAS questo non ne volesse sapere piu’ di restituirmi i dati…e ti assicuro che er un NAS "di marca".

Claudio Panerai,

Allora è proprio un caso tipico di "legge di Murphy" amplificata. In questi episodi, che nel nostro campo non sono purtroppo rari, occorrono ridondanze multiple, concordo.

Bruno Finotti,

Ciao Bruno,

io credo che il lavoro di chi si occupa di IT siamo di "limitare i danni" lavorando al meglio.
Che il software e l’hardware abbiamo dei problemi è noto da sempre.
E poiché lo sanno tutti, non si puo’ parlare sempre e solo di sfortuna e dare la colpa a un sofwtare o a un apparecchio.
Poiché lo sappiamo che è così dobbiamo lavorare al meglio affinché il danno di eventuali rotture causi meno problemi possibile.
E questa regola vale sia per sistemi semplice (esempio avere un router di scorta) sia per sistemi piu’ complessi (avere un firewall in alta affidabilità) sia per sistemi ancor apiu’ complessi dove è richiesta ridondanza hardware e ridondanza dei dati.

Claudio Panerai,

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