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Non vuoi lasciare Windows Server 2003? Allora paghi…

02 Luglio 2015

Il titolo è un po’ provocatorio, lo ammetto, ma non è menzognero.
Il supporto ufficiale di Microsoft per sistemi basati su Windows 2003 infatti cesserà il 14 luglio 2015.
Ci siamo quasi ormai.
Dire quanti sono ancora i server con Windows 2003 è difficile, ma sicuramente in tutto il mondo, e quindi anche in Italia, sono un numero impressionante.



 

Cosa succede, in pratica, se le aziende non migrano i loro sistemi a Windows 2012 o ad Azure (il cloud di Microsoft)?
Ve lo spiego in maniera chiara e inequivocabile.

Tutti i prodotti Microsoft hanno un loro ciclo di vita e Microsoft non ha mai nascosto le date di fine supporto, per cui le politiche sono chiare fin dall’inizio.
Siccome tante aziende prendono sottogamba la questione, tanti consulenti fanno finta di nulla e molti resteranno ancorati al vecchio sistema operativo, ecco che Microsoft ha reso noto che sta facendo sul serio.

Se un’azienda chiederà supporto su un server Windows 2003 dopo il 14 luglio 2015 dovrà pagare 600 dollari all’anno per ogni server Windows 2003.
 
Ti lamenti che il tuo capo non ne vuole sapere? Il tuo cliente fa orecchie da mercante e non migra?
So bene che spesso non è molto difficile convincere un tecnico della necessità di migrare a un sistema operativo più recente,  il difficile è però convincere i manager, i dirigenti o il capo.
 
Visto che mancano pochi giorni alla fine del supporto per Windows 2003, se in azienda hai ancora questo sistema operativo o i tuoi clienti hanno questo sistema operativo io, a loro, scriverei una email fatta come quella di seguito.
 
 
Oggetto: fine supporto per i nostri server
 
Caro boss,
 
il 14 Luglio Microsoft smetterà di supportare il sistema operativo Windows 2003 che tiene in piedi la tua azienda.
Ti faccio qui di seguito una sintesi di cosa significa.
 
Sicurezza e supporto
La fine del supporto per i nostri sistemi significa che da quel giorno non sarà più possibile avere gli aggiornamenti migliorativi del sistema e non ci saranno ulteriori aggiornamenti per difendersi da attacchi informatici.
Fondamentalmente se verranno scoperti nuovi problemi, questi non saranno risolti.
 
Cosa succederà
Le macchine, come le nostre, che eseguono Windows 2003 saranno più esposte agli attacchi perché nessuno si occuperà di chiudere le eventuali falle.
Prima o poi succederà che un software della nostra azienda non sarà più compatibile con Windows 2003 e allora dovremo migrare forzatamente e di corsa.
Prima o poi succedere che non potremo usare il software che usiamo oggi.
 
Cosa non succederà
Non ci sarà nessuna bomba che esplode: i nostri sistemi continueranno a funzionare, ma non verrà fatto nulla per migliorarli.
 
Cosa otteniamo se lasciamo il vecchio sistema

  • Diminuiamo i costi complessivi di supporto;
  • avremo un sistema più moderno che supporta tutte le nuove tecnologie (smartphone e cloud);
  • possiamo aumentare la sicurezza con sistema di crittografia integrato (Bitlocker);
  • avremo delle tecnologie che ci permettono di mettere due servizi all’interno di un solo server (Hyper-V), risparmiando.

 
 
Caro Boss, se quello che ho scritto fino a qui ti lascia indifferente, quello che leggerai adesso credo ti interessi di più:
Dopo il 14 luglio se c’è qualcosa che non va sui server Windows 2003 e devi avere supporto… dovrai pagare a Microsoft 600 dollari per ogni server.

Se credi che io sia impazzito cerca su Google queste parole
microsoft chiede 600 dollari supporto windows 2003
 
Se sei interessato a parlare di come aggiornare i nostri sistemi, sai dove trovarmi.

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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