Gestione IT

Perché le VPN non sono la soluzione per il lavoro remoto

22 Luglio 2020

Durante la prima parte del 2020, a causa della pandemia globale, moltissime aziende in tutto il mondo sono dovute correre ai ripari per consentire a milioni di persone di poter lavorare da remoto.

Indovina qual è stato lo strumento principale del quale si sono avvalse la maggior parte di queste?

Già, la VPN!

Sicuramente anche i tuoi clienti lo avranno fatto.

Sebbene sia lo strumento più diffuso, non significa che sia il più produttivo.

I rischi legati alla sicurezza

Per capire il motivo della mia affermazione basta pensare a cosa effettivamente fa la VPN: proteggere direttamente il collegamento tra la rete aziendale e il dispositivo usato a casa dal dipendente.

Il problema è che molti dipendenti usano il proprio PC personale per lavorare e questo, non essendo monitorato e gestito dall’azienda potrebbe essere infetto da malware.

Quello che potrebbe verificarsi è un po’ la versione informatica del Covid-19: se un tuo cliente facesse entrare un PC infetto all’interno del network aziendale, il malware avrebbe gioco facile nel propagarsi rapidamente in tutta la rete.

Ma anche nel caso in cui un tuo cliente disponesse di un laptop aziendale, come fai a sapere che usa sempre e solo quello per lavorare?

Ora prendiamo il migliore degli scenari possibili: il tuo cliente lavora da casa, con il PC aziendale collegato alla VPN.

Qual è il rischio? Quella macchina si troverebbe comunque connessa a una rete poco sicura come quella domestica.

Quando si tratta di sicurezza quindi, la VPN non è la soluzione perfetta per lo svolgimento del lavoro da remoto.

L’alternativa ideale sarebbe quella di consentire ai dipendenti l’accesso via browser a tutte le applicazioni di cui hanno bisogno da qualsiasi dispositivo.

In questo modo garantiresti l’operatività dei tuoi clienti senza che la loro rete aziendale sia esposta.

Le conseguenze di una cattiva user experience

Un secondo aspetto da valutare in tema di VPN, ma non meno importante, è sicuramente la user experience.

Chiunque almeno una volta sia stato costretto a utilizzare la VPN per connettersi alla rete aziendale da casa conosce bene i limiti operativi di questo strumento.

Prima di tutto un rallentamento a livello operativo in quando prima di poter iniziare ad usare la rete aziendale è necessario che la connessione VPN sia attiva e, inoltre, ogni volta che un utente esegue l’accesso la rete subisce un sovraccarico.

È risaputo poi che, anche una volta connessi, la VPN non è famosa per essere particolarmente veloce e reattiva, soprattutto quando si cerca di usare applicazioni particolarmente complesse.

Di’ la verità, quante volte sei stato chiamato da un cliente esasperato che non riusciva a far girare le applicazioni su un PC o che, a causa della poca reattività del sistema, non riusciva a svolgere il proprio lavoro?

Tante vero?

Quando la tecnologia invece di eliminare problemi ne crea, la prima cosa che ne risente è sicuramente la produttività.

Perdita di tempo equivale a dire perdita di denaro e quindi i benefici del lavoro in smart working passano in secondo piano.

VPN, un collo di bottiglia

In una situazione di emergenza come quella che è stata il Covid-19, molte aziende, e forse anche i tuoi clienti, non hanno avuto né tempo né licenze a sufficienza per organizzare il lavoro da remoto per tutti i dipendenti.

Questo significa che prima di riuscire a rendere tutto il personale operativo, la lista di utenti fermi e in attesa di essere abilitati diventa difficile da gestire.

Una volta ottenute le licenze ci saranno comunque molti utenti che non hanno mai usato la VPN e quindi non saranno pronti… tutto questo porta ancora una volta a sostenere ingenti costi per ottenere risultati mediocri in termini di produttività.

Addio VPN

L’alternativa esiste per fortuna e si chiama Cameyo, un modo più semplice e veloce per distribuire applicazioni Windows su qualsiasi device.

Niente VPN, niente setup, niente installazione, niente VDI, niente desktop remoto: ai tuoi clienti basta solo un browser per accedere a qualsiasi applicazione Windows da dovunque, in massima sicurezza.

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Tratto dal blog di Cameyo

Autore
Claudio Panerai
Gli ultimi prodotti che vi ho portato, nel 2020: Vade Secure Il primo sistema antispam/antihishing/antimalware basato sull'intelligenza artificiale e appositamente progettato per Office 365. Naturalmente a misura di MSP. ID Agent Piaffaforma che consente agli MSP di monitorare le credenziali (proprie e dei clienti) che sono in vendita nel dark web.
Nato a Ivrea nel 1969, è sposato e padre di due figlie. Laureato in Scienze dell’Informazione nel 1993, ha dapprima svolto numerose consulenze e corsi di formazione per varie società per poi diventare responsabile IT per la filiale italiana del più grande editore mondiale di informatica, IDG Communications. Dal 2004 lavora in Achab dapprima come Responsabile del Supporto Tecnico per poi assumere dal 2008 la carica di Direttore Tecnico. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, dal 1992 pubblica regolarmente articoli su riviste di informatica e siti web di primo piano. E' stimato da colleghi e clienti per la schiettezza e onestà intellettuale. Passioni: viaggi, lettura, cinema, Formula 1, sviluppo personale, investimenti immobiliari, forex trading. Claudio è anche su LinkedIn e Facebook.
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