Gestione IT

Perché gli MSP sono fondamentali per il lavoro remoto

10 Settembre 2020

Se sei un lettore di questo blog avrai notato che di recente ho parlato spesso di come la pandemia di Covid-19 abbia sconvolto il business dei tuoi clienti, costringendoli ad adottare modalità di lavoro del tutto nuove per loro, come lo smart working.

Ma i tuoi clienti non sono stati gli unici a dover affrontare nuove sfide. Il loro cambio di modalità di lavoro, di riflesso, ha anche un grosso impatto sulla tua vita lavorativa.

Questo perché sei tu il loro punto di riferimento quando si tratta di IT.

Con i tempi che corrono, da un giorno all’altro potrebbe chiamarti un cliente o il suo IT manager e dirti “Guarda, abbiamo deciso di far lavorare tutti i dipendenti da remoto a partire da lunedì”.

La risposta più sensata a questa domanda sarebbe un’altra domanda:

“Sì, ma… lunedì di quale settimana? Di quale mese?”

Ma con ogni probabilità la risposta sarebbe “Lunedì prossimo”.

Perché uno degli elementi che finora è mancato quando si trattava di abilitare il lavoro remoto per un cliente, è quello dell’urgenza. Era improbabile che un’azienda decidesse dall’oggi al domani di far lavorare alcuni o tutti i dipendenti da casa.

Quindi tu avevi tutto il tempo di studiare un modo, il meno doloroso possibile, per far accedere gli utenti alle loro applicazioni, fornire loro gli strumenti adeguati e formarli sulle tecnologie adottate.

Ora questa possibilità non esiste più.

Le sfide per gli MSP

Gli MSP (Managed Service Provider) come te hanno quindi dovuto affrontare una serie di sfide del tutto inedite.

All’improvviso i clienti si sono ritrovati ad aver bisogno di accedere alle loro applicazioni business critical:

  • Velocemente: i sistemi più utilizzati per il lavoro remoto sono soluzioni di virtual desktop infrastructure (VDI) o Desktop as a Service (DaaS). Il problema è che ci vogliono mesi per mettere in pista queste soluzioni, oltre al fatto che spesso richiedono che vengano installati dei software sui device, cosa non semplicissima quando i dipendenti lavorano con dispositivi non aziendali. Se devi far lavorare da remoto il tuo cliente “lunedì”, allora non puoi puntare su queste soluzioni.
  • A costi contenuti: sia le soluzioni VDI che quelle DaaS richiedono un grosso investimento da parte tua e quindi da parte del cliente.
  • Su qualsiasi dispositivo: quando dico “su qualsiasi dispositivo” non intendo solo dire che c’è bisogno di garantire l’accesso alle applicazioni Windows anche su Mac, Linux o Chromebook, anche se questo aspetto è comunque fondamentale. Per “qualsiasi dispositivo” intendo anche i device personali. Il problema è che questi device non sono gestiti da te e non sono sicuri.
  • In modo sicuro: dare accesso ai tuoi clienti alle applicazioni che usano per lavorare non basta. Se sul loro device personale si annida un malware cosa fai? Servirebbe una soluzione in grado di far viaggiare su due binari diversi il dispositivo usato (e il suo sistema operativo) e l’applicazione.

Come fai a garantire tutto questo ai tuoi clienti? In sintesi: come fai a rendere il lavoro remoto semplice, flessibile, sicuro

Virtualizzando le applicazioni business critical dei tuoi clienti e rendendole sempre disponibili da browser.

Se detta così può sembrare un’operazione complessa e costosa, ti garantisco che non lo è affatto se sai come muoverti e quali tool utilizzare.

Se ti interessa approfondire la questione, abbiamo preparato un webinar On Demand in cui ne parliamo: dai un’occhiata e scopri di più!

Tratto dal blog di Cameyo

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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